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Spartacus e quella scena troppo hot per l'epoca

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Dell'epico film di Kubrick la scena nei bagni tra Laurence Olivier e Tony Curtis è stata a lunga censurata perché ritenuta scandalosa, per il contesto e i doppi sensi dei dialoghi.

Spartacus e quella scena troppo hot per l'epoca

Spartacus è – come ormai universalmente riconosciuto - un capolavoro epico di forza straordinaria, vincitore di 4 premi Oscar, quinto film del geniale e ancor giovane Stanley Kubrick, e il suo secondo realizzato con e prodotto da Kirk Douglas dopo Orizzonti di gloria, il grande film antimilitarista che aveva suscitato lo sdegno della Francia, era stato bandito in Spagna e Svizzera, ed era stato ritirato per questo dal festival di Berlino. Anticonformista e ribelle, non pago delle reazioni suscitate, Douglas era in cerca di un veicolo spettacolare e commerciale che gli permettesse però al tempo stesso di dare uno schiaffo sonoro al moralismo e alle paranoie della Hollywood della caccia alle streghe (comuniste) imbastita dal senatore McCarthy. Lo trovò in un romanzo di Howard Fast, che affidò al grande sceneggiatore Dalton Trumbo, finito sulla lista nera perché iscritto al Partito Comunista e dunque impossibilitato a lavorare. L'attore e produttore insisté per mettere il vero nome dell'autore nei titoli, rompendo finalmente il tabù.

Ma proprio per questa sua spregiudicato verismo, inusitato in un'industria cinematografica ancora sottoposta alle regole ferree in fatto di decenza, allusioni al sesso o ad altri "vizi", del puritano codice Hays ancora in vigore, Spartacus venne sottoposto a pesanti censure, amareggiando lo stesso Kubrick che – insoddisfatto anche per altri motivi – non lo sentì mai come veramente suo. Solo nel 1991 il film conobbe la versione oggi definitiva. A fare le spese dei tagli era stata soprattutto la scena più scabrosa per i tempi, reinserita solo nel restauro voluto fortemente da Kirk Douglas, era un dialogo, alle terme, tra il senatore Crasso (Laurence Olivier) e il suo schiavo Antonino (Tony Curtis), fortemente allusivo alla bisessualità del primo, che cercava di sedurre il secondo. Si parla, in apparenza, di cibo.

Crasso chiede al giovane e prestante schiavo:

“Mangi le ostriche? “Sì” “E le lumache?” “No” “Pensi che mangiare ostriche sia morale e mangiare lumache sia immorale?” “No, padrone”. “Naturalmente no. È tutta una questione di gusti, non è vero?”. “Sì, padrone”. “E il gusto non è la stessa cosa dell'appetito e perciò non è una questione di morale, non è vero?”. “È una cosa che si può sostenere, padrone”. “Va bene. I miei vestiti, Antonino. A me piacciono sia le lumache che le ostriche”.

La scena venne tagliata, rendendo di fatto incomprensibile la successiva fuga di Antonino, che non voleva restare invischiato in una relazione sessuale con Crasso. Per reinserirla nella versione restaurata, visto che il sonoro era andato perduto, non ci furono problemi a farla ridoppiare a Tony Curtis, mentre Laurence Oliver era morto nel 1989. Alla fine Kubrick e Douglas ottennero dalla vedova del grande attore, Joan Plowright, il permesso di utilizzarla e il suggerimento di servirsi della voce di Anthony Hopkins, che tante volte aveva deliziato il suo celebre marito con la sua perfetta imitazione.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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