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Cobra, il film più sfrontato di Sylvester Stallone, ecco le curiosità

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Cobra con Sylvester Stallone, culto degli anni Ottanta, concentrato di stardom muscolare, ebbe una lavorazione vivace.

Cobra, il film più sfrontato di Sylvester Stallone, ecco le curiosità

Chi non ha presente Cobra con Sylvester Stallone e Brigitte Nielsen, diretto da George P. Cosmatos? Uscito nel 1986, è considerato uno dei cult (trash, ammettiamolo) degli anni Ottanta: un film in cui Sly porta alle estreme conseguenze il suo personaggio testosteronico, inventando un poliziotto ultraduro, Marion Cobretti, che protegge una testimone scomoda (Nielsen) da una banda di maniaci. Due le battute entrate nell'immaginario cinematografico del periodo: "Tu sei il male, io sono la cura." e "Qua la legge si ferma e comincio io." Cobra comunque fu un film sopra le righe anche al di fuori del racconto, nella sua stessa lavorazione.

Cobra, il divo Sylvester Stallone comanda sul set

La Cannon Group, specialista di film a basso costo, riuscì a coinvolgere nel progetto il divo Sylvester Stallone solo con l'aiuto finanziario della Warner Bros. Consapevole di essere l'ago della bilancia, Stallone si divertì a fare sul set il bello e il cattivo tempo: oltre a scrivere di persona la sceneggiatura (liberamente tratta dal romanzo "Bersaglio facile" di Paula Gosling), si comportò de facto sul set come il regista del film. George P. Cosmatos infatti, che l'aveva diretto l'anno prima in Rambo 2 - La vendetta, pur comportandosi con estrema severità quando Sly non era sul set, si rimetteva invece a ogni sua decisione quando la star si palesava. Stallone arrivò a rimproverare la troupe intera per pigrizia, suscitando la reazione del direttore della fotografia Ric Waite: "Magari se Sylvester Stallone levasse le mani dal culo di Brigitte Nielsen [all'epoca sua moglie, qui con parrucca, ndr] e la smettesse di fare il figo con le sue guardie del corpo, non avremmo problemi di tempistiche." Pare che, non aspettandosi una risposta così a muso duro (o forse apprezzandone il coraggio), Sylvester abbia mantenuto un profilo più basso nei giorni a seguire. In ogni caso, si supponeva che sul set nessun membro secondario della troupe e nessun comprimario dovesse permettersi di rivolgergli la parola.
Sly inoltre infuse nel film il suo feticismo, usando la sua stessa auto (una Mercury del 1950, sostituita da "controfigure" in alcune scene, per non danneggiarla) e chiedendo al progettista Herman Schneider di creare un "coltello che il pubblico non avrebbe mai dimenticato." Il peso dell'attore era tale che pretese lo spostamento del confronto finale dalla notte al giorno, sicuro che la gran quantità di zanzare avrebbe reso impossibili le riprese in notturna.
Il suo ego incontrò un muro solo quando arrivò a chiedere di ripubblicare il romanzo di Paula Gosling a suo nome, con la propria interpretazione della storia: l'autrice declinò.

Cobra, Sylvester Stallone e le ispirazioni machiste

Scrivendo la sceneggiatura, Sylvester Stallone in Cobra si attenne alla tradizione che voleva l'eroe action in quel periodo battezzato John (vedi il suo stesso John Rambo o il John McClane di Bruce Willis). Apparentemente non sarebbe questo il caso, visto che il protagonista si chiama Marion Cobretti, ma in effetti Marion era il vero nome di battesimo di John Wayne (Marion Mitchell Morrison): Sly andò direttamente alla fonte della durezza cinematografica conservatrice. Proprio per questa ragione risulta quasi una provocazione la descrizione che l'attore diede di "Cobra": "E' Bruce Springsteen con un distintivo." Chissà perché, immaginiamo che The Boss non abbia preso molto bene l'associazione...
Per l'idea della Zombie Squad nella polizia di Los Angeles, Stallone s'ispirò a un corpo così nominato in Belgio, composto appunto da poliziotti che agiscono di notte per punire i criminali a loro modo.
Per capire quanto lo stesso materiale possa variare a seconda dell'epoca in cui viene adattato, potete confrontare Cobra con il Facile preda (1995) interpretato da William Baldwin e Cindy Crawford, rilettura appunto dello stesso romanzo di Paula Gosling.

Cobra, Brian Thompson la sfortunata Belva della notte

Brian Thompson, interprete del villain di Cobra, il minaccioso Night Slasher "Belva della Notte", non ebbe vita facile sul set: più che carnefice, fu assoluta vittima dell'atmosfera che si respirava durante la lavorazione. Cercò di ottenere da Stallone lumi sulle motivazioni del suo personaggio, ricavandone solo un: "E' cattivo perché è cattivo e basta". Subì le umiliazioni da parte di Cosmatos, che lo riteneva incapace di recitare e non mancava di farglielo notare. Cercò di ribellarsi all'esplosione potenzialmente pericolosa di una cartuccia vicino alla sua faccia, solo per essere rimproverato e ferirsi poi puntualmente. Durante la colluttazione con Cobra, fu colpito sul serio da Stallone per errore, quasi stramazzando. Gli toccò per giunta di recitare il suo monologo minaccioso davanti alla segretaria di edizione fuori campo, perché Sly non voleva rinunciare a una partita di basket che stavano trasmettendo in quel momento. Dulcis in fundo, nessuno lo invitò alla premiere del film, e fu costretto a pagare il biglietto per vedere se stesso! Ancora oggi, Thompson si ritiene stupefatto per il trattamento ricevuto.

Cobra, un moderato successo per Sylvester Stallone

Cobra, costato 25 milioni di dollari, ne portò a casa 160 in tutto il mondo: un buon successo, che però deluse le aspettative, considerando che Stallone arrivava dai trionfi di Rambo 2 e Rocky IV. Anche per questo motivo un sequel non si concretizzò mai, nonostante la produzione avesse fatto di tutto per cautelarsi, riempiendo il film di product placement (specie di note bibite) e tagliando quasi quaranta minuti di montato, per consentire più proiezioni giornaliere e scremare il film dalla violenza che l'avrebbe precluso ai più giovani (sembra che una versione integrale circoli non ufficialmente). Stallone, che aveva rinunciato a Beverly Hills Cop dopo che non gli avevano permesso di personalizzarlo a sufficienza, aveva ripiegato su Cobra portando la sua aura, sin dal font dei titoli di testa, uguale a quello usato per Rambo.
Cobra conquistò sei nomination ai Razzie, per peggior film, peggior attore protagonista, peggior attrice non protagonista, peggiore sceneggiatura e la combo peggior attore non protagonista / peggiore nuova star, andata tanto per cambiare al martire Brian Thompson.

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