The Crown 4, Recensione: La stagione del cambiamento, degli errori e delle donne

09 novembre 2020
4,5 di 5
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Il drama biografico di Netflix torna in streaming con i nuovi episodi il 15 novembre: ecco la nostra recensione della quarta stagione di The Crown in anteprima.

The Crown 4, Recensione: La stagione del cambiamento, degli errori e delle donne

"Quante volte questa famiglia può ripetere lo stesso errore?", è l'interrogativo che si pone la saggia Principessa Margaret che nella quarta stagione di The Crown ritrova il volto di una superba Helena Bonham Carter. Nei nuovi episodi della serie biografica, in arrivo in streaming su Netflix domenica 15 novembre, la famiglia reale inglese si trova infatti davanti a scelte importanti destinate a cambiare il volto della monarchia per sempre. In che modo si adatterà ai frenetici anni '80 e, soprattutto, come riuscirà a conciliare modernità e convenzioni senza il rischio di commettere, ancora una volta, quegli errori di cui parla Margaret? Con questa recensione in anteprima vogliamo darvi un'idea di cosa aspettarvi dalla quarta stagione della serie ideata da Peter Morgan che, ancora una volta, è riuscito a bilanciare sapientemente dimensione pubblica e dimensione privata di una famiglia da sempre sotto i riflettori ma non per questo meno vulnerabile.

The Crown 4: Gli anni '80 al centro del racconto

Il decennio che fa da sfondo a questa quarta stagione di The Crown, gli anni '80, non è tra i più rosei per il Regno Unito. Il Paese è ferito da disoccupazione e recessione e, a complicare le cose, arriva una guerra, quella combattuta con l'Argentina per il controllo delle isole Falkland e sostenuta strenuamente dal primo premier donna del Paese, la Lady di Ferro Margaret Thatcher interpretata magistralmente da Gillian Anderson. La storia irrompe nel racconto anche attraverso il tema dell'imbarazzo britannico nei confronti del Sudafrica dove vigeva il regime di segregazione razziale dell'Apartheid. I conflitti all'interno del Commonwealth si trasformano così in conflitti personali tra la Regina e il Primo Ministro che mettono in imbarazzo Buckingham Palace. Sul fronte privato, la famiglia reale affronta un lutto ma anche ben due matrimoni reali, l'arrivo dell'outsider Lady Diana e persino un' incursione nel palazzo, quella di Michael Fagan, l'uomo che nel 1982 riuscì a introdursi furtivamente nella camera da letto della Regina.

The Crown 4

Da Olivia Colman a Helena Bonham Carter, il cast si conferma prezioso

Dopo il più che convincente debutto di Olivia Colman e Tobias Menzies nei panni di Elisabetta II e il Principe Filippo nella terza stagione, gli attori tornano nei panni dei loro personaggi e appaiono più disinvolti, quasi più morbidi. Se le prime tre stagioni avevano fatto leva sui conflitti coniugali della coppia, nei nuovi episodi ritroviamo il loro legame più solido, con i figli che fanno da collante. Li vediamo sovrani ma soprattutto genitori più affettuosi, divisi tra desideri e doveri e, nello splendido quarto episodio di questa stagione, scopriamo addirittura qual è il figlio preferito della Regina e quale quello di Filippo. Un episodio intero - il settimo, che è anche il più introspettivo di tutti - è dedicato al personaggio di Margaret che, arrivata a metà della sua vita, si trova a fare i conti con ansie e contraddizioni: eterna seconda, prova sgomento nel sentirsi sempre meno influente. Paura, sconcerto, tenerezza e pragmatismo sono i sentimenti che Helena Bonham Carter riesce a trasmettere nella sua già memorabile interpretazione.

Lady Diana, la new entry più attesa

Gli occhi di tutti, però, sono puntati su Lady Diana Spencer, l'attesissimo nuovo personaggio interpretato da Emma Corrin. Molti di noi conoscono la Principessa Diana delle copertine, del gossip, delle occasioni pubbliche e dell'impegno umanitario. The Crown, invece, in questa quarta stagione ci restituisce gli anni giovanili e la dimensione più privata della Principessa fotografando la sua evoluzione da giovane maestra d'asilo con tanti sogni e innumerevoli passioni a moglie dell'erede al trono che deve sottostare a regole ferree e a rigide convenzioni. Nei panni della giovane Diana (che sfreccia in pattini a rotelle nei corridoi di Buckingam Palace), Emma Corrin supera a pieni voti l'esame del confronto con un personaggio così iconico: ne riproduce movimenti e atteggiamento ma, più di tutto, riesce a trasmettere agli spettatori le sue fragilità.

The Crown 4

Due donne al potere: L'arrivo di Margaret Thatcher in The Crown 4

The Crown 4, infine, ci regala un'inedita rappresentazione del rapporto tra due donne al potere, la Sovrana e Margaret Thatcher, così diverse eppure vicine perché innanzitutto donne e madri. La serie riproduce a suo modo il braccio di ferro che le vide protagoniste immaginando gli aspetti più privati, le conversazioni più intime e i verosimili retroscena. Coprendo un arco di tempo (dal 1979 al 1991) che corrisponde alla durata del lungo mandato dell'ex leader del Partito Conservatore inglese, l'intera stagione è anche la parabola della sua esperienza politica: dall'ascesa, al successo, fino alle sue controverse decisioni che la resero ostile al suo partito portandola al declino. Come era immaginabile, Gillian Anderson è immensa nel ruolo della Lady di Ferro (consigliamo una visione in lingua originale per apprezzare al meglio i suoi sforzi nel riprodurre la distinguibile voce roca del personaggio) e non ha nulla da invidiare alla pure mirabile Meryl Streep che ha interpretato Thatcher nel film The Iron Lady. Insieme a Olivia Colman, Emma Corrin e a Helena Bonham Carter si prende la scena rendendo questa nuova stagione quella che ha più efficacemente rappresentato i personaggi femminili.

The Crown 4

Quindi, tornando al quesito di Margaret con cui abbiamo aperto questa recensione: quante volte questa famiglia può commettere lo stesso errore? Sembra una domanda retorica e lo è, visto che siamo ancora lontani dallo scrivere la parola fine nella storia dei Windsor. The Crown conferma di essere in grado di restituire una narrazione coerente e verosimile e un intrattenimento di alto profilo. L'unico errore commesso da Peter Morgan è stato pensare di chiudere la serie in anticipo con la quinta stagione. Svista alla quale ha immediatamente rimediato annunciando, diversamente da quanto comunicato in precedenza, una sesta stagione che porterà la narrazione almeno fino agli anni 2000. E noi non vediamo l'ora.



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  • Appassionata di Serie TV e telespettatrice critica e curiosa
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