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Un Altro Ferragosto, una malinconica commedia sul tempo che passa: Paolo Virzì sul sequel di Ferie d'Agosto

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Dopo ventotto anni tornano i personaggi di Ferie d'Agosto in un sequel tanto atteso quanto richiesto dai molti appassionati di una commedia di culto. Un Altro Ferragosto, in arrivo al cinema il 7 marzo, viene presentato dal suo regista Paolo Virzì nel giorno del suo 60esimo compleanno.

Un Altro Ferragosto, una malinconica commedia sul tempo che passa: Paolo Virzì sul sequel di Ferie d'Agosto

“Le donne del film sono ferite, ma mai vinte”. Una considerazione - di Sabrina Ferilli - che potrebbe valere in generale per tutti i personaggi di Un Altro Ferragosto, atteso seguito di Ferie d’agosto dopo ventotto anni per Paolo Virzì, tornato a scrivere insieme al complice dell’epoca, e compagno di scuola, Francesco Bruni, oltre al fratello Carlo. In arrivo nelle sale dal 7 marzo per 01 Distribution, riporta nell’isola di Ventotene Sabrina Ferilli, Silvio Orlando, Laura Morante e molti altri, ricorda due perdite dolorose come quelle di Ennio Fantastichini e Piero Natoli, e saluta l’arrivo di nuovi personaggi, su tutti Vinicio Marchioni, Andrea Carpenzano e Christian De Sica.

Una commedia corale, con storie articolate che però si possono sintetizzare così: secondo capitolo della lotta fra due nuclei famigliari, i Molino, di sinistra, intellettuali e sul baratro del radical chic, e i Mazzalupi, politicamente a destra e guardati con superiorità dai vicini. Anche se in realtà è sempre più una guerra di ogni personaggio con sé stesso. Così lo ha definito Virzì, incontrando la stampa il giorno del suo sessantesimo compleanno.“È un film sul passare del tempo, su una vita che ha portato lutti e nascite, morti e amori che finiscono. Inutile non usare la parola giusta, parla della morte, che fa parte della vita. È un discorso poi in chiave di commedia su come peggiora o migliora la genitorialità con il passare degli anni. È stata un’occasione per fare un bilancio sul tempo che passa, se la maturità porta maggiori sicurezze oppure, come accade a molti dei personaggi, più fragilità. Su come sono cambiato anche io, arrivato a un’età che non avrei mai pensato di superare”.

Ma come è tornato il regista toscano a Ventotene, dopo così tanto tempo? “Ho vissuto diversamente la lavorazione rispetto a Ferie d’agosto che, diciamocelo, è girato di merda. Non sapevo fare niente, era il mio secondo film. Mi interessavano solo loro, erano così belli. Mi sembra oggi di aver imparato qualcosa sulla grammatica del cinema o sulle luci, e l’isola di Ventotene è diventata ancora più protagonista, con la sua storia di laboratorio di idee fondative sulla convivenza del dopoguerra. Proprio oggi che esplodono di nuovo guerre e le democrazie sembrano in pericolo. È stata un’esperienza forte, per ragioni personali e non. Ricordo di aver presentato Ferie d’agosto restaurato a luglio del 2021 a Bologna, davanti a tanta gente. Tutti chiedevano il sequel e una persona mi ha anche detto, ‘ma un regista come lei si fa spaventare dalla morte?’. Nei giorni successivi andavo al mare e ho sognato i confinati di Ventotene, in bianco e nero in una giornata nuvolosa. C’erano tutti, da Spinelli a Pertini a Ravera. Insieme a loro Ennio Fantastichini e Piero Natoli, che mi diceva di non fare il prezioso, ‘te stamo ad aspetta’. Per fortuna tanti amici hanno reagito con entusiasmo all’idea di essere pronto oggi per realizzare il seguito”.

Un ritorno che arriva proprio adesso per vari motivi, come aggiunge Paolo Virzì. “Mi sono interrogato anche io, talvolta sono ragioni anche misteriose. L’avevo promesso a Piero Natoli per l’anno dopo Ferie d’agosto. All’epoca mi sembrava una furbata. Uno dei motivi è proprio la mancanza di amici indimenticabili come Ennio e Piero. Invece di scoraggiare la voglia di raccontare li abbiamo citati e non omessi, anzi, ci abbiamo costruito intorno un racconto. Ho avuto l’occasione rara che avevano i romanzieri d’appendice dell’Ottocento di ripercorrere le vicissitudini dei loro personaggi. Già il primo film era pieno di materiali narrativi. L'abbiamo scritto nel ’94, girato nel ’95 e poi è uscito un anno dopo, all’alba di una nuova stagione che poi è durata molto a lungo e torniamo ora quando forse si è esaurita, mentre ne sta iniziando una nuova. È tornata la gloriosa combriccola, che è intervenuta con entusiasmo e generosità, dando molti spunti, ciascuno per il proprio personaggio”.

Virzì si coccola i suoi attori e i collaboratori, in conferenza stampa li evoca e li racconta, torrenziale come al solito e con un’ironia che lascia trasparire, ogni tanto, una vena malinconica. Cita gli abitanti di Ventotene, “orgogliosissi e pochi”, come nel caso di Ferie d’agosto pronti a far parte di una famiglia cinematografica e ad accogliere. Christian De Sica lo definisce “un maestro della commedia”, molto volentieri ricambiato, anche rievocando una gran mangiata in salsamenteria a base di mortadella. C’è poi Emanuela Fanelli, battezzata da Virzì al cinema con un ruolo molto bello in Siccità, che torna con un personaggio misterioso, a cui è affidato un monologo improvviso e molto significativo, oltre che esilarante. Un cast composito e corale, per una nuova commedia sempre più implacabile e tenera come Un Altro Ferragosto, pronta ad affrontare la prova del tempo e presto quella degli spettatori.

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