Ralph Spacca Internet Recensione

Titolo originale: Ralph Breaks the Internet: Wreck-It Ralph 2

2

Ralph Spacca Internet: la recensione dell'indovinato sequel Disney

- Google+
Ralph Spacca Internet: la recensione dell'indovinato sequel Disney

Quando per un incidente il volante del suo arcade si rompe, Vanellope rischia di rimanere priva del videogioco in cui vive, Sugar Rush. Pur sereno nel suo cabinato, per aiutare la migliore amica, Ralph decide di accompagnarla in internet, usando le autostrade virtuali appena aperte con la connessione wifi. La missione è comprare in questo strano posto, "Ebay", un volante di ricambio per il videogioco vintage. Ma Ralph e Vanellope hanno idea di cosa li aspetta lì fuori? La loro amicizia reggerà?

Ammettiamo che, pur essendo videogiocatori da una vita, non siamo rimasti troppo entusiasti del primo Ralph Spaccatutto di sei anni fa. L'omaggio al mondo videoludico era solido, le citazioni erano anche indovinate, ma la storia di fondo ci sembrava una classica ricerca di identità, non troppo originale. Dopo il trionfo di Zootropolis, il regista Rich Moore torna sulla sua strana coppia di personaggi, in tandem con lo sceneggiatore Phil Johnston promosso coregista. Insieme alzano la posta, producendo un Ralph Spacca Internet che, nell'anno in cui Gli incredibili 2 della Pixar ci aveva già ricordato che un sequel può essere all'altezza del predecessore, ci ricorda ora che esiste un'altra ancor più rara possibilità: che un sequel possa essere migliore.

Il passaggio della coppia di amici dal mondo nerdico retrò dell'arcade alla contemporanea frenesia social diventa la rappresentazione dell'incontro di due epoche. Il tema di fondo è comunque la sopravvivenza dell'amicizia, di fronte alla necessità di cambiamento di uno degli amici, di per sè già un concetto non banale in film superficialmente considerati "per bambini". Nella prima opera non c'erano dubbi sul fatto che Ralph e Vanellope meritassero di essere accettati, qui invece il modo di mantenere in vita il loro legame, il dilemma, è più sfumato. La dolce malinconia dell'inevitabile evoluzione delle cose, nella quale si possono riconoscere non solo amici, ma anche fratelli, sorelle, genitori e figli, è un'area grigia che lascia allo spettatore l'ultima parola. Si può uscire dal cinema commossi, riflettendo.

Judy alla fine di Zootropolis sentenziava che la "vita è complicata", e non è facile nemmeno quella di Ralph e Vanellope, perché la loro crescita è resa esponenzialmente più complicata dal mondo che soffre di una soglia di attenzione bassissima. Qui il film decolla davvero: non si tratta solo di capire come proteggere un rapporto dal normale procedere dell'esistenza, bisogna pure capire come farlo immersi nel caos nevrotico dei social. Questo è un lungometraggio dei Walt Disney Animation Studios, che da poco hanno festeggiato i 90 anni del loro resiliente Topolino, quindi arrendersi non è un'opzione.
In un tilt metalinguistico che ci sembrava puro fanservice prima di capirne il contesto, è proprio l'universo Disney (delle principesse, nello specifico) che gli autori chiamano in causa per dar man forte alla ricerca di identità di Vanellope, principessa Disney problematica. Così facendo, Johnston e Moore, in puro spirito disneyano, vengono in aiuto del pubblico proponendo la fiaba come sostegno della vita. Walt non avrebbe capito nulla di quel che accade in internet, ma avrebbe approvato tutto, a partire dalla dolcezza e dalla semplicità di Ralph, che messo di fronte a prove sempre più difficili (cyberbullismo incluso!), incarna una bella crescita. La nostalgia non è più totalizzante e furbetta, come nel primo capitolo, ma è solo una parte di un mondo complesso, nel quale gli autori ci invitano a metter piede, chiedendoci di accettare il tempo che passa come parte della nostra identità, non come freddo fortino che ci isola da un mondo lontano divenuto incomprensibile.

Tutto questo è immerso in una tecnica raffinata e un gusto audiovisivo che se la giocano ormai alla pari con la sorella Pixar: l'esplosione di colori e tridimensionalità della CGI va a braccetto con un design dei personaggi secondari memore dell'animazione 2D americana degli anni Cinquanta e Sessanta, caricaturale, immediata, simpatica ed espressiva.
La maturità di Ralph Spacca Internet è nel delineare un'immagine della rete non come un paradiso o male assoluto. E' solo un contesto nuovo in cui deve muoversi ciò che è eterno: amicizia, frustrazione, ambizione, crescita. In cui devono combattere tutti: chi ha più anni sulle spalle e chi è molto giovane, chi è debole e chi è forte. Nelle sfide epocali, farsi accompagnare da un classico Disney, da ottant'anni a questa parte, non fa mai male.

Ralph Spacca Internet
La nostra video recensione del Film - HD
4


Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Lascia un Commento