Lasciami andare: recensione del thriller di Stefano Mordini con Stefano Accorsi e Valeria Golino che ha chiuso Venezia 77

07 ottobre 2020
2.5 di 5
10

Un nuovo thriller per Stefano Mordini, Lasciami andare, che questa ha delle venature soprannaturali ed è ambientato a Venezia. Nel cast Stefano Accorsi, Valeria Golino, Maya Sansa e Serena Rossi. Presentato in chiusura del Festival di Venezia 2020.

Lasciami andare: recensione del thriller di Stefano Mordini con Stefano Accorsi e Valeria Golino che ha chiuso Venezia 77

Dopo una variazione sul delitto della camera chiusa, un whodunit classico come Il testimone invisibile, Stefano Mordini si conferma uno dei pochi autori italiani interessati al thriller - eppure così amato dai lettori italiani - con Lasciami andare, questa volta con venature soprannaturali. In entrambi i casi ha preso spunto da soggetti ambientati altrove, nel primo caso in Spagna, in questo caso in America, dal romanzo di esordio di Christopher Coake, Sei tornato, pubblicato in Italia da Guanda.

Un lavoro di localizzazione, se così possiamo definirlo, molto accurato, in cui i luoghi hanno una predominanza centrale, allo stesso tempo specchio e spauracchio per i protagonisti. Particolarmente azzeccata è l’idea di ambientare questa storia a Venezia, con tutto il peso del suo immaginario decadente e costantemente in bilico, alimentato ancor di più dall’inedita ondata di acqua alta che l’ha sconvolta lo scorso autunno, proprio durante le riprese del film.

Marco (Stefano Accorsi) è un perfetto abitante della città lagunare, porta sulle spalle il peso del (suo) mondo, è un ingegnere specializzato nel mettere in sicurezza palazzi pericolanti, come se non gli bastasse il personale peso da portarsi dietro, l’elaborazione del lutto più terribile: la morte di un figlio ancora bambino. Sono passati anni, lo troviamo apparentemente sereno, fidanzato con la dolce cantante Anita (Serena Rossi). Scoprono di aspettare un figlio, e proprio mentre Marco decide di dirlo all’ex moglie Clara (Maya Sansa), ormai divisi dall’impossibilità di superare la tragedia come coppia, lo contatta insistentemente una donna ambigua, Perla (Valeria Golino). È la nuova inquilina della casa in cui abitavano fino all’incidente, sostiene con forza di sentire la presenza fantasmatica del bambino, che in particolare sconvolge la quotidianità di suo figlio.

Il passato ritorna a farsi vivo, o almeno presenza, in un classico scontro fra la razionalità di un uomo di numeri e pochi fronzoli e una realtà che sembra andare in direzioni opposte, facendolo vacillare, anche condizionato da Clara, incapace di ricostruirsi una dimensione quotidiana e sconvolta ancora di più da questa inattesa evoluzione nella sua elaborazione del lutto. Un territorio poco consueto per il nostro cinema, quello del thriller soprannaturale, che Mordini affronta mantenendo al centro il tormento interiore del protagonista e una Venezia livida, indifferente nella solenne staticità di chi le ha viste tutte, appena sfiorata da questa irruzione di pulsioni irrazionali. Su tutto aleggia una speranza disperata, sentimento fra i più crudeli, se mal riposto.

Se l’atmosfera convince, così come una confezione di livello, è la storia a progredire con un ritmo fin troppo monocorde, senza sani sconvolgimenti narrativi, anche nei rapporti fra i protagonisti, senza qualche onda di marea e di acqua alta capace di tramutare l’interesse di noi spettatori in pieno coinvolgimento, in quel movimento a disagio sulla poltrona del cinema che i thriller in piena forma sanno provocare. 

Lasciami andare
Il Trailer Ufficiale del Film - HD


  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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