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Il castello di vetro: la storia vera del film con Brie Larson, Woody Harrelson e Naomi Watts

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Uscito al cinema in Italia nel 2018, il film drammatico Il castello di vetro racconta la vera storia dell'infanzia nomade e travagliata della giornalista Jeannette Walls e dei suoi fratelli.

Il castello di vetro: la storia vera del film con Brie Larson, Woody Harrelson e Naomi Watts

Sono persone di grande carisma Rex e Rose Mary Walls, ma per i loro quattro figli sono "soltanto" dei genitori ingombranti, eccentrici, immaturi e con una visione educativa nei loro confronti a dir poco fuori dal comune.
La seconda figlia Jeannette Walls racconta nella sua autobiografia intitolata Il castello di vetro l'incredibile infanzia che ha vissuto insieme alle due sorelle Lori e Maureen e al fratello Brian. Il padre è poliedrico uomo di grande intelligenza che ha un enorme problema con l'alcol. Cambia spesso lavoro e perde al gioco i soldi che guadagna, costringendo tutta la famiglia a condurre una vita nomade. La madre è un'artista insofferente a qualsiasi responsabilità ed è convinta che i bambini debbano cavarsela da soli. I fratelli Walls devono imparare presto a proteggersi a vicenda e a tenere a bada l'incoscienza di mamma e papà. Eppure, in questa paradossale esistenza, una cosa estremamente importante non è mai mancata tra loro: l'amore incondizionato.

Nella versione cinematografica de Il castello di vetro, i genitori sono interpretati da Woody Harrelson e Naomi Watts, mentre la versione adulta di Jeannette ha il volto di Brie Larson.

Il castello di vetro: la vera storia del film sulla vita di Jeannette Walls

Il film Il castello di vetro è tratto direttamente dal libro autobiografico di Jeannette Walls, edito in Italia da Piemme. Nonostante ci sia un lavoro di adattamento da parte dello sceneggiatore e regista Destin Daniel Cretton, quasi tutto ciò che si vede sullo schermo corrisponde alla realtà. In tutti gli anni 60, la famiglia Walls traslocò almeno venti volte tra California e Arizona per sfuggire ai debiti che il padre Rex accumulava di luogo in luogo. Anche in quei momenti in cui sembrava che ci fosse una parvenza di stabilità, sorgevano problemi legati alle più basilari necessità di vita quotidiana come l'assenza di condutture idrauliche o di elettricità, quando non l'assenza di cibo che costringeva spesso i quattro figli ad andare a rovistare nella spazzatura.

L'idea che i figli, seppur piccoli, dovessero badare a loro stessi spianò la strada a incidenti domestici che per fortuna non si trasformarono in tragedie. Ad esempio, le bruciature subite da Jeannette che all'età di tre anni si incendiò il vestito nel tentativo di cucinarsi un hot dog, non solo accadde realmente ma si trattò anche di uno dei quegli incidenti considerati di poco conto. Ed è reale anche la fuga dall'ospedale, così come la si vede nel film. C'è un personaggio che ha subito alcune modifiche e si tratta di David. Basato su fidanzato di Jeannette di nome Eric Goldberg (che diventò suo marito), quel personaggio è stato reso più benestante e meno aggressivo di quanto fosse Eric (che nella realtà si azzardò a confrontare Rex sui suoi metodi genitoriali poco ortodossi), perché il regista sentiva di dover portare con David un netto costrasto rispetto al mondo della famiglia Walls.

Per ironia della sorta, se così vogliamo chiamarla invece di totale irresponsabilità, la madre Rose Mary ereditò un terreno in Texas quando Jeannette aveva 11 anni. Il dialogo che si vede nel film, con Jeannette ormai adulta, è anche questo realmente accaduto e corrisponde a verità il fatto che quel terreno avesse un valore di circa 1 milione di dollari e che né a Rex né a Rose Mary sfiorò l'idea di venderlo per ricavare dell'utile denaro per la famiglia.

Il castello di vetro: perchè Jeannette Walls ha scritto la sua storia e cosa fa oggi

A dispetto della vita sull'orlo del baratro che ha vissuto con i genitori, Jeannette Walls è riuscita inseguire una vita con le sue proprie regole e a mantenersi con lavoretti saltuari mentre frequentava l'università a New York. Oggi ha 60 anni ed è una giornalista che ha guadagnato la popolarità quando ha pubblicato Il castello di vetro, nel 2005, un libro rimasto per otto anni nella lista dei best seller del New York Times. L'idea di raccontare la sua storia, le è venuta quando nei primi anni 2000 vide sua madre (diventata una senzatetto per scelta, dopo aver rifiutato l'aiuto dei figli) rovistare in un cassonetto della spazzatura.

Jeannette era in taxi, stava andando a un party e quando realizzò chi fosse quella donna si lasciò scivolare giù sul sedile per non farsi riconoscere. Si rese conto della vergogna che provava, non soltanto per non aver mai detto ai suoi amici e ai colleghi chi fossero i suoi genitori e quale fosse la sua storia, ma anche nei confronti di se stessa per lasciare che sua madre vivesse in quel modo. Decise così di scrivere un libro che potesse rivelare ciò che aveva tenuto segreto per così tanto tempo, per la paura di perdere tutto quello che nella sua vita era così faticosamente riuscita a conquistare. In occasione della pubblicazione nel 2005, Jeannette ricordava quanto avesse sottovalutato la capacità di empatia e compassione da parte delle altre persone nei suoi confronti.

Qui sotto un video in cui Jeannette racconta questo episodio e in cui si vede anche la madre Rose Mary con i suoi quadri, che sono esattamente gli stessi che si vedono nel film. Il padre Rex morì di attacco cardiaco nel 1994, ma Jeannette ebbe tempo di riconciliarsi con lui. Più in basso il trailer de Il castello di vetro.

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