Amistad

Amistad

( Amistad )
Voto del pubblico
Valutazione
4.3 di 5 su 102 voti
Genere: Drammatico
Anno: 1997
Paese: USA
Durata: 155 min
Distribuzione: U.I.P. - CIC Video
Amistad è un film di genere drammatico del 1997, diretto da Steven Spielberg, con Morgan Freeman e Nigel Hawthorne. Durata 155 minuti. Distribuito da U.I.P. - CIC Video.
Genere: Drammatico
Anno: 1997
Paese: USA
Durata: 155 min
Distribuzione: U.I.P. - CIC Video
Sceneggiatura: David Franzoni
Fotografia: Janusz Kaminski
Montaggio: Michael Kahn
Musiche: John Williams
Produzione: Steven Spielberg, Debbie Allen, Colin Wilson per Dreamworks Skg, Home Box Office

TRAMA AMISTAD

Amistad è un film del 1997 diretto da Steven Spielberg.
Anno 1839. La nave negriera Amistad sta trasportando un gruppo di africani che sono stati venduti come schiavi a Cuba e ora sono diretti verso gli Stati Uniti. Durante il viaggio, il capo tribù Cinque (Djimon Hounsou) riesce a condurre con successo alla rivolta i suoi compagni e prende il controllo dell'imbarcazione.
Continuano a navigare, sperando di riuscire a trovare un modo per tornare indietro in Africa. Purtroppo, quando raggiungono gli States, vengono imprigionati come schiavi fuggitivi. In una terra a loro sconosciuta e senza sapere neanche una parola d'inglese, gli africani si trovano loro malgrado protagonisti di una battaglia legale che arriva fino alla Suprema Corte.
Quando sembra che ormai il destino di Cinque e dei suoi uomini sia la morte per aver ucciso i loro carcerieri, entra in scena il giovane avvocato Roger Baldwin (Matthew McConaughey), che offre la propria assistenza legale agli abolizionisti Theodore Joadson (Morgan Freeman) e Lewis Tappan (Stellan Skarsgård), interessati a liberare gli africani. Ma durante il lungo processo, non sarà semplice convincere l'accusa che quegli uomini hanno il diritto di essere liberi...

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CRITICA DI AMISTAD

"Se c'è un film che punta l'indice accusatore contro il cuore nero dell'America razzista, questo film è proprio 'Amistad', opera di forte impegno civile, non esente da una certa retorica e da concitazione enfatica, ma anche generosa, appassionata, dalle solenni cadenze epiche, di largo respiro drammatico, dal tono robusto e possente. Un film che, com'è tipico del cinema di Spielberg, sa sempre arrivare con pochi tratti concisi al nocciolo della questione. Si veda, per esempio, come nel messaggio salvifico del Nuovo Testamento l'ebreo Spielberg sappia indicare quella speranza di riscatto e di liberazione che i poveri schiavi strappati alla loro terra e ai loro affetti intravedono come un sogno lontano al quale affidarsi. E proprio su questo seme di speranza Spielberg scrive una delle pagine più belle del film: quando, scortato dalla prigione all'aula del tribunale, lo schiavo Cinque vede spuntare oltre il tetto di un edificio lungo la banchina del porto i tre alberi di un veliero. Tre pennoni la cui sommità gli richiama alla mente le croci del Calvario che, fra le illustrazioni di un Vangelo, hanno colpito la sua immaginazione. In quel momento Cinque intuisce come dietro la grande nave che lo ha trasportato dall'Africa, strumento di schiavitù, si possa cogliere anche un segno di liberazione. Uno di quei tocchi magistrali che soltanto i grandi resisti hanno in serbo". (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 19 aprile 1998)"In generale non stupisce che Spielberg abbia adottato per questo 'message film' uno stile alla Stanley Kramer, pur se rispecchiare la violenza estrema dei rivoltosi è costato alla pellicola l'esclusione ai minori; e se qualche critico ha deplorato il tono 'troppo solennemente serio' della faccenda. Purtroppo Morgan Freeman nei panni di Joadson, campione abolizionista, ha un rilievo inadeguato, però il duetto fra il giovane avvocato Baldwin e il leader dei prigionieri Cinque assurge a una scena di rara intensità poetica: quando si confrontano parlando ciascuno una lingua incomprensibile all'altro e Cinque, per significare che viene da molto lontano, va a collocarsi in fondo allo stanzone del carcere. Belli e tremendi sono i ricordi dell'eroe riguardanti il cosiddetto 'middle passage', e cioè il trasporto in nave degli schiavi in condizioni miserande incluso un annegamento in massa di prigionieri buttati a mare incatenati. Al di là delle consuete accuse di plagio, ad 'Amistad' vengono rimproverate numerose semplificazioni storiche a fini spettacolari: per esempio è certo che Cinque non fu presente al dibattimento davanti alla Corte Suprema. E invece il film nella sua nobiltà tralascia di dire che, secondo alcuni, il fiero capo dei ribelli, una volta assolto e riportato in Sierra Leone, si trasformò a sua volta in un mercante di schiavi". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 13 marzo 1998).

CURIOSITÀ SU AMISTAD

Il film s'ispira al romanzo La rivolta della Amistad scritto da Barbara Chase-Riboud, basato a sua volta su un fatto realmente accaduto.

La pellicola ricevette moltissime candidature, tra cui quattro nomination agli Oscar e altrettante ai Golden Globe.

INTERPRETI E PERSONAGGI DI AMISTAD

Attore Ruolo
Morgan Freeman
Theodore Joadson
Nigel Hawthorne
Martin Van Buren
Anthony Hopkins
John Quincy Adams
Djimon Hounsou
Cinque
Matthew McConaughey
Roger Baldwin
David Paymer
Segretario di Stato Forsyth
Pete Postlethwaite
Holabird
Stellan Skarsgård
Lewis Tappan
Razaaq Adoti
Yamba
Anna Paquin
Regina Isabella II
Peter Firth
Capitano Fitzgerald
Tomas Milian
Calderon
Chiwetel Ejiofor
James Covey
Derrick N. Ashong
Buakei
Geno Silva
Ruiz
John Ortiz
Montes
Ralph Brown
Tenente Gedney
Darren Burrows
Tenente Meade
Allan Rich
Giudice Juttson
Paul Guilfoyle
Procuratore distrettuale
Xander Berkeley
Hammond
Jeremy Northam
Giudice Coglin
Arliss Howard
John C. Calhoun
Harry A. Blackmum
Joseph Story

PREMI E RICONOSCIMENTI PER AMISTAD

Oscar - 1998

  • Candidatura migliore attore non protagonista a Anthony Hopkins
  • Candidatura migliore colonna sonora originale per un film drammatico a John Williams
  • Candidatura migliore fotografia a Janusz Kaminski
  • Candidatura migliori costumi

Golden Globe - 1998

  • Candidatura miglior film drammatico
  • Candidatura miglior regista a Steven Spielberg
  • Candidatura migliore attore in un film drammatico a Djimon Hounsou
  • Candidatura migliore attore non protagonista in un film a Anthony Hopkins

David di Donatello - 1998

  • Candidatura miglior film straniero
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