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Toy Story 4: Un'anteprima e un'intervista al produttore Jonas Rivera

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Abbiamo visto una selezione di scene dall'atteso cartoon Pixar in uscita a giugno.

Toy Story 4: Un'anteprima e un'intervista al produttore Jonas Rivera

Toy Story 4, in uscita il 27 giugno, non è stata esattamente una sorpresa. Nonostante la saga di Toy Story sembrasse infatti terminata nel 2010 con Toy Story 3, la Pixar e la Disney non hanno mai abbandonato i personaggi, proponendo due special televisivi, Toy Story of Terror! nel 2013 e Toy Story – Tutto un altro mondo nel 2014, oltre a vari cortometraggi.
Abbiamo avuto modo di ammirare una selezione di scene da questo nuovo quarto capitolo cinematografico, accompagnati nella visione dal produttore Jonas Rivera (Up, Inside Out). Anticipando le nostre perplessità, il producer sottolinea come alla Pixar tutti volessero accertarsi di non creare un seguito "tanto per". E' vero, il finale di Toy Story 3 era un grande sipario, ma "concludeva la storia di Andy, non di Woody". E dal personaggio del cowboy è partita la squadra capitanata dal regista Josh Cooley, già story artist supervisore di Inside Out, per costruire questo sequel. "Sono i personaggi che ci suggeriscono le storie da raccontare".

Ci sono stati mostrati all'incirca 30 minuti del lungometraggio, composti dai 20 minuti iniziali e da una selezione di altre brevi sequenze: senza entrare troppo nel dettaglio, possiamo dirvi che la temperatura emotiva è già piuttosto alta, concentrata nel personaggio della bambina Bonnie, che dà vita (in circostanze divertenti e particolari) al giocattolo improvvisato Forky. Diventando di fatto un mentore per Forky, Woody si ritrova faccia a faccia con Bo Peep, la pastorella di cui aveva perso le tracce. Preferiamo fermarci qui, per non svelarvi troppo, accendendo la vostra curiosità citando solo alcuni nuovi personaggi nel film: la bambola anni Cinquanta Gabby (inquietante), lo stuntman canadese Duke Kaboom (doppiato in originale da Keanu Reeves!), la coppia di peluche premio del luna park formata da Ducky & Bunny, resi cinici dalla consapevolezza di non poter mai esser vinti.

Stupito dal tono quasi horror di una scena mostrata, qualcuno domanda a Rivera se alla Pixar non siano preoccupati di mancare il target dei più piccoli. Jonas è tranquillo (o almeno lo sembra): "Facciamo film per noi stessi, e noi guardiamo il mondo come i bambini. Io uso come cavie i miei figli, tra i 7 e i 13 anni. Comunque noi garantiamo sempre più livelli di lettura, e i bambini sanno stupirti, successe anche con Inside Out, capivano il film meglio degli adulti."
La nuova Bo Peep è molto lontana dalla dolcezza che mostrava nei vecchi Toy Story. Sembra un caso di "girl power" della nuova Hollywood (proprio dopo l'allontanamento di John Lasseter per molestie, ci permettiamo di aggiungere). Di fatto Jonas lo conferma, rivelando che di Bo si è occupata una task force di artiste e animatrici, che hanno estromesso gli uomini, piuttosto divertiti dalla cosa. Spontaneo domandare come si pongano di fronte alle polemiche preventive della rete, come un'altra partita dagli animalisti, contro il gancio per le pecore in mano a Bo Peep anche in questa nuova versione. "Noi facciamo del nostro meglio per non offendere nessuno, però se succede questo vuol dire che la gente ci crede, crede nei personaggi". Detto questo, il gancio della discordia è rimasto, per garantire l'identificabilità del personaggio nella sua metamorfosi, e poi perché, si lascia scappare un altrimenti diplomatico Rivera, "alla fine parliamo pur sempre di giocattoli!"

Visto che l'atmosfera alla Pixar viene descritta spesso come ideale culla di creatività, e i risultati solitamente sono evidenti sullo schermo, come vengono selezionati i collaboratori? Appuntatevi la risposta di Rivera: "Il nostro cofondatore ed ex-presidente Ed Catmull sosteneva che le persone vengono prima delle idee." Non conta tanto avere una singola idea geniale sulla quale arroccarsi, ci spiega, quanto dimostrare di essere una persona potenzialmente in grado di generarne tante in un lavoro di gruppo.
Abbiamo proseguito la conversazione con Jonas Rivera nell'intervista video che trovate qui in basso. 



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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