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Johnny Depp è sopravvalutato e Tarantino superficiale, secondo Brian Cox

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Il veterano attore scozzese Brian Cox ha scritto un libro di memorie di cui sono stati pubblicati alcuni sconcertanti estratti su Johnny Depp e Quentin Tarantino.

Johnny Depp è sopravvalutato e Tarantino superficiale, secondo Brian Cox

Ecco pronta la polemica del giorno: tutta colpa del veterano attore scozzese Brian Cox, che nel suo libro autobiografico, "Putting the Rabbit in the Hat", in cui parla della sua brillante carriera, ha detto senza giri di parole quello che pensa di Johnny Depp come attore. Ma cerchiamo di capire meglio in che contesto il protagonista di Succession ha scritto su Depp parole che nessuno vorrebbe mai sentire da un collega.

Brian Cox, i Pirati dei Caraibi e Johnny Depp

L'affermazione denigratoria di Brian Cox nei confronti di Johnny Depp è stata pubblicata da GQ, ed è un estratto del suo libro di prossima pubblicazione. Il contesto è uno dei ruoli a cui ha rinunciato nella sua carriera: una partecipazione al franchise dei Pirati dei Caraibi fin dal primo film della serie. A Cox era stato offerto il ruolo del Governatore Swann e questo è quel che ha scritto in proposito:

Sarebbe stato una miniera d'oro, ma di tutti i ruoli nel film era il più ingrato, inoltre avrei dovuto farli tutti e avrei perso le molte cose belle che ho fatto.

Quanto a Johnny Depp, arrivato al ruolo di capitan Sparrow dopo una carriera ricca di ruoli memorabili, ecco il brano incriminato:

Un'altra cosa dei Pirati dei Caraibi è che è praticamente "lo show di Johnny Depp nel ruolo di Jack Sparrow" e Depp, per quanto sia, ne sono certo, una persona gradevole, è così esagerato, così sopravvalutato! Insomma, Edward Mani di Forbice, diciamolo: se ti danno delle mani come quelle e un trucco del volto pallido e sfregiato, non devi fare niente altro. E lui questo ha fatto. E in seguito ha fatto anche meno. Ma la gente lo ama. O lo amava. In questi giorni ovviamente non lo ama più così tanto.

Brian Cox contro Quentin Tarantino

Prima di indignarvi, aspettate di leggere quello che  Brian Cox ha scritto su un altro beniamino del pubblico e della critica, Quentin Tarantino:

Trovo il suo lavoro falso, è tutto superficiale. Meccanismi di trama che non hanno profondità. Stile dove dovrebbe esserci sostanza. Sono uscito prima della fine da Pulp Fiction... Detto questo, se mi chiamasse, accetterei.

Chissà se Tarantino dopo queste belle parole chiamerebbe Brian Cox a lavorare con lui, ma ci permettiamo di dubitarne. Ora, è vero che un attore come lui a 75 anni può anche togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ma scorrendo la sua filmografia che comprende oltre 200 titoli, a parte personaggi come Hannibal Lecter (Lecktor nel film) in Manhunter, Argyle Wallace in Braveheart, Agamennone in Troy e la partecipazione a film come Match Point, Zodiac e una quantità impressionate di lavori televisivi, ci sembra che la sua carriera manchi di vette e titoli di prestigio, per cui forse prima di salire sul pulpito un esamino di coscienza avrebbe anche potuto farselo. Questo, va detto, senza nulla togliere al fatto che lo abbiamo sempre apprezzato come attore.

(foto Brian Cox da Wikimedia Commons, di Dmitry Rozhkov e di Johnny Depp da Wikimedia Commons, senza indicazione autore)

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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