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Harry Potter e la pietra filosofale - Perché Steven Spielberg ha rifiutato la regia del film?

In una recente intervista, Steven Spielberg ha spiegato i motivi che l'hanno spinto a rinunciare alla regia di Harry Potter e la pietra filosofale, ammettendo di non aver alcun rimpianto.

Harry Potter e la pietra filosofale - Perché Steven Spielberg ha rifiutato la regia del film?

Steven Spielberg è sicuramente uno dei registi più amati della Storia del Cinema, autore di grandi classici intramontabili ma anche di blockbuster e prolifici franchise, fra cui Jurassic Park, Indiana Jones ed E.T l'extraterrestre. Il regista, però, avrebbe potuto contribuire a costruire un altro tassello dell'infanzia ed adolescenza di milioni di spettatori, dal momento che gli venne proposto di dirigere Harry Potter e la pietra filosofale - primo capitolo di una delle saghe fantasy più importanti degli ultimi decenni. La storia, come è noto, andò poi diversamente ed a sancire l'inizio dell'avventura cinematografica del maghetto è stato Chris Colmbus, altro artefice dell'infanzia di tutti noi. Ma perché Spielberg ha rifiutato la regia di Harry Potter? A spiegarlo, ai microfoni di Reliance Entertainment, è stato lo stesso regista.

Harry Potter e la pietra filosofale - Steven Spielberg e i motivi dietro la rinuncia al progetto  

Durante una recente intervista, Steven Spielberg ha dunque spiegato i motivi dietro il rifiuto di dirigere Harry Potter e la pietra filosofale:

Il significato personale del conflitto fra arte e famiglia che si viene a creare per un artista l'ho scoperto più tardi del solito, quando avevo già avviato la mia carriera di regista professionista. Kate [Capshaw] ed io avevamo messo su famiglia ed avevo dei bambini da crescere (...) La scelta che dovetti compiere all'epoca era fra un lavoro che mi avrebbe tenuto lontano da casa e costretto a trasferirmi in un altro Paese per quattro o cinque mesi e la mia famiglia. Era un'esperienza lacerante. Ci sono stati diversi film che non ho realizzato per stare vicino alla mia famiglia. Ho scelto, ad esempio, di rinunciare al primo Harry Potter per trascorrere l'anno e mezzo successivo con la mia famiglia e con i miei figli. Quindi ho sacrificato la mia partecipazione ad un grande franchise, ma col senno di poi sono contento di averlo fatto per rimanere con i miei figli. 

Spielberg ha dunque rinunciato a costruire l'infanzia dei bambini di tutto il mondo per veder crescere i propri. Il regista, che ha conosciuto il successo quando ormai aveva messo su famiglia, ha quindi deciso di rimanere vicino casa e di accettare impegni che non lo portassero lontano dai suoi figli. La sua carriera, del resto, non ha subito alcuna battuta d'arresto dopo quella decisione ed è continuata a gonfie vele. Dal 2001 - anno in cui ha debuttato in sala Harry Potter e la pietra filosofale - Spielberg ha infatti firmato cult del calibro di Prova a prendermi, The Terminal, La guerra dei mondi, Lincoln e Il ponte delle spie. Ha poi diretto il quarto capitolo della saga di Indiana Jones e di recente ha raccontato la propria adolescenza nel toccante The Fabelmans - candidato a ben 7 premi Oscar. Il franchise di Harry Potter - avviato da Chris Columbus - ha poi conquistato i cuori di milioni di spettatori ed ha visto avvicendarsi dietro la macchina da presa, dopo Columbus, Alfonso Cuarón, Mike Newell e David Yates.

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