Lucca Comics & Games: un grande successo dalla A alla Z - con photogallery

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Lucca Comics & Games: un grande successo dalla A alla Z - con photogallery

Quando ti immergi per cinque giorni nella bolla di (ir)realtà che è Lucca Comics & Games ti viene da pensare a come sarebbe bello il mondo se fosse sempre così: libero, colorato, allegro e pacifico, senza odio né pregiudizi, ma solo con tanta voglia di divertirsi e stare insieme. Purtroppo, come tutte le cose belle ed effimere, la bolla scoppia e ognuno torna alle proprie attività. Dopo l'edizione da record dell'anno scorso, quella 2017 ha chiuso con un leggero calo di presenze (si parla sempre di 243.000 biglietti venduti contro i 271.000, che hanno portato nella cittadina murata circa 500.000 persone in cinque giorni), dovuto probabilmente a due giorni di maltempo e al fatto che di mezzo ci fossero due/tre giormi lavorativi e scolastici, ma quanto a interesse, partecipazione e prestigio degli ospiti è stata una delle migliori degli ultimi anni. Per non annoiare il lettore con analisi seriose e approfondite, ecco una guida dalla A alla Z a questa edizione, seguita da una ricca photogallery degli highlight della manifestazione, che è e resta saldamente al secondo posto dopo il Comicon di Tokyo ma ha, a suo vantaggio, una location suggestiva che ha entusiasmato i visitatori stranieri.

A come Accoglienza: Essendo nata e vissuta a Lucca per quasi metà della mia vita e conoscendo il carattere schivo e riservato dei suoi abitanti, fin dal Medioevo poco inclini ad aprire le porte delle Mura a visitatori stranieri, mi stupisco sempre di come questa manifestazione riesca a conquistarli e a renderli meno brontoloni. Bravissimi tutti, soprattutto in un anno in cui le accresciute misure di sicurezza hanno complicato molto la vita.

B come bande (e parate): tantissime, da quelle in stile medioevale a quelle di ispirazione celtica, dalle orchestrine itineranti che suonano classici dell'animazione ai cupi tamburi degli orchi, fino alle onnipresenti melodie di Star Wars. L'inquinamento acustico sembra attenuato da queste improvvise esplosioni musicali nei luoghi più disparati della citta.

C come Cosplayer: sono loro a dare colore, vivacità e allegria all'ambiente. Gruppi di amici, coppie, intere famiglie incarnano con grande fantasia e libertà i loro eroi preferiti. Pazienza se non tutte le Lamù sono snelle e sexy e se non tutti i Superman hanno muscoli d'acciaio: sono tutti bellissimi e a volte lasciano proprio a bocca aperta. E ci vuole un fisico bestiale per esporsi seminudi alle intemperie e al fresco di novembre: da medaglia!

D come Dedizione: gente che fa ore di coda per una visita di dieci minuti a una delle attrazioni o per avere un autografo o un disegno della star preferita, senza spazientirsi, con rassegnata tenerezza. Forse per questo gli autori, i disegnatori, le star vengono volentieri a Lucca, perché sanno di essere veramente amati.

E come eroi: era il tema dell'anno e se ne sono visti molti, a modo loro anche i fan di cui sopra hanno qualcosa di eroico, perché pur non avendo superpoteri rendono possibile l'avverarsi di questa manifestazione dove, come cantava il grande Bowie, “possiamo essere eroi, anche solo per un giorno”.

F come Fantasy: a giudicare dai convegni e agli spettacoli dedicati al mondo di Tolkien e di Shannara, alla Terra di Mezzo e a tutti i regni dell'immaginario, nonché ai cosplayer a tema, si può dire che la passione per questo genere non sia passata con la fine dei film tratti da Tolkien ma sia più viva che mai.

G come Games: quest'anno l'allargare gli spazi dedicati alle grandi case produttrici di giochi ha pagato alla grande. Da Destiny 2 con Salvatore Esposito di Gomorra testimonial d'eccezione, impegnato a giocare ma anche a dimostrare i parallelismi tra i personaggi dei due mondi, alla Piramide di Assassin's Creed a tema egizio animata dalla musica e dal rap di Ghali, da Call of Duty 2 con la parata militare (con mezzi autentici della seconda guerra mondiale), al campionato di Overwatch e via giocando, la parte videoludica della manifestazione ha richiamato tantissimo pubblico giovanile.

H come Ho completato la collezione! Oltre agli affollatissimi stand degli editori che presentano la novità ci sono anche quelli delle fumetterie che vendono i classici di ogni epoca e questa è una delle frasi che si sentono più spesso, pronunciata con l'orgoglio di un'impresa compiuta da chi riesce ad acquistare i numeri che gli mancavano del suo fumetto preferito.

I come Infinity: la piattaforma streaming, nel padiglione Warner di Piazza San Michele. oggetto di lunghissime code per entrare, ha portato a Lucca episodi ed eventi legati alle serie di maggior successo; dalla sfilata delle 30 ancelle de Il racconto dell'ancella al salotto di The Big Bang Theory ricostruito e messo a disposizione per i selfie.

K come Kirkman. Il barbuto e corpulento creatore di The Walking Dead, Outcast, Invincible, Oblivion ecc. è stato una delle star indiscusse di questa edizione, anche se non ci piace l'importazione del modello americano: condizione imprescindibile per avere un suo autografo prenotarsi online e acquistare un kit di suoi prodotti da 80 euro. Nonostante questo, c'era la fila per assicurarsi una firma di questo vero e proprio re Mida della sceneggiatura.

J come Japan Town: uno dei punti di maggior attrazione per i giovani appassionati di manga e anime, quest'anno ha allargato i propri spazi. Situata in una delle zone più suggestive della città, il Giardino degli Osservanti, è una piccola succursale di cultura giapponese, dove gli appassionati mangiano Ramen vicino ai loro idoli.

L come Lucca: è la città a rendere il festival unico al mondo, con le sue Mura cinquecentesche quasi interamente occupate, le vie e le piazze medievali che hanno incantato l'illustratore americano Frank Whelan, autore del poster di quest'anno, e che permettono a passato, presente e futuro di coesistere in un'ambientazione davvero unica.

M come mostre: da sempre uno dei fiori all'occhiello del festival, ospitate negli splendidi Saloni del Palazzo Ducale e ad ingresso gratuito, quest'anno erano particolarmente affascinanti e composite: dai racconti vagabondi di un autore poliedrico e colto come Igort ai bellissimi quadri del citato Whelan, copertinista anche di Asimov e Stephen King, dalle figure bizzarre dell'illustratrice Arianna Papini all'autrice di popolari graphic novel sull'adolescenza Raina Telgemaier, passando per Federico Bertolucci e il maestro giapponese Taiyo Matsumoto per finire col divertente Sio al Circolo Polare Artico.

N come Netflix: per la prima volta a Lucca, il colosso delle piattaforma di streaming ha stravinto sul piano dell'immagine, con un'operazione di marketing efficacissima: intanto ha portato le star maggiori e che hanno richiamato più pubblico, come i giovani attori di Stranger Things e i protagonisti di Star Trek: Discovery. Ma ha anche offerto ai fan della prima serie l'opportunità di una visita a Hawkins e nel suo Upside Down, nei sotterranei del Baluardo di San Regolo: le code partivano da sopra le Mura e andavano avanti all'infinito. Dentro, gli ambienti, le bici e gli oggetti dei protagonisti, la possibilità di giocare agli Arcade degli anni Ottanta, di farsi una foto sul divano dei ragazzi e di vedere una mano che esce dalla parete. Nello hub di Piazzale Arrigoni erano esposti i costumi originali di Star Trek: Discovery, Arrow, Jessica Jones e altri e un barbiere era a disposizione per fare ai volontari un bel taglio di capelli alla Punisher.

O come Oggetti iconici: dalle statuette dettagliate dei personaggi della storia del cinema (purtroppo molto costose) ai gadget visti nei film e nelle serie più amate alle immancabili t-shirt, è impossibile tornare a casa senza che qualcosa ti resti attaccato alle dita, inclusi ovviamente numerosi volumi a fumetti. Ma O potrebbe anche stare per Oliver Onions, i mitici fratelli De Angelis, autori di celebri colonne sonore, presenti al festival.

P come Pazienza: Vedi alle voci dedizione e accoglienza. Ce ne vuole davvero tantissima ma non abbiamo mai visto nessuno perdere le staffe, nemmeno sotto la pioggia battente.

Q come Quanta roba! Forse troppa: il programma è zeppo di eventi, quasi 1000 in cinque giorni, coi tempi rispettati al minuto ma spesso in contemporanea. Se non si riesce a sdoppiarsi o non si possiede il dono dell'ubiquità, purtroppo si devono fare dolorose rinunce.

R come Ricordi: Sono quelli che si formano negli sguardi stupiti ed entusiasti dei più piccoli davanti ai loro idoli, quelli di chi ha conosciuto nuovi amici e magari si è innamorato durante la manifestazione, di chi si ritrova ogni anno e conserverà nel cuore queste giornate di divertimento e spensieratezza.

S come Star Trek e Star Wars. Onorato dalla presenza degli attori della nuova serie e di Dominic Keating di Star Trek: Enterprise il primo e da un bel convegno sui 40 anni della saga il secondo, entrambi sono supportati dai fan più fedeli e appassionati. Più numerosi quelli di Star Wars, con una postazione sul Baluardo San Frediano, lotte con le spade laser, parate, omaggi alla principessa Leia e un Millennium Falcon in Lego di oltre 7000 pezzi al Family Palace poco lontano. Impossibile non imbattersi per le vie della città nel gigantesco Darth Vader scortato dai suoi Stormtrooper.

T come Trenta strisce in trenta minuti: un'invenzione di Sio che è ormai una spassosa (per il pubblico) e faticosa (per lui) consuetudine lucchese. La capacità di far ridere con la forza di un'immaginazione vivacissima e di un tratto riconoscibile ed amato dai bambini e dai ragazzi ma anche dai loro genitori, uniti alla gentilezza, alla disponibilità e alla cordialità dell'autore fanno di Sio uno degli eroi della manifestazione e uno dei personaggi giustamente più amati.

U come Universal: la casa di distribuzione ha portato a Lucca una proiezione davvero speciale dell' horror/teen movie Auguri per la tua morte, accogliendo il pubblico con una megatorta accanto alla quale stava in agguato il killer mascherato del film, regalando a tutti popcorn e coca cola, addobbando la sala del cinema Astra con palloncini bianchi e rossi e lo striscione dell'università del film: trasformando tutti, per farla breve, negli spettatori ideali di un intelligente e divertente popcorn movie.

V come Vecchi leoni: vecchi per modo di dire, ma vedere o rivedere a Lucca fumettisti del calibro di José Munoz, Giorgio Cavazzano, Carlo Chendi, Enrique Breccia, Lorenzo Mattotti, Tanino Liberatore, Alfredo Castelli, fa sempre un enorme piacere.

W come Warner: nel padiglione delle code da record bellissime statue a grandezza naturale dei personaggi della Justice League e di Wonder Woman, con un paio di oggetti di scena del film. Ambitissimi come gadget gli zaini quadrati con le foto dei film e delle serie tv.

X come incognita: quella sulle date della prossima edizione è presto sciolta. Ci rivediamo tutti a Lucca dal 31 ottobre al 4 novembre, e guai a mancare!

Y come youtuber. Sicuramente ci sono ancora ma il loro potere di attrazione mediatica sembra un po' attenuato, o forse non potevano competere coi grossi big presenti quest'anno. Al festival comunque c'era anche Favij che di sicuro avrà riscosso il suo bel successo, ma se n'è parlato meno, almeno sui giornali.

Z come Zerocalcare: L'ho incontrato sul treno arrivando a Lucca, l'ho rivisto chino per ore a fare i suoi disegnetti sempre con una parola gentile per tutti e il sorriso sulle labbra. Sarà perché è timido, divorato dai sensi di colpa (ingiustificati) e modesto come tutti i grandi, ma questo geniale autore – di cui aspettiamo con ansia Macerie Prime e il film tratto dal suo La profezia dell'armadillo – è una delle persone più belle di questo ambiente. A modo suo, un altro improbabile eroe.



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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