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Passengers: la vera questione morale del film e il finale scartato

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Diretto dal regista norvegese Morten Tyldum, il film di science-fiction Passengers solleva un'importante questione morale: sacrifichereste la vita di un'altra persona per placare la vostra personale disperazione?

Passengers: la vera questione morale del film e il finale scartato

Avete appena visto Passengers con Jennifer Lawrence e Chris Pratt? Bene, parliamone.
Il film è uscito al cinema nel 2016 ed è diretto dal norvegese Morten Tyldum, già regista di The Imitation Game e Headhunters.
La storia di Passengers è originale, non è tratta da nessun materiale precedentemente pubblicato, è scritta da Jon Spaiths e racconta del viaggio interplanetario che 5000 persone più 258 membri dell'equipaggio stanno compiendo a bordo di una nave spaziale. La destinazione è Homestead II, un pianeta colonizzato dagli umani a 60 anni luce dalla Terra dove quelle persone, chi per un motivo chi per un altro, si stanno dirigendo in cerca di una nuova vita.
La nave spaziale viaggia con il sistema tecnologicamente avanzato del pilota automatico, mentre tutti i 5258 umani a bordo sono in stato di ibernazione per 120 anni. A causa di un malfunzionamento dovuto all'impatto con un asteroide, la capsula che alloggia l'ingegnere meccanico Jim Preston si attiva e lo sveglia come se il viaggio fosse terminato, quando invece mancano ancora 90 anni di ipersonno. Quando Jim capisce di essere solo e di non avere possibilità di tornare nell'ipersonno, sveglia una ragazza sapendo di rovinarle la sua aspettativa di vita.

Passengers: svegliare Aurora è moralmente giusto o sbagliato?

Il caso di Jim Preston fa parte di quella piccola percentuale di errore che non è possibile azzerare, nemmeno in un mondo futuristico come quello immaginato nel film. Se la statistica ci permette di accettare che su 5258 capsule che ospitano il sonno degli esseri umani soltanto una abbia avuto un problema tecnico, quell'unico umano interessato è pienamente legittimato a presentare un reclamo. Jim è stato sfortunato, ma la sfortuna accade e tutti noi che guardiamo la sua storia, ci chiediamo cosa faremmo al suo posto. Oltre a sembrare un cittadino in cerca di una risposta dentro un edificio della pubblica amministrazione, Jim non trova assistenza per il suo problema perché, metaforicamente, la vita non ce l'ha un ufficio reclami se la malasorte si scaglia su di noi.
Dopo un anno di solitudine, Jim fa qualcosa di estremamente egoistico e moralmente riprovevole: sacrifica una vita che non è la sua. Svegliando Aurora, Jim le compromette il futuro, le rovina irreparabilmente l'esistenza portandola su una strada che lei non aveva scelto. Il destino ha scelto per Jim, Jim ha scelto per Aurora. Quando lei scopre che il suo destino è stato determinato dalla volontà di un'altra persona, che è stata privata del libero arbitrio, va su tutte le furie. Jim ha dunque agito da irresponsabile, egoista e bugiardo, nonostante nessuna di queste caratteristiche sembrerebbe appartenere alla sua personalità, trovandosi però di fronte a un baratro con la sua inevitabile caduta, ha scelto di aggrapparsi a qualcuno tirandolo giù con sé. Che poi loro vivano in coppia una vita bellissima tralasciamolo, perché si tratta pur sempre di un film, ma nella disperazione di Jim possiamo riconoscerci tutti. E la vera domanda che pone la storia è: cosa avreste fatto voi al posto suo?

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Passengers: perché l'androide dice ad Aurora che Jim l'ha svegliata

Il momento cruciale della storia, che chiaramente tutti stavamo aspettando, arriva a un'ora dall'inizio. Al bar con l'androide Arthur dietro al bancone a servire i cocktail, Aurora dice che tra lei e Jim non ci sono segreti. "Ah no?" risponde Arthur guardando Jim e quest'ultimo conferma "Certo, hai sentito la signora". Poco dopo Arthur, rimanendo da solo con Aurora, le racconta di quando un anno prima Jim fosse ansioso di conoscerla, avendo impiegato mesi per decidere se svegliarla o no. Questo punto di rottura arriva non perché Arthur sia un robot ingenuo, al contrario. Lui è una macchina, non è umano e pertanto la battuta di Jim "hai sentito la signora" la coglie letteralmente, senza messaggi sottintesi. La sua logica deduzione è che i segreti tra Aurora e Jim non ci siano o non ci siano più, quindi lei deve essere stata messa al corrente di tutto da Jim. Per questo motivo Arthur ne parla liberamente.

Passengers: la chance di redenzione per Jim

Nell'arco narrativo del film, l'autore del copione dà una chance a Jim di redimersi. E anche qui, metaforicamente, è rappresentata la famosa seconda opportunità in cui tutti presumibilmente possiamo imbatterci per fare meglio le nostre scelte. Abbiamo commesso errori in passato, abbiamo ferito delle persone e ora l'esperienza ci ha reso migliori (sempre presumibilmente) e capaci di non farci risucchiare dalle nostre paure, di mostrare coraggio, di essere pronti al sacrificio. La sala operatoria offre la possibilità di tornare in ibernazione, a uno solo di loro due, e Jim è pronto a lasciare il posto ad Aurora, a restituirle la vita che lui le aveva sottratto. Aurora però rifiuta e decide (libero arbitrio) di restare sveglia con lui per tutto il tempo che avranno da trascorrere insieme. L'equilibrio etico è così ristabilito.

Passengers: il finale del film e il finale alternativo scartato

88 anni più tardi gli oltre 5000 passeggeri si svegliano regolarmente, la crew e il capitano della nave (un cameo di Andy Garcia) entrano nella hall e trovano le tracce di quelli che probabilmente sono stati 50 anni di vita di Aurora e Jim. Le parole della voce fuori campo di Aurora ci fanno sapere hanno approfittato del posto in cui si trovavano, invece di pensare a quello dove avrebbero voluto essere. E che hanno vissuto una vita bellissima, insieme.
La prima versione della sceneggiatura prevedeva invece un altro scenario: dopo aver sistemato il reattore danneggiato, per un altro problema tecnico il sistema informatico della nave rilasciava nello spazio tutte le capsule con le persone ibernate. Jim e Aurora a quel punto si trovavano veramente soli e all'arrivo sul pianeta colonizzato ci arrivavano i loro figli.

Qui sotto un video backstage di Passengers.

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