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Gabriele Muccino e il suo cast presentano Baciami ancora

A 3 giorni dall’uscita in sala, il cast al completo di Baciami ancora ha parlato delle emozioni provate nel ritrovare temi e personaggi a cui sono molto legati. Hanno raccontato il loro lavoro sul set e come sia cambiato in 9 anni Gabriele Muccino. Il regista, invece, ha parlato di coppie in crisi, famiglia, e imperscrutabilità dell’un...

Gabriele Muccino e il suo cast presentano Baciami ancora

Gabriele Muccino e il suo cast presentano Baciami ancora

Anche se da L'ultimo bacio sono passati 9 anni e 3 film – di cui 2 americani –, Gabriele Muccino rimane sempre un regista che racconta una storia senza mai generalizzare o pretendere di impartire una lezione morale. “L’ho già detto nel 2001” - ha immediatamente precisato davanti alla stampa romana - “… non sono un regista che si mette in cattedra e non mi piace fare film generazionali. Piuttosto, mi limito a illustrare una porzione di realtà, che esamino preferibilmente attraverso i rapporti di coppia. Ciò che vedo intorno a me sono molte coppie in crisi, nevrotizzate dalle continue aspettative disattese. Baciami ancora nasce dalle mie difficoltà di decifrare l’universo femminile, che mi sono reso conto di non poter in alcun modo semplificare. Ho l’impressione che, al giorno d’oggi, siano le donne ad avere il compito di garantire la stabilità e la felicità della coppia, e questo non sempre è giusto”.

Oltre a riprendere i destini dei personaggi de L’ultimo bacio, sviluppando figure rimaste nell’ombra (come il Marco di Pierfrancesco Favino e l’Adriano di Giorgio Pasotti), Muccino è anche tornato sul tema della famiglia. Ha lasciato da parte i genitori anziani dei protagonisti per soffermarsi sulla loro paternità (o maternità), spesso cercata ad ogni costo. “Mi hanno sempre fatto impressione le coppie che fino ai 35 anni proprio non vogliono figli e poi, improvvisamente, sembrano non desiderare altro, e allora si sfasciano. I genitori hanno delle precise responsabilità nei confronti del figli, e se si separano rischiano di creare danni irreparabili. Quando ero bambino io, le coppie divorziate erano in minoranza, oggi succede il contrario e non credo che i figli di chi si è separato non si porteranno dietro qualche piccolo trauma”.

Che sia o meno un porto sicuro, o una risposta, in Baciami ancora la famiglia non è certo quella tradizionale. “Nel film” – aggiunge il regista – “ogni famiglia che si compone costituisce una nuova avventura ed è frutto di una scelta coraggiosa. C’è chi ci si riconosce e chi non ce la fa, e fugge”. Nel parterre di star nostrane che riprendono i loro vecchi personaggi, si fa notare la new-entry Vittoria Puccini, che sostituisce Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Giulia, la moglie di Carlo (Stefano Accorsi). “Il mio personaggio” – ha spiegato l’attrice – “presentava due difficoltà. Innanzitutto aveva delle scene altamente drammatiche in cui doveva esprimere emozioni forti. In questo sono stata molto aiutata da Gabriele, che mi ha spinto ad abbandonarmi completamente senza mai perdere di vista la credibilità. E poi c’era il fantasma di Giovanna Mezzogiorno, che aveva interpretato Giulia con grande bravura. Ho visto L’ultimo bacio almeno 15 volte, perché volevo che Giulia mi entrasse dentro, ma in maniera non cosciente. Volevo che mi arrivasse addosso la sua intensità senza che la paura e la responsabilità del confronto guastassero la mia interpretazione”.

Gli altri volti nuovi del film sono Adriano Giannini, che fa la parte del fidanzato di Giulia, e Valeria Bruni Tedeschi, che impersona una donna incontrata per caso dal personaggio di Giorgio Pasotti. “Ci si espone un po’ a interpretare un attore che è un cane” – ha scherzato Giannini. “Però mi sono preso una specie di rivincita, perché di solito gli attori sono accusati di una certa sterilità sentimentale, mentre Simone è un uomo responsabile che aiuta Giulia a crescere una figlia. Quanto a Gabriele Muccino, che il primo giorno mi stava con il fiato sul collo come un pitbull, lo trovo un regista capace di darti fiducia perché respira con te e con il personaggio”. “Quando mi sono ritrovata per la prima volta sul set” – ha detto la Bruni Tedeschi “mi sembrava di essere arrivata a una festa che era già cominciata. Di solito la cosa che mi spinge a fare un film è il regista. Avevo voglia di lavorare con Gabriele da molto tempo. E poi il personaggio di Adele, che vuole ricominciare nonostante il tradimento del marito, mi dava allegria e mi inteneriva”.

Anche se Baciami ancora è una vicenda corale, il personaggio più importante resta sempre il Carlo di Stefano Accorsi, che scopre di essere ancora innamorato di Giulia e di rivolerla disperatamente. “Bisogna riconoscere che Carlo riesce ad essere sincero, sia con se stesso che con gli altri. I personaggi di Gabriele Muccino sono incredibilmente vitali, stanno bene per 5 minuti e poi, per qualcosa di inaspettato, sono costretti a rimettersi in discussione. Succede anche a Carlo, che evolve e che comunque dimostra grande maturità nel rapporto che ha con la figlia”. L’attore, che si divide tra Francia e Italia, è stato contento di ritrovare i suoi compagni di set e il suo regista, che riesce sempre a risvegliarlo da momenti di torpore. E’ perfino affezionato a Carlo, di cui ammira la capacità di non cadere mai, continuando a correre nonostante gli ostacoli.

Più melò che commedia sentimentale, Baciami ancora ha dalla sua anche una certa comicità, scatenata involontariamente dal personaggio di Pierfrancesco Favino, che dimostrando machismo e durezza, alla fine risulta ridicolo e perciò tenero. “Anche a me è capitato spesso di essere ridicolo nelle mie storie d’amore. Davanti ai grandi sentimenti, tutti noi risultiamo goffi. E’ una cosa che Gabriele ha capito immediatamente, intuendo il potenziale di un personaggio da cui certo non ci si aspetta il salto mortale”. Della sua seconda esperienza con Muccino, Favino ha apprezzato il lavoro con una serie di attori che sono anche amici. “Quando ci siamo visti a cena la prima volta per parlare del film, ognuno era cresciuto, aveva fatto un percorso e si portava addosso quasi 10 anni di esperienza. Credo che questo sia positivo per il pubblico, perché anche gli spettatori potranno riflettere sui cambiamenti che loro stessi hanno attraversato”.

A proposito di cambiamenti, il più trasformato della brigata di Baciami ancora è l’Adriano di Giorgio Pasotti, che torna a Roma dopo diversi anni in giro per il mondo e 24 mesi in un carcere della Colombia. “Adriano parte dal punto più basso, allarga le braccia e ammette le proprie colpe con un’onestà che mi fa una grande tenerezza. La sua unica chance di felicità è il figlio e nel voler riprendere il suo ruolo di padre il personaggio fa uno scatto di maturità”. Pasotti non vedeva l’ora di lavorare nuovamente con Muccino. “Tutti noi volevamo scoprire come avremmo trovato dei personaggi a cui siamo visceralmente legati. Non considero Baciami ancora un sequel, ma un film con una vita propria. Anche noi siamo cambiati, alcuni hanno scoperto la paternità e la maternità, altri hanno fatto una brillante carriera, e poi c’è Gabriele, un Gabriele arricchito dall’esperienza americana, un regista diverso, forse più maturo perché meno desideroso di imporre il suo talento e più capace di mettersi al servizio della storia e di fidarsi del talento degli attori”.

Anche Sabrina Impacciatore, che fa la parte di Livia, la donna abbandonata da Adriano, ha notato qualche cambiamento nel suo regista. “Io credo” ha spiegato in maniera buffa e divertente – “Che Gabriele Muccino si sia in qualche modo riconciliato con il femminile. Ecco perché ha fatto pace anche con Livia, che ho sempre considerato una stronza integrale. Invece l’ho trovata migliorata, evoluta, e questo grazie alla maternità. Il problema è che la sua evoluzione riguarda solo la sfera familiare: come donna è rimasta la stessa e il rapporto assistenziale che ha con Paolo (Claudio Santamaria), che non riesce ad aiutare pienamente, ne è la dimostrazione”. Legatissima a L’ultimo bacio, che l’ha lanciata, la Impacciatore ha vissuto emozioni fortissime durante le riprese. “Ogni giorno arrivavo sul set carica di un bagaglio emotivo e a fine giornata ero sempre sorpresa da ciò che avevamo raggiunto”.

Se il personaggio di Pierfrancesco Favino dà un pizzico di allegria a Baciami ancora, la maschera tragica del film è senza dubbio Paolo, che Claudio Santamaria ha trasformato in un vinto che non riesce a trovare una collocazione nella società, nella famiglia e nella coppia. “Paolo è l’unico a subire una totale involuzione. Ha cercato il sogno e non l’ha trovato. Ora non ci crede più. Non sa gestirsi e non può essere aiutato perché non sa aiutarsi da solo. E’ stato bello tornare a questo personaggio e a un regista con cui ho sempre avuto l’impressione di lavorare come si fa a teatro. Gabriele cerca sempre di portarsi a casa un percorso completo. Vuole emozioni reali, non ti permette di nasconderti. Mai”.

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