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I funerali di Gigi Proietti: nel triste giorno dell'addio il saluto commosso e riconoscente dell'Italia

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Si sono svolte giovedì 5 novembre in diretta su Rai 1 le suggestive esequie del grandissimo Gigi Proietti, accompagnate dall'amore di amici, colleghi e di tutti gli italiani che lo hanno seguito in diretta.

I funerali di Gigi Proietti: nel triste giorno dell'addio il saluto commosso e riconoscente dell'Italia

Per dire addio ad Alberto Sordi, in piazza San Giovanni, c'erano 250.000 persone. Per salutare e ringraziare il grandissimo Gigi Proietti, morto il 2 novembre nel giorno del suo ottantesimo compleanno, a causa dei tempi bui che stiamo vivendo, ce n'erano forzatamente di meno, ma al tempo stesso erano molti di più, grazie alla suggestiva e commovente cerimonia d'addio, degna della sua statura artistica e morale, che gli è stata tributata dal Comune di Roma - che ha decretato per oggi il lutto cittadino -  ed è stata trasmessa in diretta tv su Rai Uno (con in studio tra gli altri il bello e non intrusivo commento di Paolo Sommaruga e Alberto Angela, che tante volte ha collaborato con Proietti).

Gigi Proietti: il suo addio degno della vita che ha vissuto

L'auto col feretro di Gigi Proietti è partita alle 10 dal Campidoglio, dopo il saluto di un rappresentante dell'amministrazione e un giro attorno alla statua del Marco Aurelio, scortata da vigili, polizia e carabinieri in motocicletta, ed ha percorso la città tanto cara a Gigi e che con tanto amore lo ricambiava, accompagnata dall'applauso commosso e riconoscente delle persone che l'hanno incontrata durante questo suo ultimo viaggio, in una Roma congelata e con poca voglia di ridere. Dopo aver percorso le strade del centro, la salma di Gigi Proietti ha fatto il suo ingresso in scena al suo Globe Theatre nel cuore di Villa Borghese, il teatro che ha fondato e gestito per 17 anni, dopo il Brancaccio e il Gran Teatro e che da adesso porterà il suo nome, accolto da un' interminabile ovazione, simile alle tante che ha ricevuto nel corso della sua carriera. Il sipario si è alzato di fronte alla compagna di una vita, Sagitta, con le figlie Carlotta e Susanna, agli amici, agli allievi e ai colleghi, e abbiamo assistito all'ultima rappresentazione di questo grande protagonista del nostro spettacolo e della nostra cultura, che ha saputo farsi amare da tutti, ha allevato generazioni di attori, ha divulgato i classici e raccontato le barzellette, si è esibito in performance virtuosistiche e si è prestato a parodiare i suoi stessi amori, ci ha insegnato la virtù della risata e del non prendersi troppo sul serio. Tutti regali – ma sono molti di più – che ci ha lasciato e che alleviano in parte il dolore di un momento tanto triste, in cui anche il cielo della Città Eterna si è vestito a lutto per salutare uno dei suoi figli prediletti, chiamato altrove.

La testimonianza degli amici di Gigi Proietti

Dopo il saluto della sindaca Virginia Raggi, a casa perché positiva al covid, gli amici, nello splendido scenario di questo teatro elisabettiano in legno, che tante volte lo ha visto in scena, anche in veste di straordinario regista, hanno parlato con la voce rotta dal pianto, ricordando quello che anche chi non conosceva di persona Gigi Proietti percepiva: la generosità, la saggezza, la voglia di far ridere, il suo essere alla pari con tutti, mai su un piedistallo, la sua semplicità e la sua grande umanità. Al primo intervento pieno di dolore dell'amica Marisa Laurito, che lo ha salutato alla fine con un “ci vediamo presto”, ne sono seguiti altri, belli perché veri e sinceri, nati dal cuore e non pensati a freddo: lo hanno ricordato sconvolti dal dolore i suoi ex allievi Pino Quartullo, Enrico Brignano, Flavio Insinna, e ancora Paola Cortellesi, Edoardo Leo (che gli "ruba" i versi da lui dedicati a Sordi, cambiando il finale), la sua prima Giulietta Valentina Marziali (molto intenso il ricordo del suo maestro), il sindaco di Roma all'epoca della fondazione del Globe e amico di famiglia Walter Veltroni. Ognuno di loro ha aggiunto un tassello a una figura preziosa che è stata per molti di loro molte cose, maestro, amico, padre, testimone di nozze, punto di riferimento. Hanno ricordato le sue battute, le sue poesie e le sue canzoni, facendoci sorridere, hanno evitato pur temendola la retorica così invisa a Gigi Proietti e si sono rivolti a lui, confessando la loro incapacità di dirgli addio per sempre, promettendo di portare avanti la sua lezione, in un periodo così buio in cui l'importanza della cultura si fa sentire più forte che mai. Erano presenti anche gli altri suoi storici allievi, da Paola Tiziana Cruciani a Rodolfo Laganà a Massimo Wertmuller, che non hanno parlato nell'occasione ma la cui commozione era evidente dalle lacrime che spuntavano dalle mascherine.

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L'addio a Gigi Proietti nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo

Dopo questo bellissimo omaggio laico, la bara ricoperta dalle rose rosse della moglie e delle figlie, è arrivata nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, dove si sono svolti i funerali religiosi, alla presenza degli amici più intimi, a cui si sono aggiunti, tra quelli che abbiamo visto, Enrico Vanzina e Citto Maselli. Il celebrante, che conosceva di persona Gigi Proietti, ha parlato delle sue doti umane e professionali, ricordandone le origini popolari che lo hanno arricchito nel suo approccio alla vita e alle persone, dandogli dei valori che per tutta la vita ha riversato nel suo lavoro Ha anche ricordato aneddoti della sua vita, parlando della sua fede (forse non nota a molti), della sua vicinanza agli ultimi come i carcerati di Rebibbia (dove passava spesso il Natale con la moglie), dell'ammirazione per Papa Francesco e del suo amore per il popolo (in un momento in cui “è più facile essere populisti che popolari”). "Una persona riservata, dolce, non invadente, con un forte senso del pudore e mai volgare": così il sacerdote ha definito Gigi Proietti, una persona che metteva amore e tenerezza nelle relazioni, e per cui tutto terminava con il sorriso. Ci proveremo, in suo omaggio, a sorridere e ridere senza di lui, grati dell'enorme eredità che ci ha lasciato e che siamo certi non andrà perduta, nemmeno in tempi di pandemia e miseria culturale come quelli in cui stiamo vivendo.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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