Addio al regista e scrittore Corrado Farina

-
436
Addio al regista e scrittore Corrado Farina

Ci sono notizie particolarmente dolorose per chi è costretto a darle. In questo caso annunciare la morte del regista pubblicitario e cinematografico nonché scrittore Corrado Farina significa anche pensare al figlio Alberto Farina, nostro amico e collega, critico e giornalista attualmente a RaiMovie, nonché cofondatore di Comingsoon Television nel lontano 1999, e alla sua famiglia, ai quali, prima di ricordare chi era il loro caro e cosa ci ha lasciato, ci stringiamo in un affettuoso abbraccio.

Nato a Torino il 18 marzo 1939, Corrado Farina era un uomo di grande e poliedrica cultura e uno di quei registi italiani che hanno fatto grande il cinema pubblicitario e non solo, dal momento che i suoi due lungometraggi di genere fantastico sono diventati di culto anche in America, dove sono editi in dvd e blu-ray e dove il suo nome è tuttora conosciuto e apprezzato. Come molti suoi colleghi nasce come critico cinematografico, cominciando a scrivere già negli anni del Liceo Classico, collaborando poi con Gianni Rondolino e scrivendo monografie su Ingmar Bergman e Frank Capra. Realizza anche una serie di cortometraggi di vario genere e dopo la laurea in giurisprudenza inizia a lavorare per il celebre Studio Testa.

Tra i suoi lavori pubblicitari più famosi - e ricordati con affetto da chi era bambino negli anni Sessanta - ci sono i celebri Caroselli dell'Olio Sasso, quelli con Mimmo Craig della “pancia non c'è più” ma anche quelli col figlio Alberto, piccolissimo, secondo interprete della serie del “Signor Mario Rossi” e la serie di “Nicola lo scommettitore” con Nicola Arigliano. Da sempre appassionato di fumetti, scrive una monografia dedicata a Guido Crepax e negli anni Sessanta scrive anche sceneggiature per varie testate popolari, tra cui "Diabolik". Da una storia di Crepax sulla sua celebre Valentina nasce Baba Yaga (foto), il secondo dei suoi lungometraggi, nel 1973. Ma già nel 1971 con Hanno cambiato faccia, moderna e satirica rilettura di Dracula, con Adolfo Celi nel ruolo di un Nosferatu industriale, aveva vinto il Pardo d'Oro a Locarno.

Per una serie di vicissitudini produttive il suo progetto di un terzo film, Un posto al buio, moderna variante noir del Fantasma dell'Opera, non va in porto, e questi restano i suoi due unici lungometraggi. Si dedica dunque al cinema industriale e documentario, spesso premiato per le sue opere. Nel 1994 realizza per la Presidenza del Consiglio dei Ministri in occasione del centenario del cinema Cento di questi anni, in cui fa interagire Vittorio Gassman, ripreso all'interno del Teatro Argentina, con gli attori e le attrici più celebri del cinema di tutti i tempi e di tutti i Paesi, in sequenze tratte da film famosi. Collabora a lungo con la Rai e pubblica numerosi articoli e saggi sul cinema, i fumetti, la letteratura e la comunicazione in genere. Poi c'è la sua attività letteraria: esordisce nel 1994 con "Un posto al buio", che prende spunto dal suo terzo film non realizzato, a cui seguono altri 9 libri, tra cui “Giallo antico” (Finalista e menzione speciale al Premio Scerbanenco al Noir in Festival di Courmayeur nel 2000) , “Il cielo sopra Torino”, “Vita segreta di Emilio Salgari”. Aveva pubblicato da poco “Attraverso lo schermo”, storia autobiografica del suo rapporto col cinema.



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Lascia un Commento
Lascia un Commento