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Adam Sandler ai Gotham Award: "Le mie figlie? A casa. Non volevo sentirle gridare... dov'è Timothée Chalamet?"

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Adam Sandler riceve un riconoscimento ai Gotham Award e legge il discorso "preparato dalle sue figlie". L'attore comico dice di non averle portate perché non avrebbero fatto altro che cercato Timothée Chalamet.

Adam Sandler ai Gotham Award: "Le mie figlie? A casa. Non volevo sentirle gridare... dov'è Timothée Chalamet?"

Nel lussuoso locale Cipriani Wall Street di New York si è svolta la cerimonia di premiazione dei 32esimi Gotham Awards, dove a ricevere il riconoscimento come miglior film dell'anno è stato Everything Everywhere All at Once. Grazie a questo film, anche Ke Huy Quan (che ricordiamo bambino in Indiana Jones e il tempio maledetto e I Goonies) è stato premiato come miglior attore non protagonista segnando definitivamente la sua rinascita artistica. Però è il Gotham Perfomer Tribute Award che vogliamo approfondire, un riconoscimento alla carriera che l'organizzazione ha voluto dare ad Adam Sandler.

L'attore ha fatto quello che tutti si aspettavano facesse al momento del ritiro del premio: dire cose divertenti facendo ridere tutti. Sandler ha detto che il discorso di accettazione che avrebbe letto era stato preparato dalle sue figlie, visto che lui era troppo impegnato per pensare a qualcosa. "Grazie, scrivetelo voi così per una volta non vi vendo incollate ai video di Youtube". Risate in platea, da chi ha filgie adolescenti soprattutto.
Sadie Madison e Sunny Madeline, rispettivamente di 16 e 14 anni, non erano però presenti alla cerimonia. Il motivo per il cui il loro padre non le ha portate con sé? "Non volevo passare l'intera serata, che si presume sia dedicata a me e alla mia grandezza, a sentire voi buffone gridare... dov'è Timothée Chalamet?" ha detto Sandler citando la mega star del momento.

Adam Sandler: il divertente discorso ai Gotham Awards

L'attore comico ha trovato un buon stratagemma per essere originale e divertente con il suo discorso e, ovviamente, prendere in giro se stesso. Sul palco Adam Sandler ha letto (con un accento del sud degli Stati Uniti) quello che le sue figlie "hanno scritto":

Care eleganti autorità, hipster eruditi e tutti voi altri +1 dei Gotham Awards, grazie per dare a nostro papà, il Signor Adam Sandler, questo grandissimo premio alla carriera più prestigiosa di tutti i tempi, o comunque vogliate chiamare questo evidente oggetto disturbante. Per lui significa molto, visto che tanti dei suoi premi sono a forma di secchio di popcorn, di dirigibile o di mini Oscar con scritto "Padre dell'anno" che, purtroppo, si è comprato da solo, vagando e auto-commiserandosi tra i negozi di una nebbiosa Time Square.

Ci scusiamo innanzitutto per la disturbante e incolta barba di nostro padre. Vive nell'illusione di poter coprire il triplo mento ancora sporco di grasso di hamburger, ma per noi fa sembrare la sua testa come quella di uno che ha appena tirato corn flakes grigi e neri su una cazzo di poltrona a sacco.

Vorremo essere lì stasera con tutti voi, gente sofisticata, ma papà ha detto testuali parole: Non voglio passare l'intera serata, che si presume sia dedicata a me e alla mia grandezza, a sentire voi buffone fresche di pubertà gridare... dov'è Timothée Chalamet e come possiamo legalmente palpare quel raffinato culo ebreo?

Ma voi dei Gotham Awards non siate tristi per noi ragazze Sandler. Siccome nostro padre è con voi stasera, noi facciamo tutto quello che non ci è permesso quando lui è in casa, come mangiare i suoi Yodel [uno snack al cioccolato americano, ndr] o indossare la sua fascia contenitiva o azzardare a ridere a crepapelle guardando i film di Ben Stiller. L'ultima volta che papà ci ha beccato ridacchiare con la trilogia di Ti presento i miei, immediatamente si è rifugiato in quella che chiama "stanza delle grida", e che noi chiamiamo "doccia", gridando "Solo Sandman fa ridere la Fanculo tutti gli altri comici!" [Sandman è uno dei soprannomi di Adam Sandler, ndr]

La triste carriera cinematografica di papà iniziò nel 1988 sulla base di due principi guida: anche la gente in prigione ha bisogno di film e il canale TBS ha bisogno di contenuti per riempire gli spazi tra una partita di basket e l'altra. Ha proseguito facendo la commedia Billy Madison, Un tipo imprevedibile, Waterboy, Prima o poi me lo sposo, Big Daddy. Qual è già Big Daddy? Quando gli abbiamo chiesto del film con il piccolino che cresce diventando freddo e Dylan Sprouse, papà ci ha risposto dicendo che potevamo ricordarlo così oppure come il film che ha pagato per questa casa, per la casa di vostra nonna, per l'altra casa di vostra nonna, per la casa del cazzo di Rob Schneider, per i vostri apparecchi ai denti e per l'apparecchio ai denti di Rob Schneider.

Papà ha recitato anche nei film classici Ubriaco d'amore, The Meyerowitz Stories, Diamanti grezzi e nella commedia drammatica capolavoro Hustle, film che non solo sono stati accolti con un orgasmico consenso critico ma che hanno sorpreso il pubblico lasciandolo ponderare su come avesse fatto Bobby Boucher [il suo personaggio di Waterboy, ndr] a entrare nelle nostre corde emotive facendoci ridere, piangere e correre subito in chiesa per chiedere a Dio perché avesse dato a un solo uomo più talento del cast di L'avventura del Poseidon e di Mamma Mia combinati insieme.

Molti intellettuali sostengono che papà abbia fatto tanti pretenziosi film per spingere la sua figura di attore ed essere umano verso il doveroso compito di alleggerire lo spirito come un chirurgo dell'anima, ma noi, sue figlie, sappiamo bene che l'ha fatto per una più tangibile ragione: essere invitato un giorno ai Gotham Awards per guardare con desiderio dieci diverse tavolate con tanti artisti di talento cazzuti e dire "ma quanti cazzo di film ha prodotto la A24 quest'anno?"

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