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Michael Rooker si riunisce con John McNaughton quasi 40 anni dopo Henry, pioggia di sangue!

Quello che molti fan speravano, si realizzerà: John McNaughton dirigerà di nuovo Michael Rooker, 40 anni dopo Henry, pioggia di sangue, nel film Road Rage.

Michael Rooker si riunisce con John McNaughton quasi 40 anni dopo Henry, pioggia di sangue!

Ecco una notizia che molti fan dell'horror e di Henry, pioggia di sangue, auspicavano: ben 36 anni dopo l'horror che vide il debutto al cinema di Michael Rooker e del regista di documentari John McNaughton, lo storico duo si riunirà per un nuovo film, Road Rage.

Michael Rooker e John McNaughton, una reunion a lungo attesa

Il film che finalmente riunirà Michael Rooker e John McNaughton si intitola Road Rage e promette di lasciare il segno ancora una volta. La storia viene infatti descritta come un incrocio tra Dexter e i film di giustizia privata degli anni Settanta (sul genere figli e figliastri del capostipite Il giustiziere della notte, per intendersi) e avrà ancora al centro le imprese di un serial killer che sceglie le sue vittime tra il peggio del peggio della razza umana. Sulla trama si sa poco, ma di sicuro c'è da aspettarsi di tutto. Secondo le parole del produttore Tim Perell:

John McNaughton e Michael Rooker hanno di nuovo l'obiettivo di creare un film trasgressivo e scioccante sotto il segno dell'avanguardia artistica e di genere. Come Henry era in anticipo sui tempi, così Road Rage lo sarà sui nostri: una riflessione al tempo stesso inquietante e liberatoria sulla cultura americana contemporanea.

Le premesse sono sicuramente ottime, ma i tempi sono molto cambiati e se già Henry, pioggia di sangue ebbe da noi una distribuzione estiva un po' alla chetichella, chissà se Road Rage in un'epoca molto più restrittiva riuscirà ad arrivare sul grande schermo. Un dubbio che è legittimo porsi, visto che Crimes of the Future di David Cronenberg aspetta ancora una distribuzione italiana. Comunque i produttori di Road Rage, Process Media, hanno intenzione di sviluppare anche un videogame basato sul film.

Henry, pioggia di sangue: perché è così importante

I cosiddetti Millennials conoscono probabilmente Michael Rooker per le sue interpretazioni nei film di James Gunn, lo Yondu dei Guardiani della Galassia e la serie The Walking Dead. Ma per chi, per motivi di età, come chi scrive, l'ha visto per la prima volta esplodere magro e trentenne sul grande schermo nel sanguinoso ruolo di Henry (personaggio liberamente ispirato alla storia di Henry Lee Lucas, considerato a lungo il più prolifico serial killer americano, finché poi non si scoprì che quasi niente di quel che raccontava era accaduto: consigliatissimo su Netflix The Confession Killer), il suo fu un debutto davvero sconvolgente. In Italia Henry, Portrait of a Serial Killer, ribattezzato Henry, pioggia di sangue, arrivò nel 1990, poco dopo l'uscita americana. Per la sua violenza infatti il film arrivò al cinema dopo un lungo percorso nei festival: venivano richiesti continui tagli ma in generale l'atmosfera ossessiva e malsana che si respirava durante la visione scoraggiava i distributori. Il passaparola e l'attesa crescenti verso quel film "maledetto" resero spasmodica l'attesa della visione da parte degli appassionati. Quell'estate ebbi occasione di intervistare John McNaughton a quel festival meraviglioso che era il MystFest di Cattolica, dove l'aveva accompagnato nella sua anteprima italiana. Tra le altre cose mi disse che mentre cercava un'idea per un horror exploitation a basso costo con cui debuttare nel cinema di finzione, si era imbattuto in una puntata del programma televisivo 20/20, che raccontava la storia - al tempo presunta vera - di Henry Lee Lucas e del suo partner in crime Ottis Toole (nel film interpretato in modo splendido da Tom Towles). "Se questo spaventa me", ci disse, "figuriamoci il pubblico".

Da questa idea nacque in modo totalmente indipendente Henry, storia di due feroci vagabondi che viaggiano in coppia attraverso l'America, lasciandosi dietro una scia di morte e distruzione insensata. Quello che colpì, all'epoca, fu l'assoluta mancanza di redenzione di qualsiasi tipo, l'estrema crudeltà e il realismo della storia (l'esperienza documentaristica di McNaughton gli tornò molto utile in questo). Come noto, Nanni Moretti in Caro Diario prese a bersaglio una critica estremamente positiva per denigrare il film stesso, che invece resta un vero, impressionante caposaldo del cinema horror realistico. Anni dopo ritrovammo John McNaughton a Torino per un altro film bellissimo, Crocevia della morte, con Luke Perry. Poi, mentre Michael Rooker è diventato uno dei caratteristi americani più indaffarati (136 crediti all'attivo finora, forse di più), McNaughton, autore al cinema de Lo sbirro, il boss e la bionda, Sex Crimes, Speaking of Sex, si è dedicato alle regie televisive di serie e tv movie. Capirete perché è forte l'emozione all'idea di ritrovarli insieme, a così tanti anni di distanza, in un'altra fase della loro vita e in un altro mondo, e vedere cosa riusciranno a regalarci.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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