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Addio al genio di Piero Tosi, visionario maestro di stoffe e costumi

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Il grande costumista, autore di opere memorabili per Visconti e altri celebri registi del cinema italiano d'autore, Oscar alla carriera nel 2014, è morto all'età di 92 anni.

Addio al genio di Piero Tosi, visionario maestro di stoffe e costumi

In questa estate che sembra interminabile e porta via, pezzo dopo pezzo, i talenti che hanno dato lustro culturale a un Paese all'epoca preso ad esempio in tutto il mondo, ci ha lasciato oggi 10 agosto anche il grande costumista e arredatore di scena Piero Tosi, che all'inestimabile contributo al cinema italiano aveva affiancato l'attività di docente al Centro Sperimentale di Cinematografia, formando nuove generazioni nel suo prezioso mestiere. Proprio l'anno scorso al Palazzo delle Esposizioni di Roma, la sua opera era stata celebrata con la bellissima mostra "Piero Tosi. Esercizi sulla bellezza. Gli anni del CSC 1988 - 2016". Un'altra grande mostra dei suoi lavori in collaborazione con la Sartoria Tirelli era stata allestita anni fa, tra il 2014 e il 2015, a Palazzo Pitti a Firenze.

Nato a Sesto Fiorentino il 10 aprile 1927, aveva studiato all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Ottone Rosai. L'amico Franco Zeffirelli lo aveva presentato a Luchino Visconti con cui, giovanissimo, aveva collaborato per un'opera del Maggio musicale fiorentino e diversi lavori teatrali. Con lui era arrivato al cinema nel 1951 realizzando i costumi per Bellissima con Anna Magnani. Nel lunghissimo sodalizio con Visconti i suoi capolavori: gli splendidi abiti di Senso (visibili oggi a Cinecittà), Il Gattopardo, La caduta degli dei, Ludwig, Morte a Venezia, L'innocente.

Tosi aveva collaborato anche con Vittorio De Sica (Ieri oggi domani, Caccia alla volpe), Mauro Bolognini (La viaccia, Il bell'Antonio, Arabella, La storia vera della signora delle camelie), Liliana Cavani (Il portiere di notte, Al di là del bene e del male, La pelle, Oltre la porta), Marco Ferreri (La donna scimmia), Federico Fellini (Satyricon), Pier Paolo Pasolini (Medea), Mario Monicelli (I compagni, Vogliamo i colonnelli), Dino Risi, Tonino Cervi e naturalmente Franco Zeffirelli (La traviata, Storia di una capinera). Perfetti al di là di ogni possibile critica i costumi che hanno reso tanto autentici i film d'epoca italiani. Suoi anche quelli del mitico serial televisivo degli anni Sessanta Il giornalino di Gian Burrasca di Lina Wertmüller.

Era stato candidato cinque volte all'Oscar (per Il Gattopardo, Morte a Venezia, Ludwig, Il vizietto e La traviata) ma aveva ottenuto un'unica statuetta alla carriera, che Claudia Cardinale aveva ritirato per lui nel 2014. La motivazione del premio assegnatogli dall'Academy era: "A Piero Tosi, un visionario i cui incomparabili costumi hanno dato forma a un'arte viva e immortale nel cinema". Tra i riconoscimenti per il suo lavoro anche 3 David di Donatello, un Globo d'oro e 9 Nastri d'argento, di cui uno alla carriera nel 2014, su ben 15 candidature.

All'arte di questo gigante Francesco Costabile ha dedicato nel 2008 il documentario L'abito e il volto - Incontro con Piero Tosi, che ha vinto il premio del pubblico al Biografilm Festival.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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