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Supereroi, una storia d’amore e sull’ossessione del tempo: incontro con Paolo Genovese, Jasmine Trinca e Alessandro Borghi

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Una storia d'amore lunga vent'anni, un melodramma doloroso e romantico. Supereroi è il nuovo film di Paolo Genovese, in uscita il 23 dicembre nei cinema. Protagonisti Jasmine Trinca e Alessandro Borghi, che abbiamo incontrato insieme al regista.

Supereroi, una storia d’amore e sull’ossessione del tempo: incontro con Paolo Genovese, Jasmine Trinca e Alessandro Borghi

Può l’amore sconfiggere il tempo? Un interrogativo cruciale per le vite di tutti noi, specie i mano giovani, che ossessiona da tempo Paolo Genovese. Ha voluto dedicare un film al tempo, Supereroi, in uscita il 23 dicembre per Medusa in 400 copie, in cui racconta la vita sentimentale di una coppia nel corso di vent’anni. Due film in uno, i primi venti e i secondi venti, montandoli costantemente intersecati. In una Milano prima calda e poi sempre più moderna e razionale, Jasmine Trinca e Alessandro Borghi vivono il loro amore. Lei è una fumettista impulsiva, spaventata dal futuro e nemica delle convenzioni; lui un professore di fisica per cui ogni cosa ha una spiegazione.

Girato a fine 2019, prima della pandemia, è stato tenuto in caldo per poterlo offrire al pubblico sul grande schermo. È una storia sentimentale “sulla difficoltà e il dolore, a volte, di amare”. Più un melodramma che una commedia, che come altri film precedenti di Genovese, su tutti Perfetti sconosciuti, con il suo record di remake in giro per il mondo, ma anche The Space, ha già garantita una vita commerciale in molti paesi in giro per il mondo. “Il nostro cinema è amato, al di là dell’aspetto economico spero sempre più produttori e autori credano in una vita dei nostri film all’estero, è importante dal punto di vista anche culturale”, come ha detto il regista incontrando la stampa a Roma.

“Il tempo mi sta molto a cuore”, ha proseguito il regista, “con Alessandro Borghi siamo entrambi ossessionati dal tempo che passa. Pensiamo spesso che sia infinito, ma questa storia ci ricorda come abbia una scadenza e come una consapevolezza non tardiva aiuti. Quello che amo in scrittura sono le emozioni, che devo provare io in prima persona. Altrimenti continuo fino a scrivere fino a che non le provo. Non mi disturba se qualcuno non ride ai miei film, ma se non si emoziona vuol dire che ho sbagliato tutto. Poi provare qualcosa insieme ad altre persone, condividendo in una sala affollata, è l’ideale. Esci grato di avere qualcuno da abbracciare, come spero accada con Supereroi. Il titolo è venuto presto, comodo, come accaduto con Perfetti sconosciuti. Ci rappresenta bene. Penso che un buon punto di partenza per far funzionare una coppia sia fare qualcosa solo per il benessere dell’altro, senza niente in cambio. La pandemia ha cambiato gli equilibri sentimentali, ci ha costretto a rivedere gli spazi di condivisione, con ritmi di vita diversi e sempre a stretto contatto. Mi sembra interessante vedere come il tempo cambia le coppie, dopo averlo fatto la pandemia.”

Anna e Marco sono i protagonisti, proprio come la celebre canzone di Lucio Dalla. Nomi scelti all’inizio, poi diventati definitivi. “La normalità di coppia richiede un lavoro particolare per un’attrice”, ha dichiarato Jasmine Trinca, alias Anna. “Non ti puoi appigliare a una storia particolare. Ci conosciamo con Alessandro da tempo, artisticamente siamo stati amici e fratelli, ma non eravamo mai stati amanti. Avevamo però una complicità che ha aiutato, rendendo le scene naturali e anche con gli altri attori eravamo veramente un gruppo di amici. Un’atmosfera che è stata cruciale per il film. Merito di un regista come Paolo, accogliente, che non ti mette alla prova e fa emergere l’autenticità dei rapporti."

Rapporto problematico quello con il tempo, per Borghi. “Avrei bisogno di dieci ore in più ogni giorno, soprattutto per vedere le persone a cui voglio bene. Il tempo speso con gli altri è sempre il migliore. Negli anni è cambiata la mia considerazione del mestiere di attore. All’inizio ero ossessionato dalla performance, dal far vedere quanto ero bravo. A un certo punto ho capito, grazie alle persone con cui ho lavorato, come fosse una parte superflua. L’importante è partecipare a qualcosa di bello, arrivare poi a condividerlo attraverso gli occhi del pubblico. Mi interessa far parte del racconto di una storia che vale la pena essere raccontata. Se ti fa uscire dalla zona di comfort è ancora meglio, sono le più interessanti. Per me Supereroi è stato un film facile da fare. Non accade sempre, è una cosa bellissima, perché se è difficile vuol dire che c’è qualcosa che non va. Abbiamo fatto un lavoro organico, con persone di qualità, come la scrittura e la parte tecnica. Un viaggio molto bello, sereno e in un altro mondo, precedente alla pandemia”.

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