Avatar: La via dell'acqua, la recensione dell'ambizioso sequel di James Cameron

14 dicembre 2022
3.5 di 5
86

A tredici anni di distanza dal primo Avatar, James Cameron prova ad alzare la posta con Avatar: La via dell'acqua. Cosa significa realizzare un Avatar 2? Proviamo a capirlo nella nostra recensione.

Avatar: La via dell'acqua, la recensione dell'ambizioso sequel di James Cameron

A tredici anni di distanza da un film che ha segnato la storia del cinema, in maniera incontrovertibile almeno dal punto di vista economico, la sfida in questo a lungo rimandato sequel da parte di James Cameron è nel ribadirne la forza appunto cinematografica. Il che, nell'epoca post-pandemica e in una ripresa difficoltosa della sala, più o meno ripida a seconda delle zone del mondo, non è una passeggiata: è interessante perciò a nostro parere isolare ed evidenziare l'essenza dell'esperienza in sala nella proposta di Cameron e dei 20th Century Studios / Disney (ex-20th Century Fox). Perché Avatar 2 si sarebbe comunque trovato a incarnarla simbolicamente, venendo da un precedente così clamoroso, però a maggior ragione la incarna oggi.

Dal punto di vista tecnico, incredibilmente, Avatar: La via dell'acqua riesce a dire qualcosa di forte nonostante sulla carta non presenti nulla di nuovo: la performance capture in un decennio ha fatto passi da gigante, e il sostegno della Weta (coadiuvata da altre case come l'Industrial Light & Magic), sotto la guida del veterano Joe Letteri, potenzia nel dettaglio quello che già in Avatar fu recepito come un punto di riferimento dell'illusione d'alta scuola. Tra personaggi digitali "interpretati a distanza", ambienti ed effetti fisici ricreati in CGI con una cura tale da rendere la realtà obsoleta, Avatar 2 al massimo delude quando vedi comparire un vero, banale essere umano. Battute a parte, crediamo che sia di grande interesse l'uso discriminante dell'high frame rate, della ripresa in questo caso a 48fps, affiancati agli usuali 24.
È stato scritto più volte che l'high frame rate serve al meglio l'azione, mentre siamo più abituati ai 24 quando si tratta di assistere a normali scene di dialogo: qui Cameron dribbla gli esperimenti di Peter Jackson o Ang Lee, perché passa dai 24 ai 48 quando lo ritiene opportuno, dominando quindi l'innovazione tecnica e non subendola. Oltretutto sembra evitare anche quella citata distinzione, perché durante la proiezione capita di notare l'uso dell'high frame rate anche in sequenze che non necessariamente hanno movimenti di macchina veloci, ma che ne beneficiano per una sensazione di presenza. Certo, torna il 3D nei cinema che lo garantiscono, ma è la combinazione di HFR e 3D ad affascinare, specialmente nelle scene sottomarine o a pelo d'acqua, oltre che naturalmente nei combattimenti.
Questo è cinema: nella tecnica e nell'uso della tecnica, perché è difficile riprodurre a casa propria questo spettacolo, e in ogni caso qui si è investito in mezzi espressivi che rendono meglio in sala. Leggi anche Gemini Man e i 60 fotogrammi al secondo: breve storia dell'High Frame Rate

Avatar: La via dell'acqua però, uscendo nel 2022, è cinema anche dal punto di vista concettuale. Lo spettacolo dei blockbuster attuali segue la strategia dello "universe" divenuta molto cara alle major, che la spolpano in un tessuto complesso di uscite (si vedano le fasi marveliane), tirando anche l'acqua al mulino delle varie piattaforme di streaming, oltre che della sala. Ecco, non sappiamo cos'accadrà al mondo di Avatar in futuro, ora che la transizione in casa Disney è completa e c'è pur sempre Disney+ da alimentare, però fino a questo Avatar 2... Jim Cameron quasi commuove: rispetta il tempo dello spettatore molto di più di quelle altre operazioni. Qualcuno sorriderà magari pensando alla durata della Via dell'acqua, tre gargantuesche ore e quindici minuti, però attenti al quadro generale: per godere dell'esperienza Avatar finora, emotivamente, bastano quindi 162 più 195 minuti. "Bastano" sei ore e mezza in totale, e per un ripasso prima di Avatar 2 solo le due ore e quaranta del capitolo precedente! Pensate a quanto tempo vi è necessario ormai per sentirvi "parte" del Marvel Cinematic Universe o dello Star Wars cinetelevisivo, a quante cose dovete vedere per emozionarvi sul serio per quello che avete di fronte. Il mondo di Avatar, i suoi personaggi, vogliono reggersi da sé... e il prossimo appuntamento è nel 2024. Ultimamente Top Gun Maverick ha rappresentato lo stesso approccio vecchio stile all'intrattenimento da blockbuster: la creazione di un evento rituale vissuto come tale dagli stessi autori, non un appuntamento che non si può mancare per completismo e solo per rimanere al passo. Qui ci si permette persino il rischio di sacrificare qualche elemento della storia che si è appena creato, nel respiro di un singolo film.

Per queste due ragioni, Avatar: La via dell'acqua ci è apparso un raro esempio di cinema puro ad alto budget, ma c'è un risvolto della medaglia: la valutazione positiva è legata all'usufruire di questo spettacolo appunto in sala. Se rimanderete la visione allo streaming, a una serata casalinga, potete virtualmente ridurre le stelle che vedete in alto a destra. Perché, al di là di questa sua potente identità, Avatar 2 non spicca per qualità particolari di racconto: il copione, scritto da Cameron, Rick Jaffa e Amanda Silver, sostanzialmente usa la stessa struttura narrativa del primo capitolo, spalmandola sulla prole di Jake e quindi ramificando la vicenda su più protagonisti, rimasticando gli stessi temi, fingendo di cambiare il cattivo e cambiando ambientazione, passando da montagne e foreste all'oceano (l'affinità di Cameron per l'elemento acqua è notoria, e si chiude un occhio sulla retorica della preghiera al mare, perché sappiamo che lui, proprio lui, ci crede sul serio). La coralità non ci è sembrato però che a conti fatti abbia arricchito più di tanto la narrazione qualitativamente, e com'è naturale in più di tre ore qualche lungaggine non manca. Lo spettacolo sul grande schermo compensa? Certo, ma questo è il miracolo e insieme il limite dell'ultima impresa di James Cameron.    



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento