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L'amore e altre seghe mentali: Giampaolo Morelli gira una commedia sulla crisi del maschio con Maria Chiara Giannetta

L'amore e altre seghe mentali è la terza regia di Giampaolo Morelli, che firma una commedia romantica ma scorretta in cui dirige sé stesso e Maria Chiara Giannetta. Fra i temi affrontati, la crisi del maschio contemporaneo e le sue fragilità. Siamo stati sul set e abbiamo intervistato l'attore.

L'amore e altre seghe mentali: Giampaolo Morelli gira una commedia sulla crisi del maschio con Maria Chiara Giannetta

In una villetta sulla Via Tiberina, quindi subito a nord di Roma, Giampaolo Morelli sta girando il suo terzo film da regista. Sceneggiato insieme all'amico e collega di sempre Gianluca Ansanelli, si intitola L'amore e altre seghe mentali e Morelli è anche interprete principale, mentre la protagonista femminile è Maria Chiara Giannetta, la poliziotta non vedente Blanca dell'omonima e celeberrima serie tv. Mentre ci avviciniamo con passo leggero al set, qualcuno ci intima di restare in silenzio e ci fa capire a gesti che possiamo sederci dietro al monitor, posizionato in un corridoio gelido dove una stufetta ci permette di toglierci il cappotto e di seguire le riprese. La scena che stanno filmando si svolge in una sala da pranzo, e ci accorgiamo subito che Giampaolo Morelli è attentissimo alla recitazione dei colleghi. Dopo lo stop, ci viene incontro, ci saluta con un cenno della mano e controlla il girato insieme alla segretaria di edizione. Sembra avere le idee chiare e, dopo un paio di take, esclama: “Questa è buona!”. A quel punto si va tutti in pausa. Sono le 8 di sera e si andrà avanti fino all'una di notte.

Giampaolo Morelli lo conosciamo dai tempi di Piano 17 dei Manetti Bros. e, come si conviene a chi fa il nostro mestiere, abbiamo visto tanto 7 ore per farti innamorare (2020) quanto Falla Girare (2022), di cui uscirà il sequel. Se il secondo rientra nel genere commedia d’azione, il primo è una commedia romantica, e quindi chiediamo al regista se il film con Serena Rossi somigli a L'amore e altre seghe mentali, che è prodotto da Eagle Original Content di Giuseppe Saccà: "Qui parlo d'amore in una maniera inconsueta" - ci risponde. "Siamo in una commedia romantica ma scorretta, e quindi L'amore e altre seghe mentali ha un linguaggio completamente diverso da quello di 7 ore. Diciamo che il titolo già svela tutto, nel senso che spesso le nostre storie sono accompagnate da una zavorra che ci portiamo dietro e che rischia di affossarle. La parte difficile nelle relazioni sentimentali è il sapersi fidare e lasciarsi andare, e, se le cose vanno male, avere la capacità dire: 'Ok, non è andata, magari per la seconda volta. Può andare male di nuovo, ma non fa niente'. L'importante, secondo me, è abbandonare tutto ciò che ci blocca e ci condiziona, e sentirci liberi di accogliere le emozioni e tutto quello che la vita ci riserva".

Quindi stai dicendo che bisogna essere spontanei ed esprimere ciò che si sente. E le regole per far innamorare? Non esistono più?

Se ben ricordi, la morale di 7 ore per farti innamorare era che le regole alla fine servono a poco, o meglio possono essere utili per attirare l'attenzione di qualcuno. Innamorarsi è una cosa diversa. Non puoi chiudere l'amore in una gabbia di regole. L'amore è devastante, rompe i pani, manda a carte quarantotto i tuoi programmi, travolge tutto ciò che incontra.

Cos'è che ci fa ridere ne L'amore e altre seghe mentali?

Ridiamo della crisi del maschio. Ci sono tanti film al femminile al momento, in Italia e nel resto del mondo. L'amore e altre seghe mentali prende in considerazione il punto di vista maschile, soffermandosi sul fatto che gli uomini, in questa fase di cambiamento, non riescono a trovare un equilibrio. Il maschio si sente disorientato e deve fare un bel pezzo di strada per mettersi al passo.

Raccontami qualcosa del tuo personaggio. Sappiamo che si chiama Guido, che ha 45 anni, che ha perso la fidanzata in un incidente in motocicletta e che, invece di realizzare il suo sogno di diventare veterinario, è finito a lavorare in un piccolo negozio di animali…

Guido vive una grande chiusura e rischia seriamente di diventare misogino. Prova una sorta di repulsione per l'innamoramento e il sesso, e infatti a un certo punto dice a un suo amico: "Io non vado a letto con la prima che capita", e l’amico risponde: "Ma che fai: ragioni come le donne adesso?". In realtà Guido è un uomo molto sensibile, e comunque la sessualità del maschio sta cambiando, soprattutto con le nuove generazioni, ed è molto più simile a quella femminile, nel senso che spesso e volentieri il sesso si accompagna a un coinvolgimento emotivo. Prima sembrava che solo le donne fossero capaci andare a letto con qualcuno mettendoci un pezzetto di cuore, invece succede anche a noi, solo che quasi nessuno si sofferma su questa caratteristica del maschio.

Mi sembra di capire che nel film si parli anche di amicizia maschile…

C'è tanta amicizia maschile. Armando e Nicky, che sono i due più cari amici di Guido, interpretati da Leonardo Lidi e Marco Cocci, sono personaggi molto importanti. Ognuno ha il suo carattere e il suo punto di vista sull'amore e sul sesso. È pieno di "cose" maschili L'amore e altre seghe mentali, e credo possa essere utile alle donne per comprendere gli uomini e il modo in cui parlano di sentimenti e di intimità. Armando, Nicky e Guido sono anime fragili, anche se in maniera diversa.

La protagonista femminile del tuo film è Maria Chiara Giannetta, un'attrice amatissima dal pubblico televisivo. Come ti sei trovato a dirigerla?

Maria Chiara Giannetta è straordinaria, l'ho sempre stimata tanto come attrice. Lavorando con lei, ho scoperto una grande professionista e una ragazza molto dolce e insieme tenace. Ha immediatamente accettato la sfida di trasformarsi. La vedrete infatti in una veste insolita, con le unghie smaltate e un modo di parlare davvero peculiare. Interpreta un personaggio molto viscerale, umorale e senza filtri, una ragazza molto pura, ed è questo aspetto a colpire un uomo chiuso e cinico come Guido, che si trova di fronte una donna che non reagisce mai in maniera spropositata alle provocazioni. Giulia fa vedere le sue ferite, e per Guido questo è devastante, perché quasi tutti rispondiamo alle offese o alla cattiveria degli altri senza renderci conto che mostrarci feriti può essere molto più spiazzante.

Sei al tuo terzo film dietro alla macchina da presa. Cosa ti piace di più di un mestiere complesso come quello del regista?

Il lavoro con gli attori è la cosa che mi appassiona di più. Mi piace moltissimo e mi permette di sperimentare. Amo sperimentare, in particolare lavorando sui generi e cambiandoli. 7 ore per farti innamorare era una commedia tipicamente romantica, anche se c'era un punto di vista diverso, perché si raccontava di una donna che insegnava agli uomini a conquistare le donne. Falla girare e Falla girare 2 sono commedie d'azione in cui ci sono personaggi innovativi come l'influencer e un buon equilibrio fra battute e scene movimentate. Qui ci troviamo in un contesto completamente differente, perché siamo in una commedia dai toni realistici che gli americani chiamerebbero dramedy.

Proprio perché ami lavorare sui generi e sperimentare, immagino che per te lo stile e la messa in scena di un film siano fondamentali. Cosa mi dici del look de L'amore e altre seghe mentali?

Il look di questo film esprime lo stato d'animo dei personaggi. Questa volta siamo a Roma, una Roma più ammaccata di come la vediamo in tanti film, che poi è quella di San Lorenzo. Poi c'è il casale fuori città dove vive Guido, e siccome Guido è uno che si è lasciato andare, il luogo in cui abita esprime il caos che lui ha dentro, quindi siamo lontanissimi dalla messa in scena patinata delle commedie romantiche. Siamo nella verità e nel disagio che provano i protagonisti della nostra storia.

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