SpongeBob - Amici in fuga: la recensione

05 novembre 2020
3 di 5

Il terzo lungometraggio d'animazione con protagonista il personaggio ideato da Stephen Hillenburg è disponibile in streaming su Netflix dal 5 novembre. Dopo David Hasselhoff e Antonio Banderas, tocca a Keanu Reeves fare un gustoso cammeo in carne e ossa nel film.

SpongeBob - Amici in fuga: la recensione

A Bikini Bottom la vita procede come al solito, tra l'incontenibile allegria di SpongeBob, la fame di denaro di Mr. Krab, la svagatezza di Patrick, il fastidio di Squiddi e i piani diabolici di Plankton.
Dalla un'altra parte del fondale marino, nella viziosa Città Perduta di Atlantic City, il vanitosissimo re dei mari Poseidone è in crisi: gli è venuta una ruga, e le sue lumache non producono più la bava necessaria alla sua routine di bellezza.
Ecco che allora Plankton, realizzato che il vero ostacolo al successo dei suoi piani è la sorridente spugna gialla, fa recapitare Gary a Poseidone, convinto - a ragione - che SpongeBob si metterà sulle sue tracce, lasciando Mr. Krab e il segreto dei Krabby Patty alla sua mercé.

È a quel punto che SpongeBob: Amici in fuga si tramuta in un rutilante e psichedelico road movie, con SpongeBob e Patrick in viaggio per ritrovare e riportare a casa Gary, tra deviazione oniriche nel West - dove incontreranno Keanu Reeves in versione mistico-messianica dentro un rotolacampo, ma anche Danny Trejo a capo di una banda di pirati-zombie in un saloon - e immersioni nel delirio del gioco d'azzardo a Atlantic City, alternate a flashback dove tutti ma proprio tutti - Squiddi compreso - torneranno con la memoria a quei campi estivi dell'infanzia nel corso dei quali SpongeBob è riuscito a farsi conoscere e amare dai suoi amici.

Non hanno fatto troppi sforzi per organizzare un intreccio troppo coerente, gli sceneggiatori del terzo film di SpongeBob. Di sicuro, da questo punto di vista, il film è un netto passo indietro rispetto al divertentissimo SpongeBob - Fuori dall'acqua, ma anche al primo SpongeBob - Il film che venne firmato dal creatore del personaggio, Stephen Hillenburg.
E però, in SpongeBob - Fuori dall'acqua la trama è - ancora più del solito - poco più di un pretesto, di un canovaccio gettato lì per tenere assieme una serie di scene che, come spesso accade parlando di questi personaggi, sono imprevedibili e bizzarre, e spesso si avvicinano con spericolato umorismo alla psichedelia.

Il ritmo non manca, l'azione non ha mai interruzioni, e la logica dei buoni sentimenti (l'amicizia, l'aiutarsi reciprocamente e perfino l'accettarsi per quel che si è, aspetto fisico compreso) non annacqua mai la follia squinternata e visionaria delle gag, il nonsense di situazioni e battute, l'allucinata cura dei dettagli che è amplificata da una costruzione interamente in CGI tridimensionale (ed è una prima volta, per SpongeBob).
Poi c'è Keanu Reeves dentro al cespuglio, certo, ma la forza del film rimane nelle mani dei personaggi storici della serie, con un Patrick scatenato e un Plankton che, dopo essere stato fatto a fettine e fritto, capirà che non c'è gusto a vincere senza uno come SpongeBob a rendergli, senza nemmeno accorgersene, il compito improbo.
Di fronte all'allegria coloratissima e psichedelica di SpongeBob - Amici in fuga perfino lo spettatore più prevenuto e musone, se sincero con sé stesso, sarà disposto ad ammettere, proprio come Squiddi, che, per quanto ci si possa sforzare di deterstarlo, a SpongeBob proprio non si può volere male.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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