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Tutti i soldi del mondo: gli scandali e la tragica storia vera del rapimento Getty raccontata dal film di Ridley Scott

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Nel 2018 arriva al cinema Tutti i soldi del mondo, film sulla vicenda ancora dolorosa e incredibile del rapimento Getty, in cui Ridley Scott cambia prima dell'uscita il protagonista da Kevin Spacey a Christopher Plummer.

Tutti i soldi del mondo: gli scandali e la tragica storia vera del rapimento Getty raccontata dal film di Ridley Scott

Il 4 gennaio 2018 usciva nei cinema italiani Tutti i soldi del mondo, un film di Ridley Scott che ha fatto parlare parecchio di sé già prima dell'uscita, soprattutto per i fatti che vi racconteremo. Interpretato da Mark Wahlberg, Christopher Plummer, Charlie Plummer (nessuna parentela tra gli attori) e Michelle Williams, il film racconta la vera storia del rapimento in Italia, nel 1973, del nipote del miliardario americano J. Paul Getty, un evento di cronaca criminale che riempì a lungo le pagine dei giornali e fece molto scalpore, per le modalità del sequestro e l'apparente indifferenza del nonno a riavere vivo e intero il nipote scapestrato. Come tutte le storie di dinastie del denaro, quella storia terribile è stato argomento anche di libri, tra cui "Painfully Rich: The Outrageous Fortune and Misfortunes of the Heirs of J. Paul Getty”, dell’inglese John Pearson, pubblicato nel 1995, da cui è tratto il film.

Tutti i soldi del mondo - lo scandalo Kevin Spacey

Il film di Scott sulla vicenda Getty esce in sala con ritardo rispetto ai tempi previsti. Il motivo è la "damnatio memoriae" scatenata contro l’attore Kevin Spacey, accusato poco prima dell'uscita del film di molestie sessuali. Prima ancora di sapere come sono andate le cose in tribunale, il mondo del cinema, travolto a ottobre dallo scandalo Harvey Weinstein, prende immediatamente le distanze dal grande attore. Il primo a farlo è proprio Ridley Scott, che decide di scegliere un nuovo attore per il ruolo dell’anziano miliardario J. Paul Getty, interpretato appunto da Kevin Spacey. Al di là della scelta discutibile, alla fine la presenza di Christopher Plummer - che ottiene la sua terza nomination all’Oscar per il ruolo - giova al film. All’epoca del rapimento il protagonista della storia aveva 80 anni: Spacey, 58, aveva dovuto essere pesantemente invecchiato con un trucco poco convincente. Plummer ne ha invece 88, portati benissimo, e ha il vantaggio di avere conosciuto anche l’uomo che deve interpretare, durante alcune feste londinesi negli anni Sessanta. Ha appena due settimane di tempo per memorizzare le battute, ma, essendo stato in precedenza considerato per il ruolo, ha già letto il copione e questo lo aiuta. Le nuove riprese - in tutto 22 scene - richiedono otto giorni e costano 10 milioni che si aggiungono al budget del film. Michelle Williams e Mark Wahlberg devono tornare a Roma sul set, il Giorno del ringraziamento del 2017, per rigirare le scene con Plummer al posto di Spacey. Nel frattempo, Wahlberg era dimagrito per un nuovo film e il reparto costumi ha dovuto tener conto di questi cambiamenti. Secondo Scott, che è l’unico ad aver visto entrambe le performance, quello di Spacey era un Getty più freddo e anaffettivo, mentre Plummer conferisce al ruolo maggior calore, per quanto resti fermo nel rifiuto di pagare il riscatto per il nipote. La parte di J. Paul Getty nella miniserie Trust: Il rapimento Getty, diretta da Danny Boyle, nello stesso anno è interpretata da Donald Sutherland, altro celebre attore canadese, come Plummer, in un ritratto impietoso che rispecchia più fedelmente quanto si sa in merito allo spietato patriarca. La prima scelta di Ridley Scott era caduta invece su Jack Nicholson, ma l’attore, ormai ritiratosi dalle scene, non accettò.

Tutti i soldi del mondo: Il rapimento Getty, una vicenda terribile e uno scandalo internazionale

Il film di Ridley Scott racconta abbastanza fedelmente come andarono le cose in quella torrida estate romana del 1973, quando l’Italia viveva sotto l’incubo dei sequestri della cosiddetta anonima sarda e della ‘ndrangheta calabrese, responsabile del rapimento di John Paul Getty III, conosciuto come Paul, nipote del magnate. Interpretato da Mark Wahlberg nel film, John Paul Getty Jr., padre del giovane rapito, era il terzo dei cinque figli di Jean Paul Getty, meglio conosciuto come J. Paul Getty, fondatore della Getty Oil e all'epoca l'uomo più ricco del mondo, grazie al petrolio. Il padre del ragazzo rapito era stato responsabile in Italia della divisione locale della compagnia petrolifera e il figlio aveva praticamente vissuto a Roma tutta l’infanzia. Quando i genitori divorziarono, Getty Jr. sposò l’attrice e modella Talitha Pol, vivendo per lo più in Inghilterra e in Marocco e adottando uno stile di vita hippy. Il figlio rimase in Italia con la madre Gal (nel film Michelle Williams), che lo iscrisse alla St. George’s British International Film School, da cui venne espulso. La matrigna morì a Roma per un’overdose di eroina nel 1971 e il padre, accusato di possesso di droga, si era rifugiato in Gran Bretagna. Il giovane Paul rimase solo a Roma, adottando uno stile di vita bohemien, dormendo in appartamenti occupati, partecipando a manifestazioni e frequentando locali notturni. Essendo dotato di talento artistico, vendeva gioielli di sua creazione, quadri e fumetti, e spesso appariva come comparsa nei film girati a Cinecittà. Un mese dopo il suo rapimento, nell’agosto del 1973, apparve nudo sulla copertina di Playmen.

Giovanissimo e stravagante, Paul divenne una facile vittima della delinquenza. Venne rapito a Piazza Farnese a Roma alle 3 di notte del 10 luglio 1973, quando aveva appena 16 anni. Fu tenuto in prigionia in una grotta in Calabria e i rapitori chiesero un riscatto di 17 milioni di dollari (equivalenti ad almeno 100 di ora). La famiglia sospettò inizialmente dell’autenticità della richiesta e quando i soldi vennero richiesti al potentissimo e ricchissimo nonno, lui rifiutò di darli. I rapitori mandarono una seconda lettera, che arrivò in ritardo ai genitori per uno sciopero delle poste italiane. Nel frattempo i brutali rapitori trattavano Paul sempre peggio, sottoponendolo a continue torture psicologiche. Nel novembre del 1973, alla redazione del quotidiano Il Messaggero arrivò una busta con un macabro contenuto: l’orecchio destro e una ciocca di capelli del giovane rapito e la promessa che – se la famiglia avesse continuato a ignorare la richiesta di un riscatto – Paul sarebbe stato restituito a pezzettini. La ferita si infettò e il ragazzo contrasse anche una polmonite, curata con la pennicillina a cui era allergico. Per potersi riscaldare, venne inoltre costretto a bere notevoli quantità di alcool che provocarono gravi danni alla sua salute. Dopo i contatti con la famiglia, le richieste dei rapitori scesero a 3 milioni di dollari, di cui il nonno pagò 2 milioni e 200.000 dollari (massima cifra deducibile dalle tasse), e prestò al padre il resto della somma con un interesse del 4%. Dopo il suo lungo calvario, Paul venne rilasciato sull’autostrada Salerno - Reggio Calabria, alla stazione di servizio di Lauria in Basilicata, il 15 dicembre 1973, giorno dell’ottantunesimo compleanno del nonno. Tre anni dopo il processo si concluse con alcune condanne non risolutive. I soldi del riscatto, mai ritrovati, sono finiti sicuramente nelle casse della n’drangheta. Quando Paul, su suggerimento della madre, chiamò il nonno per ringraziarlo, l’imperscrutabile miliardario rifiutò di parlargli al telefono.

Paul Getty dopo la fine dell'incubo

La vicenda Getty venne seguita con morbosa curiosità dagli italiani sulla stampa e in televisione. Un’esperienza così traumatica lascia tratti incancellabili sulla psiche e sul fisico di una persona tanto giovane e Paul Getty ne pagò le conseguenze con la dipendenza da alcool e droghe. L’orecchio mozzato gli venne parzialmente ricostruito con un’operazione. A soli 18 anni, nel 1975, sposò la sua compagna tedesca, incinta, e venne contemporaneamente diseredato. Suo figlio è Paul Balthazar Getty, che diventerà attore, lavorerà anche con Ridley Scott nel film L’Albatross e apparirà in Strade perdute di David Lynch, Assassini nati di Oliver Stone e altri film e serie tv. J. Paul Getty, con cui Paul non avrà mai più rapporti, muore il 6 giugno 1976 all'età di 83 anni. Quanto a Paul, Wim Wenders gli offre un ruolo in Lo stato delle cose e pensa di utilizzarlo nuovamente, ma un anno prima dell'uscita del film un ictus dovuto a un’overdose di varie sostanze colpisce quest’uomo sventurato lasciandolo paralizzato e quasi cieco. La storia di Paul Getty, l'ex ragazzo creativo e spensierato, la pecora nera di una famiglia che ha tutto il denaro del mondo ma non abbastanza cuore, e a cui la vita non ha proprio voluto bene, finisce il 5 febbraio 2011, quando muore dopo una lunga malattia in Inghilterra, nella tenuta del padre, a soli 54 anni.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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