Ralph Spacca Internet, i registi, Favij, LaSabriGamer e le voci italiane lo presentano a Roma

- Google+
48
Ralph Spacca Internet, i registi, Favij, LaSabriGamer e le voci italiane lo presentano a Roma

Ralph Spacca Internet, sequel del Ralph Spaccatutto di sei anni fa, arriva nelle nostre sale il 1° gennaio 2019. I registi Rich Moore e Phil Johnston erano a Roma per presentarlo, accompagnati da alcune delle voci italiane: Favij e LaSabriGamer (nel ruolo di due giocatori), Salvatore Aranzulla (voce di un pop-up!), Nicoletta Romanoff, Serena Rossi e Mélusine Ruspoli (le principesse Aurora, Anna e Jasmine in un cameo) e Francesca Michielin, coinvolta per una cover dell'unica canzone originale del lungometraggio.

Gli autori ci spiegano che volevano andare oltre la classica storia d'amicizia un po' aproblematica del leggero film per famiglie, puntando a una vicenda più complessa per un pubblico attuale. Spedendo Ralph e Vanellope su internet c'era il rischio che il film, avviato nel 2014, risultasse datato alla sua uscita, ma il segreto per evitarlo è stato lasciare che a sorreggere l'esperienza fosse la storia di un rapporto difficile da mantenere tra i due protagonisti. Dopo Zootropolis, del quale Moore era stato coregista e Johnston responsabile della storia, c'è stata esplicita richiesta per contenuti altrettanto maturi in queste nuove fiabe disneyane: motivati da questa necessità degli spettatori, Moore e Johnston hanno voluto non risparmiarsi nulla, nè una citazione dell'hating selvaggio, nè le letture metaforiche, nè in generale una rappresentazione di internet obiettiva. "Cercavamo l'area grigia, internet può distruggere la loro amicizia ma può anche ricomporla."

Scena diventata già virale è quella in cui Vanellope incontra le principesse Disney, in un hub destinato ai contenuti per famiglie. Nata come uno scherzo, la sequenza ha finito per caratterizzare invece il tragitto narrativo di Vanellope. Secondo Moore, l'aspetto più bello di questo cameo multiplo è stato ammirare le doppiatrici originali (richiamate in servizio undici su quattordici!) interagire con i giovani animatori che erano cresciuti con quelle icone: "le due anime". Moore, che da piccolo ovviamente non riconosceva nelle principesse Disney le donne che conosceva, è contento dell'aggiornamento un po' più femminista energico che ora incarnano, ma senza dimenticare lo humor della cosa, esteso anche a Ralph (lasciamo al pubblico la scoperta del come ciò avvenga!).

Nel tripudio di riferimenti videoludici del film, non tutte le voci italiane si dimostrano legate al mezzo: a parte Favij e LaSabriGamer per ovvi motivi (titoli preferiti? Metal Gear Solid, tutti i Super Mario, Just Dance sono quelli che possono citare), solo Francesca Michielin si dichiara fedele a picchiaduro e corse (Tekken 3, Gran Turismo). Serena Rossi ricorda il classico Tetris, Salvatore Aranzulla e Mélusine Ruspoli ammettono di non giocare mai, mentre Nicoletta Romanoff dichiara di aver addirittura proibito i videogiochi ai figli (salvo poi scoprire che li hanno abbracciati appena lontano da casa). L'ultima posizione fa scattare il ricordo delle recenti parole di condanna di Carlo Calenda, ma Favij ha un atteggiamento filosofico: per lui è anche inutile cercare di convincere a capire i videogiochi chi li detesta per partito preso, e rimprovera i giornalisti che ne parlano e spesso dimostrano di non padroneggiare affatto la materia quando l'attaccano ("In Grand Theft Auto fai punti quando ammazzi la gente? I punti? Siamo negli anni Ottanta?"). LaSabriGamer (sottoscriviamo) rivendica che alcuni dei suoi migliori ricordi d'infanzia sono legati ai videogame.

Emerge quindi il tema del cyberbullismo e dell'abuso di social, che arriva spontaneo dalla visione: su questo tutti gli interessati sono concordi in una necessità di dosaggio nell'uso di tali mezzi. Serena e Nicoletta preferiscono evitare dettagli privati su quelle vetrine, Aranzulla ci racconta di essersi deciso a usarli solo di recente, proponendo un volto ironico che chiunque sia in cerca sul suo sito di aiuti per il proprio PC non si aspetta di certo. L'hating viene gestito in modo diverso da chi vive come loro della rete: Favij lascia che gli hater scrivano ("Nemmeno li banno, li salto proprio!"), LaSabriGamer preferisce tenere il suo canale pulito da questa decadenza ("anche per una questione di target"), mentre il ban è senz'altro il metodo preferito di Salvatore Aranzulla, che ci ricorda che sono allo studio algoritmi per contenere il fenomeno del cyberbullismo.



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Lascia un Commento
Schede di riferimento
Lascia un Commento