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American Horror Story: Double Feature su Disney+, tra vampiri senza talento e alieni crudeli una stagione da brivido

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Arriva in Italia il 20 ottobre su Disney+ American Horror Story: Double Feature, decima stagione della serie di Ryan Murphy e Brad Falchuck, divisa in due parti distinte. Ve la presentiamo in questo articolo.

American Horror Story: Double Feature su Disney+, tra vampiri senza talento e alieni crudeli una stagione da brivido

Il 20 ottobre arriva su Disney+ la decima stagione di American Horror Story, intitolata Double Feature e divisa in due parti distinte e autoconclusive di 6 episodi (Red Tide) e 4 (Death Valley). Una scelta insolita, dettata dalla necessità di cambiare le condizioni di realizzazione a causa dell'epidemia di covid-19 (che in sé potrebbe fornire a Ryan Murphy lo spunto per chissà quante altre storie) e che si è rivelata vincente, dando vita a una delle stagioni migliori di questa serie di culto. Senza spoiler, vi vogliamo anticipare qualcosa in proposito.

Il mondo di Ryan Murphy

Adesso lo possiamo affermare senza tema di smentita: Ryan Murphy è un maledetto genio (o un genio maledetto, se preferite), uno che riesce a scrivere, produrre, ideare, mettere in cantiere e a volte dirigere una quantità di serie (generalmente) di qualità che manderebbero in crisi qualunque altro showrunner. Nella rodata collaborazione con Brad Falchuk, poi, ha dato il meglio di sé. La sua ascesa è cominciata nel 2006 con la bellissima Nip/Tuck, sei stagioni incentrate su due chirurghi plastici che dimostrano già la capacità dell'autore di ribaltare i generi, incrociarli e portarli sempre un passo oltre. A questa è seguita Glee: anche se – probabilmente per motivi anagrafici - non l'abbiamo seguita fino alla fine e non ci ha fatto impazzire, è stata comunque seminale, dando agli adolescenti degli anni Duemila modelli di riferimento ben diversi dal mondo teen raccontato fino ad allora dalla tv. Quando Glee è alla seconda stagione, Murphy inizia American Horror Story, che festeggia quest'anno il decimo anniversario, un'altra serie che ha cambiato definitivamente il panorama televisivo in un genere, l'horror, che non è mai stato tanto longevo sul piccolo schermo. Grazie ad AHS sono arrivate in tv storie dell'orrore con personaggi gay, demoni, streghe, squartamenti e splatter, freaks e serial killer, fantasmi crudeli e assassini, case infestate e manicomi criminali, introdotte da sigle e font di rara suggestione, interpretate da grandi attrici come Jessica Lange e Kathy Bates e da un nutrito stuolo di poiledrici attori ai quali ci siamo sempre più affezionati: per motivi di spazio citiamo qui solamente Sarah Paulson, Evan Peters, Frances Conroy, Lily Rabe, Denis O'Hare e John Carroll Lynch, che sono diventati una specie di compagnia stabile di repertorio. Una serie mai citazionista per il gusto di esserlo, ma consapevole della sua grande eredità e capace di giocare crudelmente su archetipi e stereotipi del genere. Certo, non tutte le stagioni sono egualmente riuscite e accanto a momenti altissimi ce ne sono stati di decisamente indigesti (Roanoke per tutti).

Ma oltre a questa serie, Murphy ha portato sullo schermo in American Crime Story le vere vicende di cronaca del suo Paese, sfornato due stagioni di Scream Queens, scritto, prodotto e/o diretto la splendida Feud, Hollywood e Ratched, senza dimenticare lo struggente tv movie The Normal Heart diretto nel 2014. Poi ci ha regalato tre stagioni di una serie stratosferica come Pose, con cui ha raccontato un periodo storico dal punto di vista della cultura trans, aprendoci uno spaccato su un mondo, quello dei ball, che non conoscevamo, con una cura del dettaglio maniacale, capace di suscitare commozione e divertimento, con attori e attrici sconosciuti strepitosi e una delle colonne sonore d'epoca più belle di sempre. Ah, e non dimentichiamo lo spin-off di American Horror Story, ovvero i 7 episodi autoconclusivi (il primo diviso in due parti) di American Horror Stories. Ovviamente Murphy non ha fatto tutto da solo: sarebbe un automa e non un uomo, ma oltre a Falchuk e Steven Canals (per Pose) ha saputo scegliere autori, tecnici e registi di rango. Il suo marchio è inconfondibile e il suo lavoro encomiabile: non solo svolge alla perfezione il compito dell'entertainment, ovvero intrattenere e divertire, ma dà voce a chi per troppo tempo non l'ha avuta nella cultura audiovisiva popolare.

Guarda American Horror Story su Disney+

Cos'è American Horror Story: Double Feature

E ora arriviamo a questa decima stagione di American Horror Story, che a causa del covid ha dovuto essere ripensata, ridimensionata e divisa in due distinti spettacoli, come ai bei vecchi tempi delle matinee e dei drive-in del cinema americano, uno coi vampiri e uno sugli alieni, e ne siamo rimasti letteralmente folgorati. Per questo, senza spoiler, vogliamo dirvi cosa dovete aspettarvi, visto che sarà tra poco visibile per gli abbonati di Disney+, regalando a tutti gli appassionati un Halloween indimenticabile.

Red Tide

La prima parte, Red Tide, Marea rossa, si svolge a Cape Cod, sull'Oceano Atlantico, nel Massachussets, un luogo per tradizione amato e frequentato dagli artisti, da Edward Hopper che ci aveva una casa e ha dipinto molte volte i suoi paesaggi, a Norman Mailer che proprio a Provincetown ha ambientato il suo romanzo "I duri non ballano". Ed è in cerca di ispirazione che in pieno inverno ci arriva uno sceneggiatore hollywoodiano, Harry, alle prese col pilota di una serie tv (Finn Wittrock, un altro della gang murphiana), assieme alla moglie aspirante arredatrice d'interni (Lily Rabe) e alla figlia, piccola violinista (quasi) prodigio (l'impressionante undicenne Ryan Kiera Armstrong). Non fanno in tempo ad arrivare che lui viene aggredito e invitato ad andarsene da una pazza senzatetto, (Sarah Paulson), nel locale supermarket, mentre la donna e la bambina sono accerchiate da un gruppo di scricchiolanti vampiri pelati. Se pensiamo (e ci penseremo) a Le notti di Salem, però, ci accorgeremo ben presto di essere fuori strada quando nella vicenda entreranno una celebre scrittrice di romanzi erotici (Frances Conroy) e un altrettanto famoso commediografo (Evan Peters), nonché un aspirante scrittore che per sbarcare il lunario si prostituisce (un sorprendente Macaulay Culkin, ben ritrovato!). Senza svelarvi niente, vi diremo che Red Tide, oltre ad essere un horror cattivo come da tempo non se ne vedevano (occhio al personaggio della bambina!) è la satira più feroce e divertente di Hollywood, con la spasmodica ricerca del successo, i presunti talenti e le scuole di sceneggiatura, che si sia vista da un bel pezzo a questa parte. Murphy e Falchuck si tolgono un po' di sassolini dalle scarpe e ci insegnano che il talento è cosa davvero rara e non basta pensare di averlo per avere successo, neanche con un "aiutino". E dentro questi sei episodi, su cui si potrebbe scrivere un intero saggio, c'è anche molto altro.

Death Valley

La seconda parte di AHS: Double Feature, Death Valley, ha al centro gli alieni, quelli brutti e cattivi alla Mars Attacks!, temuti dal cinema di fantascienza della Guerra Fredda. La vicenda ha una premessa nel passato, all'epoca del presidente Eisenhower (Neal McDonough, splendido) e della moglie Mamie (l'ennesima grande prova di Sarah Paulson) e del suo infido vicepresidente, l'ambizioso Dick Nixon (Craig Sheffer), ma ci sono anche Lyndon B. Johnson, l'aviatrice scomparsa Amelia Earhart, John Fitzgerald Kennedy e Marilyn Monroe, l'Area 51, gli avvistamenti degli UFO e i rapimenti alieni: dentro c'è tutto il cinema e l'immaginario dell'epoca, in uno splendido bianco e nero non per questo meno agghiacciante. E poi c'è la parte contemporanea, in cui quattro amici, due maschi e due femmine, vengono rapiti, ingravidati e trasportati... non vi diremo altro se non che questa parte di Double Feature si immerge con trasporto e gran gusto nel complottismo più sfrenato, satira e omaggio insieme all'epoca della guerra fredda e alle paranoie degli americani, raccogliendo ed estremizzando anche l'eredità di X-Files. Un "what if" che ipotizza che l'America abbia venduto l'anima al diavolo, per così dire. Quattro densi episodi con scene che fanno molta, molta impressione, e in cui compare anche, pensate un po', Stanley Kubrick (se avete seguito le folli teorie sullo sbarco sulla luna immaginerete anche il motivo) Insomma, a nostro avviso American Horror Story: Double Feature è una stagione tanto riuscita che Ryan Murphy potrebbe anche finire qua la serie. Dopo tutto, non è che gli manchino le idee e i progetti da realizzare. Buona visione dal 20 ottobre su Disney+!

Guarda American Horror Story su Disney+
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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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