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Brooklyn's Finest, Wesley Snipes: "La vita dei poliziotti è spesso ignorata"

Brooklyn's Finest è un crime thriller con Wesley Snipes, Don Cheadle, Richard Gere e Ethan Hawke, diretto da Antoine Fuqua.

Brooklyn's Finest, Wesley Snipes: "La vita dei poliziotti è spesso ignorata"

Brooklyn's Finest di Antoine Fuqua è un crime thriller ambientato a New York, dove si seguono le vicende di tre poliziotti, uno sotto copertura (Don Cheadle) amico di un malvivente (Wesley Snipes) che non riesce a tradire, un veterano frustrato (Richard Gere) e un agente (Ethan Hawke) con problemi di soldi. Ambientato appunto a Brooklyn, il film affronta due temi principali, cioè la descrizione dell'attività di polizia da diversi punti di vista, nonché la vita in un contesto urbano difficile. Vi proponiamo stralci di interviste da Hollywood Chicago, Collider e AMC.

Brooklyn's Finest, gli attori e la polizia

Tre vite di diversi membri delle forze dell'ordine s'intrecciano in Brooklyn's Finest. Leggiamo prima qualche considerazione di Don Cheadle e Wesley Snipes, che si occupano nel film di portare sullo schermo la prima linea più complessa.

CHEADLE: Il mio personaggio è uno che è stato sotto copertura per tantissimo tempo, i confini diventano parecchio sfumati, perché le tue esperienze quotidiane non le vivi con i colleghi poliziotti. Le hai con persone che affrontano violenza vera e devi farne parte, devi guardare le loro spalle. Quando ho parlato con veri poliziotti sotto copertura, c'è sempre quel momento in cui devono ricordare a se stessi: "Oh, aspetta un attimo, sono un poliziotto". Perché crei legami con quelle persone... ti fotte la mente, devi mentire sempre, ogni giorno. Alla fine della giornata chi sei?
SNIPES: Ho tanti poliziotti in famiglia. Non ho un'animosità innata verso la polizia, capisco i problemi in cui si trovano. A volte lo fanno solo per pagare le bollette, a volte perché non hanno altra scelta, a volte lo fanno solo per avere la pistola in mano. Non è che il film abbia cambiato la mia prospettiva. Però mi ha fatto capire le sfide psicologiche che affrontano, quanto quella parte della loro vita sia spesso ignorata. Non sapevo che la maggior parte di quei poliziotti morisse più spesso per suicidio che sul lavoro. Sono rimasto di sasso. Ma questo succede quando vivi in una zona di guerra.

Di opinione simile ma persino più drastica sono Richard Gere e Ethan Hawke.

HAWKE: La casa in cui abbiamo girato appartiene a veri poliziotti. Non dovevo fare un enorme sforzo di immaginazione per creare il mio personaggio. Credo che sia deluso dalla vita. Ha lavorato duramente, ha cercato di essere l'uomo che pensava di dover essere, ma la sua vita non è diventata come pensava. Sente di dover provvedere alla sua famiglia, il suo desiderio di essere qualcuno che ammira è così forte da spingerlo verso il lato oscuro.
GERE: Poliziotti, insegnanti: davvero, preferirei che i soldi andassero più a loro che ai banchieri e agli amministratori delegati. Loro possono stare tutto il giorno in bell'ufficio pulito.


Brooklyn's Finest, girare a Brooklyn e dare speranza

Antoine Fuqua ha portato l'intera troupe di Brooklyn's Finest a girare nei veri quartieri in cui si svolge la vicenda, senza cercare location simili che vi assomigliassero, magari per girare con maggiore tranquillità. La cosa ha molto colpito anche gli attori.

CHEADLE Per me Antoine avrebbe potuto avere paura, perché cerchi di tenere sotto controllo il tuo film, e ti trovi in un posto in cui nessuno ha mai girato, non accettano troupe, non puoi dire a tutti: "Silenzio sul set!" Lo devi chiedere. Non puoi imporre una cosa del genere. "Silenzio dove? Questa è casa mia, scemo!" Devi lavorare proprio con la comunità, è stato bellissimo. [...] Antoine ha preso un sacco di gente della comunità per dare una mano sul film, penso che ci fosse una bella reciprocità, io personalmente non ho mai avuto paura.
HAWKE: Secondo me per la gente a Brownsville guardarci fare il film è stato d'ispirazione, me ne rendevo conto. Antoine ha trasformato le nostre riprese lì in qualcosa di buono per la comunità, dava a tutte queste persone dei compiti. Hanno visto il lavoro che c'era dietro. E' difficile fare un film. E' ancora più difficile fare un buon film.
FUQUA: Se non esploriamo questi argomenti più a fondo, la gente diventerà più disperata, il che porterà a decisioni disperate. Non può che peggiorare. Credo che ci potrebbe essere una crisi orribile. Non sarà una questione di bianchi e neri, sarà generale. Si parla di potere, disperazione e paura. Tutti hanno paura. Se non parliamo insieme, comunichiamo e ci esprimiamo, la cosa si fa esplosiva.


  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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