Prima di domani: recensione del teen movie in cui è sempre oggi

14 luglio 2017
3.5 di 5
10

Un Ricomincio da capo in versione drammatica e cupa che ci restituisce un ritratto doloroso degli adolescenti di oggi.

Prima di domani: recensione del teen movie in cui è sempre oggi

In quel capolavoro di sceneggiatura, regia e recitazione che era Ricomincio da capo, un personaggio piuttosto antipatico si ritrovava a vivere quasi in eterno la stessa banale giornata, il "groundhog day", nel quale un’inespressiva marmotta di nome Fred "stabiliva" se la primavera dovesse cominciare o meno: era il 1992 e il regista Harold Ramis risentiva della benefica influenza di un decennio attraversato da must della risata come Una poltrona per due o lo stesso Ghostbusters (da lui scritto). Passati venticinque anni, ecco che il "giochetto" si ripete (anche se nel frattempo il cinema ha sfruttato spesso la formula della reiterazione temporale), ed ecco che al posto del metereologo Phil Connors - sarcastico e insensibile - arriva la "mean girl" Samantha Kingston detta Sam, a cui tocca un destino ben più inquietante: rivivere all’infinito le sue ultime 24 ore.

Già questo macabro particolare, che rimanda alle ghost-story di anime sospese in dimensioni "intermedie", stabilisce il tono di Prima di domani, che non scende mai a compromessi con il divertimento (sia esso raffinato o pecoreccio) per compiere un viaggio mostruosamente cupo nei tormenti dell’adolescenza, età disgraziata durante la quale l’approvazione generale e la popolarità passano attraverso la prevaricazione, il bullismo e  l’appartenenza a un'élite,  e in cui - almeno nell’America di oggi - i genitori sono un po’ ottusi e il suicidio può costituire un ottimo rimedio all’infelicità.

Quasi in risposta alle teen-comedy in cui "geek è bello", il super-dramma che Ry Russo-Young ha tratto dal best-seller per giovani adulti "E finalmente ti dirò addio" rifiuta insomma l’ottimismo, ed è bello e autentico proprio perché disperato e perché tristissimo come la il paesaggio nordico invernale in cui è ambientato, e maledetto quanto le fragili e insignificanti esistenze della matta e della lesbica della scuola, che nel Giorno di Cupido non ricevono nemmeno una rosa. Un simile pessimismo, in un film per e con ragazzi, colpisce e stupisce, insieme all’idea che il liceo di Sam non possa essere altro che un’arena per giovani corridori zoppi. Ma, a ben guardare, una speranza c’è nello sberleffo che la regista si concede di fare alla morte, c’è una piccola fiammella da seguire strizzando gli occhi nell’oscurità: è la ricerca di un’identità, di un modus vivendi non necessariamente buonista e controcorrente, ma lontano dalle logiche sbagliate del gruppo e confortante perché imperfetto e tuttavia teso all’ascolto delle persone "invisibili". "Diventa quello che sei" si legge più volte su un foglio di carta appeso in una stanza ed è a questa autenticità, a questa aderenza al proprio io più profondo che ognuno dovrebbe aspirare prima di smettere per sempre di respirare.

Morbido nelle atmosfere e nelle performance dei giovani attori (con una Zoey Deutch certamente in parte anche se un po’ grandicella per interpretare una teen-ager), Prima di domani non disdegna sfumature horror (citando in qualche modo Carrie, Lo sguardo di Satana) e presta grande attenzione alla "confezione": a quelle foreste che somigliano ai boschi di Twin Peaks in cui si consumano incidenti, per esempio, e a quelle montagne immobili e immutabili come la lotta di Sam, spesso illuminata da un bagliore fioco, livido. Attento a tanta perfezione formale, il film si macchia di una piccola dimenticanza: i personaggi secondari, che restano quasi tutti in superficie. Inoltre, non sfrutta a pieno l’escamotage narrativo del tempo ciclico, partendo troppo lentamente, poi accelerando bruscamente e soprattutto non concedendosi il piacere di infinite piccole variazioni sul tema prima dell’avvento del gran finale, che però funziona, non deludendo le aspettative di chi vuole scoprire se l’adolescente che rischia di saltare la sua prima volta uscirà miracolosamente dal limbo.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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