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Oggetti di scena, un viaggio sentimentale su Disney+, la nostra intervista con l'autore Dan Lanigan

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Dan Lanigan nei documentari Oggetti di scena ricostruisce la storia di capolavori come Mary Poppins e Tron a partire dai "props" usati sul set.

Oggetti di scena, un viaggio sentimentale su Disney+, la nostra intervista con l'autore Dan Lanigan

Oggetti di scena, in originale Prop Culture, è una stagione di otto documentari in streaming, su Disney+ a partire dal 1° maggio: il suo ideatore, produttore e conduttore è il simpatico Dan Lanigan, un collezionista diventato film maker, a caccia di "props" e iconici oggetti dai set di capolavori Disney come Mary Poppins, Tron e Nightmare Before Christmas. Sono queste le tre puntate che abbiamo potuto vedere in anteprima, apprezzando il processo e i racconti allestiti da Dan: si parli della borsa di Mary Poppins, del frisbee di Tron o delle varie versioni di Jack Skellington, da questa evidenza fisica dell'immaginazione si risale alle persone dietro ai film. I documentari diventano così veri e propri "backstage a ritroso", dove una sincera commozione è naturalmente dietro l'angolo. Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Dan, e questa è la nostra intervista.

Oggetti di scena, Dan Lanigan e i viaggi sentimentali

La mia prima domanda è su di te: come ti consideri, sei più un collezionista o un film maker?

Una domanda difficile! Di certo ho cominciato come collezionista, lo sono sin da ragazzino, in un modo o nell'altro. Investo comunque nel collezionismo e nella produzione audiovisiva più o meno lo stesso tempo, nel corso della giornata. Anzi, giorno e notte: non smetto mai di fare ricerche su oggetti di scena, elaboro idee per nuove serie, scrivo... non saprei dire, è un 50 e 50. E' difficile per me distinguere tra le due cose, perché si fondono.

Come scegli il film su cui indagare? Basi la tua scelta solo sui tuoi sentimenti oppure consideri anche l'importanza storica del film?

Tornando un attimo indietro alla domanda precedente, sono arrivato al mondo dell'audiovisivo attraverso il collezionismo. Le due cose sono connesse. Quando ricerco i pezzi per schedarli, siccome questi film hanno significato tanto per me, i pezzi stessi sono importanti per il film tanto quanto lo sono per me. Se la storia è importante, se c'è un legame con qualcosa d'importante storicamente, vale anche quello: dev'esserci un po' di tutto per rendere una storia degna d'essere raccontata. Per alcuni di questi film è rimasta un sacco di roba, per altri meno, per esempio per Mary Poppins è stata dura. Per Narnia non è stato difficile, perché avevo un sacco di pezzi io stesso, come dico nell'episodio. Quello che conta è la combinazione di storie interessanti, persone interessanti, la rilevanza storica e se personalmente ritengo la cosa interessante. La cosa che conta davvero è che l'oggetto di scena è un veicolo che ti porta a una persona, per raccontare la storia. La persona alla fine risalta.

C'è un momento molto toccante nell'episodio su Mary Poppins, quando passi nel proiettore quel vecchio film 8mm. Non hai paura che quelle vecchie pellicole possano deteriorarsi? So per esperienza che sono molto delicate!

Eccome. Era un vecchio estratto di Mary Poppins su 8mm, venduto come segmento del film, comprato da mio padre, lo vedevamo tutti insieme. Era da tempo che non lo rivedevo, in effetti si è deteriorato nel tempo, i colori cambiano, ma era ancora in condizioni abbastanza buone da poter essere passato nel mio proiettore 8mm. Lo dovevo fare, per mostrare a mia figlia come vedevamo i film allora, prima che ci fosse lo streaming, ma prima pure del VHS. Vedevi così i film, nel seminterrato. Andavi al cinema, oppure vedevi un film a un'ora specifica alla tv, oppure rivedevi sezioni del film che mio padre proiettava per noi al piano di sotto.

Oggetti di scena, i grandi studi e l'importanza delle testimonianze

Per la tua esperienza, nel corso degli anni le major sono diventate più attente nel preservare gli oggetti di scena?

Sì, gli studi sono diventati più consapevoli, perché si rendono conto dell'importanza che questi pezzi hanno nel successo di questi film. Vendono ancora molta roba, ma non ne buttano più tanta. Hanno realizzato che quel legame, la magia che c'è in questi oggetti di scena, sono parte della storia e della magia. Negli anni Settanta, Ottanta e primi anni Novanta non era importante per loro, si gettava la roba in un magazzino, perché non serviva più. Poi hanno capito che la gente queste cose vuole vederle.

Pensi che l'uso crescente della CGI stia riducendo l'importanza degli oggetti di scena?

No, non lo penso, secondo me sta probabilmente riducendo l'uso di oggetti di scena in certi tipi di sequenze. Ma credo che un oggetto creato appositamente per essere ripreso abbia un potere: quando un attore lo usa, crede di essere il personaggio. Un esempio è nel nostro episodio su Pirati dei Caraibi, nella spada di Jack Sparrow ci sono così tanti dettagli, infusi in quegli oggetti da Tony Swatton e dal team, che non si noteranno mai nel film. Ma ci sono affinché Johnny Depp e gli altri attori credano di essere dei pirati. E se ci credono, ci crede anche il pubblico. I buoni oggetti di scena migliorano la performance degli attori. E i costumi ancora di più.

Oggetti di scena, le emozioni che rimangono

Pensando all'impatto emotivo delle tue retrospettive, qual è stata l'esperienza più toccante per te in questa serie?

Non saprei, ce ne sono tante. Dee Dee Wood [coreografa di Mary Poppins, ndr] mi ha colpito moltissimo, proprio stare lì seduto davanti a lei, e poi Karen Dotrice [Jane Banks, ndr]. E quando ho incontrato Danny Elfman, lui è stato fantastico. Poi Georgie, William e Anna da Narnia, erano così amichevoli e felici, li conoscevo da anni. Anche Steven Lisberger, che affrontò tutte le sfide di Tron: sedermi lì a parlare con lui è stato intenso. Ed è stato molto diretto con me. Ci sono tante storie splendide... e splendide persone.

Steven Lisberger mi ha veramente colpito, il vero visionario...

E ha affrontato lui stesso un bel viaggio emotivo, realizzando Tron. Per lui è stato come andare in guerra. Guardando indietro, lo vedi proprio che desiderava il film con tutto se stesso, anche se all'epoca non andò bene. Se è diventato una parte così importante della nostra cultura, è per la sua determinazione e la sua intelligenza. Presentargli quelle cose, fargli rivivere quei momenti, significa molto per lui... sapere che c'è gente come me, convinta del fatto che sapesse quello che faceva.

Ho trovato l'episodio su Tron affascinante, perché non ci aspetterebbero degli oggetti di scena così incantevoli per un film "virtuale", con una postproduzione così pesante. Cosa puoi dirmi dell'episodio su Tron?

Tron è un film molto interessante, specie se lo guardi da un punto di vista storico, perché oggi vedi un film così e pensi: "Ah sì, è in CGI", se non sai com'è stato fatto. Sì, ci fu della CGI in quel film, ma poca. La maggior parte fu una combinazione di oggetti di scena, ripresi in bianco e nero, e animazione bidimensionale, colorati per dare l'idea che fossero CGI. E c'erano un sacco di trucchi in ripresa, davvero tanti.

Oggetti di scena: le altre puntate e uno sguardo al futuro

Per me rintracciare personaggi e oggetti di scena dei film in stop-motion è entusiasmante! Hai per caso indagato su oggetti provenienti da Frankenweenie o James e la pesca gigante, per esempio?

Sì, non in questa stagione, ma speriamo di poterli coprire nelle future. Per Frankenweenie sarà un po' meno eccitante, perché la maggior parte di quei pezzi appartengono allo studio e al team di produzione. Per James e la pesca gigante invece è diverso, c'è un sacco di materiale in giro, io ho qualche pezzo da James, amo quel film, amo tutte le cose che ha fatto Henry Selick, anche quell'assurdo film Monkeybone.

Ora ho una domanda molto personale, perché ho capito che uno dei prossimi episodi è dedicato a Chi ha incastrato Roger Rabbit, che per la cronaca è il mio film preferito in assoluto, devo confessarlo.

Sono contento! Direi che è nella mia top five.

Siccome la cosa mi tocca molto, vorrei sapere qualcosa di più su questo episodio.

Abbiamo parlato con Charles Fleischer, che doppiava Roger Rabbit. E abbiamo parlato con Christopher Lloyd, ci siam fatti un "ammazza la vecchia" con Christopher Lloyd! Gli abbiamo fatto vedere il suo costume originale, per lui è stata un'emozione. Voleva rimetterselo, è ridiventato il giudice Morton rimettendosi il costume: l'emozione, la faccia, è stato pazzesco vedere la trasformazione. La cosa forte di Chris è che si era tenuto uno dei suoi bastoni, e lo vedi subito che solo tenendo in mano quel bastone, e mettendosi gli occhiali originali, diventa il personaggio, la recitazione del personaggio ha lì le sue radici. Gli oggetti di scena, i costumi sono importanti!



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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