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Peter Dinklage: la star che ha sconfitto il pregiudizio

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Breve ritratto del piccolo attore che ha sconfitto l'handicap col suo carisma e la sua bravura.


La sua prima apparizione al cinema nel 1995, nella commedia indipendente Si gira a Manhattan di Tom DiCillo, lo vede nei panni di Tito, un nano protagonista nel film girato da Nick (Steve Buscemi) del sogno di un'attrice. Avvolto dal fumo, deve girarle intorno con una mela in mano e si lamenta del cliché della sequenza con queste parole: “Nemmeno io sogno dei nani!”, prima di allontanarsi disgustato dal set.

Lo sconosciuto Peter Dinklage all'epoca ha solo 26 anni ma ha già all'attivo una ricca esperienza teatrale. E ha ragione di lamentarsi, per bocca del suo personaggio. Da sempre Hollywood utilizza in modo stereotipato chi come lui soffre di nanismo (nel suo caso di acondroplasia, una forma che colpisce soltanto gli arti e garantisce un'altezza nell'età adulta di 1 metro e 40 – a cui Peter non arriva): tutto quel che viene loro offerto sono elfi, creature fantastiche (i celebri munchkin del Mago di Oz), spiriti maligni. Tod Browning li aveva voluti protagonisti del suo dannato e incomparabile Freaks, ma da allora poca strada si è fatta per riconoscere a questi attori dignità di interpreti e non di comparse. Uno dei nani più famosi del piccolo schermo, Hervé Villachaize, è morto suicida e alla sua figura Sacha Gervasi e Peter Dinklage vogliono adesso dedicare un film.

Ma facciamo un passo indietro: anche per il piccolo attore newyorkese la vita non sembra facile, finché nel 2003 non è protagonista del film indipendente Station Agent, dove interpreta un uomo appassionato di treni che per la sua condizione si tiene lontano dal mondo, ma che finisce per partecipare della vita di un'anomala famiglia di amici. Per il film viene candidato come miglior attore agli Spirit Independent Awards e vince numerosi premi. Ma, quel che più conta, Hollywood si accorge di quanto sia bravo. Negli anni successivi, comunque, l'unico a offrirgli un ruolo in cui è un uomo di successo è il grande Sidney Lumet, che in Prova a incastrarmi, del 2006, lo sceglie per la parte di un importante avvocato.

Prova a incastrarmi

In una carriera che lo vede spesso protagonista a teatro e in qualche apparizione televisiva, nel 2003 Peter Dinklage è uno scrittore di libri per bambini in Elf. E quando Will Ferrell si prende gioco di lui, reagisce con violenza. Nel 2006 Peter ottiene il suo primo ruolo ricorrente in una serie tv, quello del pittore Marlowe Sawyer in Nip/Tuck. Nello stesso anno, al cinema, interpreta l'amante di un paterfamilias defunto, che crea un grosso scandalo al suo funerale nella black comedy inglese Funeral Party, diretta dall'americano Frank Oz. Un film che può forse vantare uno dei remake più insensati della storia del cinema, visto che viene rifatto 3 anni dopo – e peggio – da Neil LaBute con un altro cast. Peter Dinklage è l'unico a riprendere il suo ruolo.

Funeral Party

 

Sposato dal 2005 con la regista teatrale Erica Schmidt (dalla quale nel 2011 ha la figlia... Zelig), Peter Dinklage – con la parziale eccezione del nano nel fantasy Le cronache di Narnia. Il principe Caspian, è riuscito a lasciarsi alle spalle i ruoli a cui sembrava condannato per nascita. Ormai tutti sanno quanto sia bravo e la parte di Tyrion Lannister ne Il trono di spade, che arriva nel 2010 e lo consacra finalmente a star, sembra scritta apposta per lui. L'Imp, il principe folletto della grande casata, disprezzato dal re suo padre, puttaniere e debosciato all'inizio, matura nel corso della storia, compensando in coraggio, generosità e intelligenza le doti fisiche che madre natura gli ha negato. Nel ruolo diventa uno dei personaggi preferiti dal pubblico. Chi segue la serie in si sarà sicuramente innamorato (oltre che della sua profonda voce, se lo vede in originale) dell'umorismo spesso sarcastico di Tyrion. Una caratteristica certo condivisa da chi ha detto a proposito della sua condizione: “Quando ero più giovane sicuramente mi ha condizionato. Da adolescente ero acido e arrabbiato e ho innalzato delle pareti intorno a me. Ma più cresci, più ti rendi conto che devi avere il senso dell'umorismo. Capisci che il problema non è tuo, ma degli altri”.

Il trono di spade

Noi non vediamo l'ora di ritrovarlo dal 6 aprile nella quarta stagione del Trono di Spade e - al cinema - nel ruolo del cattivo in X-Men: Giorni di un futuro passato. Perché di attori piccoli ma grandi come lui ce ne sono veramente troppo pochi.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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