Interviste Cinema

Andrew Scott da Sherlock all'addio al celibato di The Stag

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Conversazione col talentuoso attore irlandese, protagonista della divertente commedia in arrivo nelle nostre sale.

Andrew Scott da Sherlock all'addio al celibato di The Stag

Uno dei brillanti protagonisti della commedia irlandese campione d'incassi in patria, The Stag – Se sopravvivo mi sposo, è il talento dublinese Andrew Scott, che in Italia abbiamo conosciuto nel ruolo di un giovane e splendidamente ironico Moriarty nella serie tv Sherlock – che gli ha valso il premio BAFTA - ma che ha alle spalle una premiata carriera teatrale e da giovanissimo ha recitato per Spielberg in Salvate il soldato Ryan e Band of Brothers.  Considerato uno degli attori più promettenti del cinema europeo, Andrew è anche un uomo simpatico, spiritoso e gentile, come abbiamo avuto modo di constatare in una breve chiacchierata telefonica con lui, in occasione dell'uscita italiana  - il 28 agosto - del film che racconta un weekend di addio al celibato piuttosto insolito:

“Credo che molti uomini siano terrorizzati all'idea di partecipare a un weekend di addio al celibato. Ad altri probabilmente piace, ma molti la trovano un'usanza superata per la nostra epoca. Il nostro intento era quello di fare un film che esplorasse con tono leggero questo tema e la particolarità dell'amicizia maschile, perché a volte sembra che l'idea di amicizia non sia importante per gli uomini come lo è per le donne, mentre in realtà hanno solo un modo molto diverso di comunicare tra di loro. Spedire questi ragazzi in mezzo alla natura e sottometterli a questo rituale che odiano è stato il nostro approccio diverso ai film che parlano di amicizia maschile. Volevamo anche celebrare un'idea più moderna della mascolinità: essere uomo non significa per forza assomigliare a un grosso animale, ma si possono anche avere dei sentimenti e una natura più gentile. Ci interessava questo aspetto, che credo sia più affine alla psicologia maschile rispetto a come la raccontano i film hollywoodiani mainstream”.

Sul set, ci ha raccontato Scott, gli attori hanno avuto anche spazio per improvvisare e diventare davvero amici:

“Avevamo una sceneggiatura molto solida di Peter McDonald e John Butler, ma tutti gli attori del film in un certo senso somigliavano ai loro personaggi e la maggior parte di noi proviene dalla stessa zona di Dublino, perciò abbiamo anche potuto improvvisare molto e dare una sensazione di spontaneità all'amicizia tra i ragazzi. Anche se la sceneggiatura era molto forte, abbiamo cercato di infondergli un senso di immediatezza, puntando più sui sentimenti che sulla parola scritta. Ad esempio a me interessava l'idea di cantare, cosa che faccio nel film, e mi ha fatto davvero piacere poter esprimere la malinconia del personaggio con la canzone, più che con le battute. Volevo davvero fare qualcosa che mi assomigliasse maggiormente e incarnare un personaggio più delicato, perché io sono una persona sensibile (ride)”.

Dal momento che in Italia lo abbiamo conosciuto per Sherlock, gli chiediamo come abbia trovato il suo Moriarty: “Non ho guardato le altre incarnazioni di Moriarty perché non volevo esserne influenzato, dal momento che è un personaggio molto famoso, ma desideravo che avesse il senso dell'umorismo, un senso di mistero e che fosse un personaggio forte quanto Sherlock se non di più. La sceneggiatura era scritta benissimo ed era molto scherzosa e mi è piaciuta molto l'idea di un cattivo faceto”.

Tornando al film, impossibile non chiedere qualcosa sulla lunga scena in cui tutti gli attori sono nudi in mezzo a un bosco. Andrew ride raccontando: “Era il primo giorno di riprese e siamo rimasti nudi per tutta la settimana. Non so come sia la temperatura a novembre in Italia, ma da noi non è piacevole. Era freddissimo e la prima settimana siamo praticamente congelati, anche se questo ci ha davvero avvicinati. Ci hanno dato i vestiti solo dopo una settimana di riprese. Dopo quest'inizio è sembrato tutto una passeggiata. In Irlanda si gelava ma è stato anche uno spasso... speriamo che anche il pubblico italiano risponda positivamente ai nostri sederi nudi irlandesi! Per noi il successo del nostro film a piccolo budget è stato importantissimo, speriamo che contribuisca al rilancio del cinema irlandese e che anche agli italiani possa piacere”.

Prima di salutarlo, gli chiediamo dei suoi prossimi progetti e cosa gli piacerebbe fare: “Ho girato Pride, che è ancora un altro tipo di commedia corale e che credo uscirà in Italia a settembre o ottobre, poi sono nel Frankenstein della Fox con Daniel Radcliffe e James MacAvoy e nel nuovo film di Ken Loach. Mi piace fare cose molto diverse tra loro e rispetto all'ultima che ho fatto, mi piace affrontare generi e media molto diversi, come ad esempio la radio. E' questa la mia idea di essere un attore di successo: continuare a fare molte cose diverse. In questo momento vorrei fare qualcosa di un po' più serio, perché quest'anno ho fatto delle commedie. Vedremo cosa arriverà”.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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