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Cena con delitto - Knives Out è al cinema: 5 ottimi motivi per vederlo

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Se non lo avete ancora fatto, è in sala uno dei film più acclamati dell'anno e non vi conviene perderlo. Per convincervi ve ne mostriamo anche due clip.

Cena con delitto - Knives Out è al cinema: 5 ottimi motivi per vederlo

È arrivato al cinema uno dei film più acclamati dell'anno: Cena con delitto - Knives Out, che perfino il prestigioso American Film Institute ha scelto tra i 10 migliori del 2019. Nelle settimane scorse vi abbiamo presentato i vari personaggi e membri del cast e qua, se vi interessa, trovate la nostra recensione rigorosamente senza spoiler. Uscito il 5 dicembre, è al momento terzo in classifica con 750.000 euro, ma secondo noi merita di più. Sappiamo che molti pensano che siamo pagati per parlare bene dei film, ma vi assicuriamo che in casi come questo a parlare è la passione critica e cinefila. Ad ogni modo, abbiamo deciso di offrirvi cinque motivi per vederlo e apprezzarlo. Come bonus, vi facciamo vedere due clip video con Daniel Craig. Se potete, però, vedetelo in lingua originale coi sottotitoli perché il lavoro del cast merita di essere sentito, oltre che visto, e ci sono delle battute difficilmente traducibili in italiano. Ecco comunque la nostra miniguida a Cena con delitto e perché, secondo noi, non dovreste lasciarvelo sfuggire:

È un film scritto e diretto da Rian Johnson

La maggior parte del pubblico conosce Johnson (e lo apprezza o lo detesta, a seconda dei gusti), per Star Wars - Gli ultimi Jedi. E lo sappiamo già impegnato per una nuova trilogia spaziale. Ma ben prima di entrare nell'universo disney-lucasiano, Johnson si è cimentato con molti altri generi, sempre in modo originale e indipendente. Nel 2005 ha esordito alla regia con Brick, un neo noir all'interno di un campus universitario, con Joseph Gordon-Levitt e Lukas Haas come protagonisti. Una delizia che ha vinto il premio speciale della Giuria a Sundance ed è passato nella Settimana della Critica della Mostra del cinema di Venezia. Poi nel 2008 è arrivato The Brothers Bloom, con Adrien Brody, Rachel Weisz e Mark Ruffalo, in cui ha riletto da par suo un altro genere, quello della truffa. E nel 2012 si è cimentato con la fantascienza dei paradossi spazio-temporali nell'ottimo Looper, di nuovo con Gordon-Levitt e con Bruce Willis. I suoi film hanno sempre qualcosa di audace, diverso e sorprendente, oltre a un gran senso dell'umorismo. Se non bastasse, ha anche diretto diversi episodi di Breaking Bad.

È un whodunit contemporaneo

Non sappiamo se vi sia mai capitato di giocare a Cluedo e vi siate annoiati o appassionati, se siate o meno lettori di Agatha Christie e dei gialli deduttivi, ma il successo della rilettura che ne ha fatto di recente Kenneth Branagh con Assassinio sull'Orient Express, farebbe presupporre un pubblico ancora interessato ai meccanismi di questo genere. Di gran voga negli anni Settanta e Ottanta, i film che ne sono tratti sono quasi sempre ambientati in un nostalgico passato coloniale abitato da colonnelli, lord e ladies accompagnate da cameriere personali (o dal primo sospetto: il maggiordomo), ma Johnson spolvera la formula e - pur rispettandone da vero conoscitore e amante tutti i canoni - ambienta l'azione in una ricca famiglia americana di nuovi ricchi, in cui la persona più vicina al riccone defunto è una giovane infermiera immigrata. Ne esce una satira intelligente e spassosa, mai spudorata ma sempre a segno, dei tempi in cui viviamo, con in più il classico intrigo che tiene avvinti fino alla fine grazie a una sceneggiatura a prova di buchi.

Ha un cast strepitoso

Ma quando ricapiterà mai di avere in un film Daniel Craig nei panni dell'investigatore eccentrico e geniale del profondo Sud, un Chris Evans sbruffone e spavaldo, agli antipodi dei suoi ruoli supereroistici, Jamie Lee Curtis e Don Johnson nella parte dei suoi genitori, Tony Collette nel ruolo di una guru dello stile di vita e una leggenda del grande schermo come Christopher Plummer al fianco di una bravissima giovane attrice come Ana de Armas e il grande Michael Shannon? Non solo recitano insieme ma sul set hanno vissuto insieme come una vera famiglia, si sono divertiti un mondo e sullo schermo traspare il loro affiatamento ed entusiasmo per la storia.

C'è Daniel Craig come non lo avete mai visto

Vero, del cast abbiamo già parlato, ma se lo conoscete solo per i suoi ruoli più impegnati, o come 007 (nei cui panni lo vedremo per l'ultima volta in No Time To Die, proprio con Ana De Armas), resterete sorpresi sia dal modo in cui appare in scena per la prima volta, sia dal carisma e dall'arguzia che sprigiona in un ruolo per lui insolito, in cui si produce anche in una irresistibile parlata strascicata del Sud. A dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, della classe e della bravura degli attori britannici (ed è anche un implicito omaggio al Poirot di Peter Ustinov).

Come l'enigmistica, è un film che allena il cervello

Spesso, è vero, al cinema si va per spegnere il cervello, oppure per farsi stupire da effetti speciali, drammi grandiosi, personaggi epici. E a volte lasciamo che siano gli altri a pensare per noi. In questo caso non è così, ma l'attenzione che richiede seguire una trama piena di svolte e colpi di scena alla fine viene ricompensata e di colpo ci torna in mente come un tempo il cinema non desse per scontata la passività del pubblico, ma lo coinvolgesse attivamente. Alla fine potremmo perfino sentirci più intelligenti del solito, perché certe storie fanno bene all'autostima, che lo crediate o no.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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