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Gomorra dal libro al cinema al teatro e alla tv seriale: storia di un brand multimediale di qualità e successo

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Dal libro di Roberto Saviano e dal film di Matteo Garrone fino al piccolo schermo, è nato un successo multimediale che non accenna a diminuire.

Gomorra dal libro al cinema al teatro e alla tv seriale: storia di un brand multimediale di qualità e successo

Oggi quello di Gomorra è un nome conosciuto in tutto il mondo. Non solo, fortunatamente, per l’associazione ormai indelebile di questo termine con la camorra, ma anche come prodotto dell’entertainment impegnato italiano di qualità. Prima del film di Matteo Garrone – uscito al cinema nel 2008, candidato al Golden Globe e agli European Film Awards e vincitore di una marea di premi – e della serie tv italiana, la più vista e famosa nel mondo, c’era il libro d'esordio di Roberto Saviano, uscito nel 2006 e accolto da un incredibile successo. Riassumiamo le molte facce di quello che è diventato un prodotto di grande richiamo senza mai perdere di qualità.

Gomorra: il Libro

Per chi ancora se lo chiedesse, il termine Gomorra, scelto per l’assonanza con Camorra, ha origini bibliche: si chiamava infatti così la città distrutta dall’ira di Dio assieme a Sodoma, per la sua insospitalità, egoismo e mancanza di carità verso il prossimo. L’origine del nome con cui Saviano battezza il suo libro sta in un discorso appassionato pronunciato da un martire della criminalità, Don Giuseppe Diana, parroco di Casal di Principe, ucciso nel 1994 dal clan dei Casalesi per il suo impegno civile. Durante un’omelia, scagliandosi contro i boss che assassinavano il territorio campano, Don Diana disse “non rendiamo questa terra la Gomorra del Paese”. Nel titolo del suo libro, Saviano rende omaggio al coraggio di chi, come lui, ha denunciato con nome e cognome i camorristi e proprio alla storia di Don Diana dedica uno dei 10 capitoli del suo libro. Anche se è presentato come un romanzo, Gomorra è in realtà una nuova forma di narrazione, in cui la cronaca si confonde con la letteratura, ma ogni episodio raccontato è assolutamente reale. Il libro diventa subito un successo mondiale: vince quasi tutti i principali premi letterari e vende oltre 2 milioni e 250.000 copie in Italia e 10 milioni in tutto il mondo, suscitando la stima dei critici internazionali. Due anni dopo le storie narrate in Gomorra diventeranno un film premiatissimo e uno spettacolo teatrale di Mario Gelardi e Ivan Castiglione, premio E.T.I. Gli Olimpici del teatro come migliori autori di novità italiana.

Gomorra: Il Film

Col successo arrivano anche le critiche: Silvio Berlusconi sostiene che Gomorra fa cattiva pubblicità all’Italia, un’accusa che molti continueranno a fargli e che seguirà anche le sue successive trasformazioni. Polemiche antiche come la letteratura e come il cinema, che si ripropongono inevitabili ad ogni opera che affronti temi scomodi: ricordiamo ancora l’indignazione per Il Padrino, che a detta di alcuni rendeva simpatica la Mafia e al tempo stesso discriminava gli italo-americani. Matteo Garrone trae dalla non facile materia del libro, con l’apporto di un nutrito gruppo di sceneggiatori, tra cui lo stesso Saviano, Gomorra, un film esemplare e di grande impatto, dove, al fianco di noti attori (Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Gigio Morra, Maria Nazionale), si affacciano nuovi straordinari volti di giovani interpreti napoletani e non professionisti, in una sorta di neo-neorealismo che rende ancora più sfumato il confine tra realtà e fantasia (tanto che tre di quest’ultimi verranno successivamente arrestati). Il film racconta quattro storie ispirate al libro di Saviano: la Storia di Pasquale (il sarto), la storia di Totò (un ragazzino tredicenne reclutato dalla camorra), la storia di Franco e Roberto (sul tema dei rifiuti tossici e della cosiddetta Terra dei fuochi) e la storia di Marco e Ciro (due giovani delinquenti uccisi per il disturbo che danno con la loro presuntuosa sfacciataggine ai boss del luogo (tema che verrà ripreso anche nella serie). Il film, come farà la serie in misura ancora maggiore, rende familiari al grande pubblico espressioni dialettali e idiomatiche usate dai camorristi (le stesse poi messe alla berlina dalla spassosa serie di video di The Jackal “Gli effetti di Gomorra sulla gente”). Compare l’ambientazione delle famigerate Vele di Scampia, che conosceremo meglio con la serie, ed è importante anche la colonna sonora, che dà spazio a cantanti neomelodici napoletani ma conclude su un brano appositamente composto da Robert Del Naja dei Massive Attack (e secondo molti vera identità dell’artista Banksy) e Neil Davidge. In Italia il film incassa 10 milioni e 200.000 euro (in tutto il mondo oltre 46 milioni) e si piazza al decimo posto della classifica per l’anno 2007/2008.

Gomorra: La serie

Nel marzo 2011 viene annunciata la lavorazione di una serie televisiva per Sky, che debutta col primo episodio della prima stagione il 6 maggio 2014, prima di passare in Rai il 12 gennaio 2015, ed è arrivata a tutt’oggi a quattro stagioni di 12 episodi l’una, più lo spin-off-prequel cinematografico L’immortale. Gomorra - La serie, che rielabora i temi del libro e del film seguendo passo passo la realtà in divenire del fenomeno (gli sceneggiatori prendono spunto dalla cronaca per inserirla nella loro fiction), si incentra sul clan dei Savastano, una famiglia criminale che domina su Secondigliano agli ordini di Don Pietro (Fortunato Cerlino), per poi proseguire con le gesta e l'ascesa criminale del figlio Genny (Salvatore Esposito) e dell’amico fraterno/rivale Ciro di Marzio (Marco D’Amore) e con le guerre di camorra tra i vari gruppi che operano in Italia e all’estero - dove ci si sposta progressivamente con l’avanzare dell’infiltrazione camorristica in altri paesi - per il controllo del traffico di droga e non solo. Gomorra La serie, diretta da registi di valore come Sergio Sollima, Francesca Comencini, Claudio Giovannesi e Claudio Cupellini (la quarta stagione anche da Marco D’Amore, Ciro Visco ed Enrico Rosati), ha immediatamente un grande successo anche all’estero e rende popolari i protagonisti. Crea una nuova estetica: dalla fotografia alla colonna sonora dei Mokadelic, dall'alternanza di scene di action furibondo con dialoghi e confronti serrati, dalle location variegate e sempre più estese e particolari, è un prodotto immeditamente riconoscibile ed è questa estrema cura in tutti i reparti che ne decreta il successo anche sui sui mercati esteri. Nel 2019 viene accolto con grande interesse anche L’Immortale, il film di e con Marco D’Amore, interprete del personaggio di Ciro Di Marzio, creduto morto alla fine della terza stagione e assente dalla quarta, che farà da ponte per la quinta stagione e incassa quasi 6 milioni di euro. Gomorra è ormai una garanzia di qualità e di sperimentazione che propone un nuovo modello di narrazione interamente made in Italy (meglio ancora, considerando i suoi talenti, nell'Italia meridionale) di cui dovremmo tutti essere orgogliosi.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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