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Netflix perde 130.000 utenti negli States e rallenta in Europa, ma esclude di aiutarsi con la pubblicità

Non è una situazione di panico, ma col Disney+ dietro l'angolo dirigenti e azionisti sono sull'allerta.

Netflix perde 130.000 utenti negli States e rallenta in Europa, ma esclude di aiutarsi con la pubblicità

Due giorni fa le azioni di Netflix sono crollate del 10% in una sola sessione, cosa che non accadeva da tre anni, in seguito ai report inerenti il "second quarter" dell'anno, cioè il periodo aprile-maggio-giugno: pare che l'azienda abbia perso ben 130.000 abbonati negli States, e che le previsioni per l'estero di quasi 6 milioni di sottoscrizioni siano state mancate della metà (siamo a 2.800.000). Chiariamo: non si può parlare addirittura di crisi, e tradizionalmente i report del secondo quarto dell'anno sono sempre stati i più complessi, ma sono dati che fanno preoccupare forse gli azionisti in previsione della bomba Disney+ che si abbatterà sul mercato dello streaming a partire da novembre negli Usa, e in seguito nel resto del mondo.
La crescita esplosiva di Netflix nell'immaginario collettivo costa: nel quarto preso in esame, l'azienda avrebbe investito 3 miliardi di dollari in produzione di nuovi contenuti e 600 milioni in marketing, così gli introiti sarebbero inferiori alla spesa, con un rosso di 594 milioni. Rosso che c'è sempre stato, ma che gli investitori hanno sempre scelto di ignorare, guardando alla tendenza di crescita rapida e costante. Se questa battuta d'arresto dovesse essere confermata, il terremoto potrebbe farsi più sensibile.
Il third quarter luglio-agosto-settembre, anche grazie alla terza stagione di Stranger Things, potrebbe rivelarsi più lucrativo, e all'orizzonte c'è pur sempre The Irishman di Martin Scorsese. Nonostante questo, c'è chi ipotizza un futuro ricorso alla pubblicità, fermamente negato dalla casa con le seguenti parole:

"Come la HBO, siamo privi di pubblicità. Rimane un importante aspetto caratterizzante del nostro brand. Quando leggete supposizioni su vendite di spazi pubblicitari da parte nostra, state tranquilli: è falso. Crediamo che la nostra azienda avrà più successo sul lungo termine chiamandosi fuori dalla competizione per gli spazi pubblicitari, concentrandosi invece interamente sulla competizione per la soddisfazione dello spettatore."


  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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