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Addio a Bruno Ganz, l'angelo del cinema europeo

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Scomparso a 77 anni l'attore svizzero amato dai più grandi, che vedremo presto al cinema in La casa di Jack.

Addio a Bruno Ganz, l'angelo del cinema europeo

Per chi ama, da sempre, il cinema d'autore, sabato 16 febbraio porta una notizia davvero bruttissima. All'età di 77 anni è morto a Zurigo l'attore Bruno Ganz, un interprete molto amato e popolare, la cui carriera abbraccia un arco di quasi 60 anni, dall'esordio a teatro e nel cinema appena diciannovenne, fino ai giorni nostri, con una filmografia di oltre 120 titoli.

Bruno Ganz era nato il 22 marzo 1941 a Zurigo, da padre svizzero e madre italiana e, innamorato della recitazione fin dai tempi dell'università, ùaveva debuttato a teatro per poi passare velocemente al cinema e alla televisione. Noi ricordiamo di aver visto la prima volta la sua fisionomia così particolare, malinconica, col naso schiacciato da pugile, nei cinema d'essai, dove uscirono sia il film diretto dall'attrice Jeanne Moreau nel 1976, Scene di un'amicizia tra donne, che La marchesa Von... di Eric Rohmer, dal romanzo di Heinrich Von Kleist. Nel 1977 ci conquistò con L'amico americano di Wim Wenders, uno dei registi che più l'hanno saputo valorizzare.

Ganz diventò rapidamente uno dei volti simbolo del nuovo cinema tedesco, con interpretazioni straordinarie in film come La donna mancina e Il coltello in testa. In quegli anni apparve anche in I ragazzi venuti dal Brasile e, nel 1979, fu uno splendido Jonathan Harker in Nosferatu, Principe della notte di Werner Herzog. Nel 1980 interpretò a Milano il suo primo film italiano, il bellissimo e purtroppo dimenticato Oggetti smarriti di Giuseppe Bertolucci, al fianco di Mariangela Melato, in cui recitava perfettamente nella nostra lingua e nel 1981 lavora con Mauro Bolognini in La storia vera della signora delle camelie, per cui viene candidato al David di Donatello..

Attore di tecnica sopraffina e di straordinaria empatia, dà il meglio di sé anche in La provinciale dello svizzero Claude Goretta e in L'inganno di Volker Schloendorff e torna a lavorare con Wenders in uno dei suoi film e dei suoi ruoli più iconici, Il cielo sopra Berlino (1987) dove è l'angelo Damiel, che si innamora di una mortale, personaggio che interpreterà anche nel meno riuscito sequel del 1993 Così lontano, così vicino. Nel 1988 è al fianco di Laura Morante in Un amore di donna di Nelo Risi e l'anno successivo è Ezra Pound in La vita leggendaria di Ernest Hemingway.

Negli anni Novanta lo ritroviamo in A Praga, nel film tv di Alberto Sironi dedicato a Coppi, Il grande Fausto, dove è Biagio Cavanna e nei panni del creatore del "Piccolo Principe" in Saint-Ex, del 1996. Due anni dopo è Alexandros in L'eternità e un giorno di Theo Anghelopolous e nel 2000 lo troviamo in un ruolo inatteso e più leggero in Pane e Tulipani di Silvio Soldini, che gli vale il David di Donatello. Nel 2004 lo ritroviamo in The Manchurian Candidate e soprattutto nel ruolo di Adolf Hitler in La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler, per cui molti ancora lo ricordano.

Dopo Un'altra giovinezza di Francis Ford Coppola e La banda Baader-Meinhof di Uli Edel, nel 2010 è Tiziano Terzani nel biografico La fine è il mio inizio. Recita in Treno di notte per Lisbona di Bille August, in Michael Kohlhaas, dal romanzo di Heinrich Von Kleist, e in The Counselor di Ridley Scott, per il quale è anche il Papa nel tv movie The Vatican (2013) e nel 2015 è diretto da Barbet Schroeder in Amnesia.

Nel 2017 lo ritroviamo in The Party di Sally Potter e il 28 febbraio lo rivedremo sul grande schermo in La casa di Jack di Lars Von Trier, dove è il Virgilio del serial killer interpretato da Matt Dillon. Stando a IMDB, ha completato le riprese di Der Trafikant, dove ha il ruolo di Sigmund Freud, di The Witness e soprattutto di Radegund di Terrence Malick.

Bruno Ganz non ha mai smesso di lavorare e ha fatto della sua arte la sua intera vita: ci lascia un'eredità ricchissima, da scoprire e riscoprire. Attori come lui non vincono quasi mai premi importanti e men che meno l'Oscar, eppure meritano di entrare nell'Olimpo della loro professione più di molti altri. Lo ringraziamo e lo salutiamo oggi con affetto, riconoscenza e molta sincera commozione.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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