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Still Alice: il dramma della malattia nel film che ha dato l'Oscar a Julianne Moore e nella vita dei registi

Nel 2015 Julianne Moore vinceva l'Oscar per Still Alice, un film su una donna ancora giovane che si scopre malata di Alzheimer. Per una tragica coincidenza proprio quell'anno moriva uno dei due registi, Richard Glatzer, malato di SLA.

Still Alice:  il dramma della malattia nel film che ha dato l'Oscar a Julianne Moore e nella vita dei registi

Ci sono film belli ma difficili da vedere, per i temi reali che trattano e per le infelici coincidenze che coinvolgono nella vita i loro creatori. Uno di questi è il dramma indipendente Still Alice, firmato nel 2014 dall'affiatata coppia (anche nella vita) formata da Wash Westmoreland e Richard Glatzer, al loro quinto – e purtroppo ultimo - film insieme. Interpretato da Julianne Moore, Kristen Stewart e Alec Baldwin, è la storia di Alice Hayward, una donna di cinquant'anni, docente di linguistica all'università, che inizia a dimenticare le parole. Convinta di avere un tumore al cervello, non rivela quello che le sta succedendo alla famiglia, ma va da un neurologo che le prospetta qualcosa di diverso e forse peggiore: una forma pre-senile di Alzheimer, con la consapevolezza di tutto quanto perderà col progredire della malattia. Per questo ruolo intenso e drammatico Julianne Moore nel 2015 ha vinto l'Oscar, il Golden Globe, lo Screen Actors Guild Award, il Critics' Choice Award, e il BAFTA.

Still Alice – La malattia raccontata nel romanzo di una scienziata

Still Alice nasce dall'omonimo best-seller del 2007 di Lisa Genova, che oltre ad essere una scrittrice (di origine italo-bulgara) è una neuroscienziata, i cui romanzi hanno come protagonisti personaggi affetti da malattie neurologiche. Il libro da cui è tratto il film è il primo da lui pubblicato e il suo più grande successo ed è stato tradotto in 37 lingue. Inizialmente l'autrice ha auto pubblicato il romanzo, che nel 2009 è stato comprato dall'editore Simon & Schuster, grazie al quale è rimasto sulla lista dei best-seller del New York Times per 59 settimane. In qualità di esperta e professionista della malattia, Lisa Genova ha partecipato a molte trasmissioni televisive, dibattiti e conferenze per parlare dell'Alzheimer.

Wash Westmoreland e Richard Glatzer – Il dramma dei registi di Still Alice

Quando i registi vengono avvicinati dal produttore Lex Lutzus per adattare il libro di Genova per il cinema, a Richard Glatzer è stata appena diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica, la terribile SLA. Nonostante questo, questa solida coppia decide di affrontare la scrittura, la preparazione e la produzione del film. Sul set la malattia di Glatzer è così avanzata che non può più parlare, in una drammatica corrispondenza col tema del film, tanto che comunica con l'aiuto di un iPad. Nel 2015, quando Julianne Moore vive il suo momento di gloria sul palco dell'Academy, gli autori che l'anno portata all'Oscar non sono presenti: le condizioni di Richard Glatzer sono ormai terminali e il regista muore a 63 anni il 10 marzo. Il primo film di Glatzer e Westmoreland a farli conoscere anche al pubblico italiano è il delizioso Non è peccato, che racconta la festa per i 15 anni di una ragazza latino-americana e vince il Sundance Film Festival. Dopo la morte del marito, Wash Westmoreland – che a differenza di Glatzer, newyorkese, è di origini britanniche – ha diretto il biopic con Keira Knightley Colette e Dove la terra trema con Alicia Vikander.

Gli Oscar e la malattia

A volte, con un po' di cinismo, si dice che per vincere l'Oscar a Hollywood devi interpretare un tossicodipendente o un malato terminale. Questo non significa che l'attore o l'attrice vengano premiati per questo aspetto del loro personaggio (se non nel caso che questo rappresenti la totalità della performance), ma sta di fatto che aiuta. Nei quattro anni prima dell'Oscar a Julianne Moore (per un ruolo rifiutato, secondo la scrittrice Lisa Genova, da Michelle Pfeiffer, Julia Roberts, Diane Lane e Nicole Kidman), il premio per la miglior protagonista è andato ad attrici che interpretavano personaggi borderline o comunque con un lato oscuro: nel 2011 Natalie Portman ha vinto con la sua disturbata ballerina vittima di allucinazioni ne Il cigno nero, nel 2012 è toccato a Meryl Streep per il suo ritratto della Lady di ferro, Margareth Thatcher, affetta da demenza senile (ovviamente il film non si concentra solo su quello). Nel 2013 Jennifer Lawrence si è aggiudicata l'Oscar per il suo personaggio bipolare in Il lato positivo e nel 2014 l'esaurimento nervoso di Cate Blanchett in Blue Jasmine le ha fruttato l'ambita statuetta. Nella storia del premio Oscar sono oltre 60 gli attori candidati per aver interpretato un personaggio con qualche malattia e/o disabilità fisica o mentale. Ricordiamo a titoli di esempio alcuni tra i vincitori: Al Pacino (Scent of a Woman, cecità), Marlee Matlin (Figli di un Dio minore, sordità: autentica), Holly Hunter (Lezioni di piano, mutismo), Jon Voight (Tornando a casa, paraplegico), Daniel Day Lewis (Il mio piede sinistro, focomelico), Joanne Woodward (La donna dai tre volti, personalità multiple), Dustin Hoffman (Rain Main, autismo), Matthew McConaughey e Jared Leto (Dallas Buyers Club, AIDS), Tom Hanks (Philadephia, AIDS... e non dimentichiamo Forrest Gump).



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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