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Batman, trilogia compiuta: la Gotham City di Nolan siamo noi

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Complesso, cerebrale, leggendario, ma rivolto a tutti. Il mondo di Batman di Christopher Nolan, giunto alla conclusione con Il Cavaliere Oscuro - il ritorno, è lo specchio della nostra società.



Ciò per cui dobbiamo essere maggiormente riconoscenti a Christopher Nolan, è il rispetto e la stima che questo signore inglese manifesta nei nostri confronti, nei confronti di noi suoi spettatori. I film da lui diretti sono complessi lavori d'architettura narrativa nei quali il regista diventa speleologo della psiche umana. La stessa degli spettatori che lui stesso non si azzarda a sottovalutare. Ma Nolan è fin troppo acuto per perdere tempo nella ricerca di risposte. L'avverbio che rincorre non è "perché", è "come". Non è mai una passeggiata, ogni suo film è una rincorsa e l'invito è di correre con lui. Un invito rivolto a tutti, perché tutti possono correre di tanto in tanto.

Pensieri-azioni-conseguenze è la sequenza elementare capace di innescare il Caos tra gli uomini o di placarlo, in qualunque civiltà più o meno evoluta. In quel mondo fittizio in cui esiste un uomo pipistrello che ripudia il crimine, il regista interpreta il Caos offrendo una chance alle società contemporanee affinché ci si specchino. Avidità, idealismo, follia, sono la miccia del terrorismo ed è vano chiedersi come spegnerla, quella miccia. Si riaccende da sempre e si riaccenderà sempre. Seguirne il tracciato di combustione è essenziale per comprendere "come" si genera il Caos e come, quando possibile, lo si placa.



In Batman Begins Bale/Wayne informa Caine/Alfred che il suo mondo, quello di Gotham City, ha bisogno di qualcosa di più di un miliardario filantropo. Un uomo, seppur ricco, resta quell'ammasso di carne e ossa con i giorni contati. "Ci vuole un simbolo" dice Wayne, un simbolo è incorruttibile e potenzialmente immortale. Lo strumento narrativo che Nolan utilizza perché sia possibile vedere il nostro mondo in quello del suo Batman è il realismo. Diventa dunque credibile pensare che solo un simbolo, qualcosa di non umano, possa arginare la deriva della specie umana. Qualcosa di non tangibile, che incuta timore e fiducia, verso cui si riponga la propria fede di salvezza.
Vi siete mai chiesti perché esistono le religioni?



Ledger/Joker de Il cavaliere oscuro, indubbiamente la punta di diamante della trilogia, scardina le regole di Batman. Un simbolo può generarne un secondo di opposti principi. Ma il confine tra i due si assottiglia nell’inquietante logica follia del Joker. Che ha perfettamente senso quando, appeso a testa in giù in cima ad un grattacielo, mette l'uomo pipistrello di fronte alle sue contraddizioni: "Sei davvero incorruttibile, vero? Tu non mi uccidi perché hai un deviato concetto di moralità". Batman si scopre corrotto da se stesso e sacrifica il simbolo, rassegnandosi ad un futuro per Gotham sorretto da una menzogna.
I libri di storia raccontano di conquiste compiute e atrocità perpetrate dai nostri antenati nel corso dei secoli. Quanto possiamo essere certi che non ci siano state tramandate menzogne seppur a fin di bene?



Nel capitolo conclusivo è
il Caos che prende il sopravvento. Ma lo studio di sociologia non è da fare sul film, bensì su chi lo guarda. È affascinante pensare che in quella rivoluzione de Il cavaliere oscuro - Il ritorno messa in atto da Hardy/Bane critici e spettatori vedano inni all'anarchia, al socialismo o al capitalismo a seconda di una personale interpretazione. Bane si elegge a nuovo giustiziere, sovverte l'ordine regnante fino a quel momento demolendo la menzogna. In una sola frase sentenzia se stesso: "Sono necessariamente cattivo". Ed è a questo punto che ci si ricorda di essere di fronte ad un'opera di finzione. Nolan deve trovare un finale, la trilogia deve compiersi, cosa che nella vita reale non funziona. Ma il suo è un degno epilogo, perché trova la strada per concretizzare gli intenti di Bruce Wayne. Alla fine rimane, quel simbolo che aveva dato origine a tutto, rimane per evocare, ispirare e credere.
"Perché il pipistrello, Signor Wayne?" chiedeva Alfred all'inizio di tutto.
"Perché mi fa paura".



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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