News Cinema

La libertà di un sentimento: intervista con Juliette Binoche che presenta Incroci sentimentali

È uscito nelle sale Incroci sentimentali il nuovo film diretto da Claire Denis con Juliette Binoche che recita per la prima volta con Vincent Lindon. Un rapporto non facile, come ci spiega l’attrice francese in questa intervista.

La libertà di un sentimento: intervista con Juliette Binoche che presenta Incroci sentimentali

La banalità non fa per lei. Juliette Binoche vuole vedere in faccia le persone che la intervistano, anche via zoom, non risponde in maniera preconfezionata e se ritiene che Vincent Lindon sia “un partner molto differente da me, non è stato facile”, lo dice con onestà. I due hanno infatti per la prima volta diviso un set nel nuovo film di Claire Denis, Incroci sentimentali, vincitore dell’orso d’argento per la miglior regia alla scorsa Berlinale e uscito nelle sale italiane, distribuito da Europictures.

La coppia, Sara e Jean, al fianco di Grégoire Colin, sono protagonisti di un triangolo amoroso tra una donna, il suo compagno e l’ex socio di lui che un tempo è stato amante di lei. Il ritorno improvviso dell’uomo condizionerà inevitabilmente le scelte di lui, oltre al quieto vivere domestico e turberà l’animo della donna. Si tratta dell’adattamento del romanzo Un tournant de la vie (ancora inedito in Italia) di Christine Angot, anche autrice della sceneggiatura assieme alla regista.

Così descrive il suo approccio al suo personaggio, Sara, Juliette Binoche durante un incontro via zoom con alcuni giornalisti italiani. “Cerco sempre di partire da un posto interiore. Il legame è dato da quello che rivela in me il personaggio, da come la mia sensibilità traspare in un ruolo del genere. Avere già lavorato con lei e Christine (in L’amore secondo Isabelle) mi ha dato voglia subito di partire con questa avventura. Sara domanda libertà, non perché non ama più il compagno con cui vive, ma perché ha l’impressione che se non si lascia andare metterebbe una croce sopra a sé stessa, vuole essere vera rispetto a un sentimento che torna a colpirla in maniera folgorante. È una domanda di libertà per amore di sé ma anche del compagno. Mi ricordo che un regista una volta mi disse che provava sentimenti per me. Io risposi che non era possibile, che era sposato. Lui disse una cosa interessante, ‘non posso mettere il mio cuore in un frigorifero’. No, poi non ho avuto una storia con lui, comunque. In questa storia, vissuta realmente nella vita da Christine, lei ha il coraggio di fronteggiare questo sentimento a sorpresa che prova per un uomo che viene dal passato in una relazione a tre”.

La scrittura di Christine Angot è molto precisa, letteraria. Così la descrive la Binoche, che sottolinea come Lindon “si prendeva più libertà nel testo, che io invece volevo rispettare. Per me era come una partizione per piano, in cui bisogna seguire ogni parola e ogni virgola. Pur mantenendo la sorpresa di come reagivo a determinate situazioni, era giusto non ci fosse troppo controllo, come succede nella vita. Un modo di scrivere che crea un vero respiro, un ritmo particolare. Con Vincent Lindon non è stato facile, non entro nei dettagli perché non è necessario, ma ha una maniera di lavorare molto legata all’improvvisazione e considerando quanto fosse scritto questo film è stato difficile accordare i nostri strumenti, ma coraggiosamente siamo andati avanti fino alla fine. Ma Incroci sentimentali è stato uno dei film più difficili che abbia fatto, con un partner molto differente da tutti quelli con cui ho recitato in passato”.

Una storia che racconta di una donna libera senza pregiudizi, scritta, diretta e interpretata da donne. “Claire ha bisogno di amare per girare”, ha aggiunto l’attrice. “Se non si innamora della persona che filma non riesce a girare. Mi pongo la domanda se ci sia uno sguardo specifico femminile, avendo lavorato con molte di loro. C’è una visione interiore, una complicità degli attori che però non dipende dal sesso di chi dirige, è una questione di sensibilità, complicità, di seduzione non in termini sessuali. Un viaggio interiore in cui ci affidiamo come attrici, una sorta di matrimonio. Ho discusso con Bruno Dumont che ritiene che le donne siano soggettive, mentre gli uomini abbiano più facilità a essere oggettivi. Non credo proprio sia cosi, bisogna avere entrambe le cose. Recitare vuol dire rimettere insieme legami del corpo con i sentimenti, il pensiero, lo spirito. Se non leghiamo tutto allora non vale la pena. Se il regista lo vede e vuole accompagnarlo durante le riprese allora avviene qualcosa di geniale”.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming