Spider-Man: Un nuovo universo, la nostra intervista alla mamma di Miles Morales, la disegnatrice Sara Pichelli

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Spider-Man: Un nuovo universo, la nostra intervista alla mamma di Miles Morales, la disegnatrice Sara Pichelli

In occasione dell'uscita il 25 dicembre di Spider-Man: Un nuovo universo, abbiamo incontrato a Roma Sara Pichelli, disegnatrice italiana (marchigiana, per essere precisi), accolta nella scuderia Marvel nel 2008. E' lei che, su testi dello sceneggiatore Brian Michael Bendis, ha creato nel 2011 Miles Morales, lo Spider-Man alternativo, nero e più giovane di Peter Parker, protagonista anche del film di animazione targato Sony Pictures Animation.

Ecco la descrizione che Sara ci fa di Miles: "E' un nuovo Spider-Man che nasce in una realtà parallela all'universo regolare Marvel, ma che con la fine di quest'universo entra alla fine nell'universo regolare e diventa lo Spider-Man ufficiale."
Sara ci spiega che, prima dell'operazione-Morales, disegnava già per la testata Ultimate Spider-Man su Peter Parker. "Volevano lavorare non tanto su un rilancio, ma proprio sul lancio di un nuovo personaggio. Mi hanno chiesto: vuoi uccidere Peter Parker? Che responsabilità!" Sara aggiunge che la creazione grafica di Morales e dei personaggi secondari è proceduta nel solito modo, di pari passo con la sceneggiatura, lavorando a partire da note passategli dagli editor Marvel e dallo sceneggiatore.

"Miles è completamente diverso da Peter Parker" - ci spiega Sara - "E' un ragazzo di Brooklyn, più piccolo. Nel primo numero aveva 13 anni. Non è super-secchione, non è super-intelligente, non ha una lira ed entra nella scuola superfiga con una lotteria. Si trova spaesato. Le origini della sua famiglia sono molto umili. Ma soprattutto: c'è già uno Spider-Man, è una cosa strana perché lui pensa: ok, ho questo potere, ma c'è già qualcuno che lo usa! Dove sarebbe la mia responsabilità? Questo conflitto interiore è un elemento nuovo."

Come reagisce, da artista classica, alla CGI molto stilizzata e particolare dell'adattamento cinematografico? "Per me qui la contaminazione tra 3D e 2D è perfetta, ed è quasi metalinguistica, ci sono delle formule da fumetto integrate benissimo. Per me questa tecnica mista rende il risultato meno freddo. Non c'è quel fotorealismo un po' infelice in cui pensi: non è reale, ma non è nemmeno stilizzato, quindi alle volte ti sembra un po' inquietante, stile il Leone di Narnia."
Non possiamo fare a meno di notare come questo omaggio visivo al fumetto arrivi poco dopo la morte del mitico Stan Lee. Sara Pichelli sintetizza bene i suoi sentimenti: "E' vero, è una coincidenza bella ma anche un po' triste."



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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