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Il lupo e il leone: una fiaba da guardare con gli occhi dei bambini (qui col parere di Figlia 2)

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Debutta oggi giovedì 20 gennaio nei cinema italiani Il Lupo e il Leone, il nuovo film di Gilles de Maistre, regista di Mia e il leone bianco, una nuova emozionante avventura nel regno animale. Gli adulti, almeno alcuni, possono farsi distrarre da una certa casa, ma per i bambini la storia è piena di emozioni.

Il lupo e il leone: una fiaba da guardare con gli occhi dei bambini (qui col parere di Figlia 2)

Alma ha vent’anni, dei bei capelli lunghi, mossi e rossicci, assomiglia un po’ a Michelle Monaghan ma è interpretata da Molly Kunz,  e sono anni che studia per diventare una pianista di fama. L’unica cosa che conta, per lei, è passare il provino che la porterà alla Filarmonica di Los Angeles. Solo che poi il nonno muore, i genitori erano già morti, e lei corre a casa, nella casa del nonno, che è uno di quei posti che darei un rene per abitare, una casa grande e bella con una veranda vetrata spettacolare che non sta solo nel mezzo dell’incontaminata natura canadese, ma domina su un'isoletta al centro di un lago nel bel mezzo dell’incontaminata natura canadese.
E comunque.
Alla morte del nonno Alma torna a casa, trova il padrino indiano che è interpretato da Graham Greene, e lui gli dice che il nonno aveva fatto amicizia con una lupa, e allora anche Alma, che inizia a usare il Barbour del nonno, che odora di lui, fa amicizia con la lupa, e con il suo lupetto. E poi, guarda caso, proprio lì, vicino a quella casa sull’isola nel lago nel bel mezzo della natura canadese, cade un aeroplanino che trasporta un leoncino, rubato dalla savana e destinato a uno zoo nelle vicinanze.
Chi troverà il leoncino, secondo voi? E chi deciderà di rinunciare ai sogni di gloria, al piano, a Los Angeles e alla fisarmonica, per stare insieme ai due simpatici animaletti (battezzati da Alma Mozart e Dreamer), diventati inseparabili fratelli?

Con gli occhi della fredda razionalità e della critica severa e inflessibile, le premesse de Il lupo e il leone sono così atificiose, retoriche, zuccherose e patinate (patinate quanto la fotografia) da risultare quasi risibili. Ma gli occhi della razionalità e della critica non sono quelli con cui guardare a un film come questo.
Gli occhi giusti, a mio modesto avviso, sono quelli dei bambini, quelli di mia figlia piccola, 8 anni, che si è bevuta tutta l’introduzione, non particolarmente avvincente se non hai un’inclinazione per le dimore isolate nel bel mezzo dell’incontaminata natura canadese, le verande vetrate e le isolette al centro dei laghi, e che però ha iniziato a sciogliersi non appena sono apparse in scena le bestiole, e ad appassionarsi a una storia che, come è normale che sia, mette ostacoli, barriere e problemi di fronte alla serena convivenza del lupo, del leone e di Alma.
Ostacoli che, in questo film, hanno la forma e l’aspetto di scienziati naturalisti, gestori di zoo, polizie locali e molto altro ancora.

Per noi grandi, se riusciamo a distogliere l’attenzione dalla casa, dai capelli di Alma, e dai nostri sogni d’isolamento boschivo, in fin dei conti al centro di questo film di Gilles de Maistre (quello di Mia e il leone bianco) ci sono un sacco di questioni che riguardano il rapporto tra uomo e animale, specismo e antispecismo, natura e cultura. Dalla lunga serie di arroganze umane che, mascherate da amore, possono essere dannose e controproducenti per gli oggetti di quest’amore,  fino agli opposti di una naturalità del tutto ingovernata e di uno scientismo asettico e amorale.
Tutto questo però diviene inevitabilmente secondario se si considera quello che Il lupo e il leone è davvero agli occhi (con gli occhi) dei bambini: la meraviglia della natura che si disvela sullo schermo, la tenerezza dei cuccioli, l’impatto emotivo delle loro separazioni forzate, l’ansia per la loro riunione e per il loro destino.
Meglio di me lo sintetizza la scheda di valutazione preparata da quella di 8 anni, che riporto qui di seguito:

La storia è bellissima ma molto deprimente, nonostante l’amore fra Dreamer e Mozart. Senza tralasciare la bellezza dell’ambiente e degli animali.
Voto: 4 stelle, 1000 cuori.
Elenco delle cose più belle:
  1. Quando Alma trova Dreamer
  2. Quando Alma scopre Mozart
  3. Quando Dreamer e Mozart si ritrovano.

 

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