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Il Mistero delle pagine perdute: Nicolas Cage e la vera Storia americana

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Il secondo capitolo di National Treasure con Nicolas Cage, Il mistero delle pagine perdute, incrocia almeno quattro fatti storici reali.

Il Mistero delle pagine perdute: Nicolas Cage e la vera Storia americana

Il mistero delle pagine perdute (2007) con Nicolas Cage è il secondo capitolo della saga di National Treasure, che segue le gesta di Benjamin Franklin Gates. Sorta di moderno Indiana Jones, il personaggio vive avventure nella vera storia americana e internazionale, con molte licenze poetiche ma una base effettiva nei fatti reali. Anche per questo secondo atto della saga di National Treasure, cominciata nel 2004 con Il mistero dei Templari, vengono toccati episodi o miti molto famosi. Ve ne evidenziamo qui alcuni.

Nicolas Cage e l'assassinio di Abramo Linlcoln

Nel film l'avo del protagonista, Thomas Gates, viene avvicinato da John Wilkes Booth il 14 aprile del 1865: poco dopo, quest'ultimo ucciderà con un colpo di pistola il presidente Abraham Lincoln. Thomas scopre che Booth e Michael O'Laughlen, l'altro uomo che si è presentato a lui, fanno parte dei "Knights of the Golden Circle", letteralmente i "Cavalieri del Circolo d'Oro". Le tempistiche dell'assassinio di Lincoln raccontate nel film sono corrette, ma l'affiliazione dei due cospiratori, ovviamente vicini all'esercito sudista che aveva perso la guerra appena qualche giorno prima, non è confermata nella realtà. Quella dei Knights of the Golden Circle era una società fondata il 4 luglio del 1854 dal medico George W. L. Bickley: nata per fare gli interessi degli Stati del Sud che basavano la loro economia sullo schiavismo, si spingeva però fino a ipotizzare appunto un "Golden Circle", un nuovo stato federale comprendente gli Stati del Sud ma anche Messico, America Centrale e Caraibi. La società divenne segreta dopo la fine della Guerra di Secessione. In futuro numerose teorie cospirazioniste hanno ipotizzato una sua sopravvivenza fino ai giorni nostri: plausibile comunque la teoria di un fondo raccolto per una seconda guerra di secessione, auspicata dai suoi membri.

Nicolas Cage e la Statua della Libertà

Nelle indagini dei nostri eroi, saltano fuori un modellino della Statua della Libertà e un riferimento a Édouard René de Laboulaye: si tratta dell'attivista e scrittore francese che ebbe in effetti nel 1865 l'idea di un monumento simbolico, realizzato in Francia e regalato agli Americani per promuovere il legame tra i due paesi. Fu però poi in effetti lo scultore Frédéric Auguste Bartholdi a progettarlo, e la Statua della Libertà non fu completa e collocata al suo posto prima dell'ottobre 1886. Laboulaye comunque era un abolizionista e sostenitore della causa degli Stati del Nord, quindi il suo coinvolgimento nella vicenda del film è perfettamente coerente col personaggio.

Nicolas Cage sul Monte Rushmore

Iconico e parecchio utilizzato dal cinema (ricordiamo Intrigo Internazionale), il Monumento Nazionale del Monte Rushmore è una delle tappe dei protagonisti. Sottratto ai Nativi Americani tra il 1876 e il 1878, il Monte fu poi intitolato nel 1930 al cercatore d'oro e cacciatore Charles E. Rushmore. L'idea di usare l'area per celebrare la storia patria venne allo storico Doane Robinson, mentre il progetto fu portato a termine dallo scultore Gutzon Borglum, che diresse i lavori tra il 1927 e il 1941. Cosa piuttosto ironica, perché il monumento rappresenta George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abramo Lincoln, ma Borglum era appena stato licenziato nel 1925 dal concepimento del "concorrente" Confederate Memorial Carving in Georgia, presso la Stone Mountain: solo per conflitti di budget, lo scultore, dai legami col Ku Klux Klan, non aveva celebrato la gloria dei sudisti Jefferson Davis, Thomas J. "Stonewall" Jackson e del Generale Lee! Nel film si ipotizza che il monumento sia stato creato per celare l'entrata a un luogo mitico...

Nicolas Cage e la mitica città di Cíbola

Un fantomatico tesoro delle "Sette Città d'Oro" era stato l'ossessione dell'esploratore spagnolo Francisco Vásquez de Coronado e di altri prima di lui: tra il 1539 e il 1540 si condussero spedizioni alla ricerca di una mitica zona tra gli attuali New Mexico e Arizona, dove testimoni avevano giurato di aver visto (da lontano) in particolare la città di Cíbola, traboccante di oro e argento. Nessuno trovò molto più di comunità rurali, quando non incontrò proprio la morte per mano dei nativi, con ogni probabilità interessati a incantare i pericolosi conquistadores con queste storie, per prendere tempo o stremarli. Coronado ad ogni modo si spinse a cercare le Sette Città fino a trovare una comunità di nativi in una zona da lui ribattezzata Quivira, non esattamente prospera come sperava. Gli storici ritengono che corrisponda a una parte dell'attuale Kansas.
In ogni caso, nel film la collocazione di Cíbola nel Sud Dakota, luogo del Monte Rushmore e così più a nord di quelle zone, sembra una delle esagerazione fantastiche più azzardate della trama. Ma in fondo chissà... forse Coronado, che aveva saputo di doversi spingere "più a nord", non era andato abbastanza al nord?



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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