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La Forma dell'Acqua: guida ai contenuti dello scrigno magico di Guillermo del Toro

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Film, musiche, riferimenti storici e citazioni per apprezzare ancora di più questa bella favola, candidata a ben 13 Oscar.

La Forma dell'Acqua: guida ai contenuti dello scrigno magico di Guillermo del Toro

Per Guillermo del Toro il cinema è il sogno che scaccia l'incubo, lo straordinario che relega in un angolo il triste ordinario delle nostre vite. La Forma dell'Acqua, la sua favola acquatica è intessuta di citazioni, personaggi, musiche e immagini che hanno segnato la sua vita da spettatore cinefilo. Anche l’ambientazione cronologica non è casuale, ma può sfuggire agli spettatori più giovani ai quali il film è - da parte nostra - caldamente raccomandato, per cui proviamo a mettere un po’ d’ordine, nei limiti del possibile, in questo grande contenitore, pieno di cose belle e della più disparata provenienza. E’ un po' come trovarsi nell’antico negozio di un rigattiere dove gli oggetti prendono nuova vita grazie all’attenzione di chi li guarda. Vediamo dunque quali sono almeno i riferimenti più evidenti e quelli dichiarati, tralasciando il paragone più gettonato con Il favoloso mondo di Amélie, che non ci sembra intenzionale.

Partiamo dal periodo storico: l’azione del film è ambientata nel 1962, nel momento più drammatico e pericoloso della cosiddetta Guerra Fredda, quando la minaccia nucleare sembrava prossima a concretizzarsi. Ad un certo punto si sente da un notiziario la voce del presidente John F. Kennedy che parla dell’avvistamento di missili a Cuba: quell’annuncio viene fatto ai cittadini americani il 22 ottobre 1962, quando gli Stati Uniti scoprono che Cuba, come reazione alla tentata invasione anticastrista da loro appoggiata l’anno precedente, si è messa segretamente d’accordo con l’Unione Sovietica per installare dei missili a testata nucleare nell’isola, a scopo di difesa. I missili vengono ritirati dopo un lungo negoziato e l’accordo viene formalmente concluso con una stretta di mano, tra Kennedy e Crushev, il 21 novembre. Gli americani tirano un sospiro di sollievo.

Parlando di cinema, invece, tra gli anni Cinquanta e Sessanta le Creature dominano gli schermi: è del 1954 Il mostro della laguna nera di Jack Arnold, base e principale ispirazione per la storia del film di del Toro. La pellicola, popolarissima, venne girata in 3D e in bianco e nero per la Universal e Ben Chapman era l’uomo sotto il costume del cosiddetto Gill-Man, letteralmente Uomo branchia, l’anfibio umanoide protagonista della vicenda, che ebbe due sequel, nel 1955 e nel 1956. Julie Adams era la bellissima di cui il mostro si invaghiva. L’idea venne data al produttore dal grande direttore della fotografia messicano Gabriel Figueroa, che gli raccontò di una mitica stirpe di uomini pesce che secondo la leggenda vivevano nelle acque del Rio delle Amazzoni. L’ispirazione per la storia venne anche da La bella e la bestia, parimenti omaggiato nel film di del Toro nella versione di Jean Cocteau, del 1946.

Le scarpe rosse indossate da Sally Hawkins nel film, così come la finestra ad arco del suo appartamento, sono un omaggio al capolavoro di Michael Powell ed Emeric Pressburger, Scarpette rosse (1948), ma anche un ovvio richiamo alla Dorothy del Mago di Oz.

Gli altri riferimenti precedenti agli anni Cinquanta sono nei film che Elisa e l’amico Giles, che le fa un po’ da pigmalione, come in My Fair Lady, vedono alla tv. E’ l’età d’oro del musical che i due omaggiano e riproducono nei passi di tap dance. Del 1935 è Il piccolo colonnello, con la piccola riccioli d’oro, Shirley Temple che duetta con Bill “Bojangles” Robinson, considerato anche da Fred Astaire il più grande tap dancer di tutti i tempi. Peccato che per il colore della pelle, in un'America ancora lontana dalle lotte per i diritti civili, la star del Cotton Club al cinema fu relegata a ruoli di spalla della bambina prodigio.

Un altro omaggio al periodo è la scena in cui Carmen Miranda col suo vestito Tuttifrutti canta “Chica chica boom chic”, tratta dal musical Una notte a Rio, del 1941. La celebre cantante portoghese, naturalizzata brasiliana, fu la bomba esotica sexy per eccellenza degli anni Trenta e Quaranta a Hollywood, dove apparve in una ventina di film, risultando la star più pagata del periodo.

La canzone che Elisa “canta” al suo impossibile amore è “You’ll Never Know”, che sentiamo nella prima e più celebre versione, cantata da Alice Faye, citata anche nel dialogo di Giles, in Vecchia San Francisco, del 1943. Alice Faye compare anche assieme a Carmen Miranda in Una notte a Rio e Tre settimane d'amore.

Un’altra star degli anni Quaranta compare alla tv suscitando l'entusiasmo di Giles: è la scatenata attrice, cantante e ballerina Betty Grable, un peperino dalle belle gambe e dal fisico armonioso che nel 1944 divenne una delle pinup preferite dei soldati americani, dal titolo originale de La fidanzata di tutti, Pin Up Girl. Nel film di del Toro la vediamo nel numero "Pretty Baby" dal film L'isola delle sirene, del 1943.

Quando Elisa balla nel sogno con la creatura, la coreografia ricorda i numeri di due film con Fred Astaire: il ballo sotto il cielo stellato di Seguendo la flotta, del 1936, con la sua partner più celebre, Ginger Rogers (a destra nella foto), e quello di Balla con me, del 1940, dove esegue con Eleanor Powell la celebre Beguin the Beguine.

E veniamo invece ai riferimenti inerenti al periodo in cui è ambientata la storia raccontata dal film o comunque più vicini ad esso. Il cinema sopra il quale abitano Elisa e Giles ha in cartellone un doppio spettacolo: Il biblico La storia di Ruth di Henry Koster, del 1960, la cui storia ha connessioni profonde con quella di Elisa nel film...

... e Martedì Grasso di Edmund Goulding col cantante Pat Boone, del 1958, commedia musicale ambientata durante il carnevale di New Orleans.

I dischi che Elisa fa ascoltare alla creatura i sono Greatest Hits di Benny Goodman, del 1956, e di Glenn Miller, dall'omonimo film biografico del 1953. In una scena si sente la musica di Scandalo al sole, drammatico beach movie di Delmer Daves con Sandra Dee del 1959, la cui colonna sonora (di Max Steiner) è rimasta nella memoria collettiva più della storia del film, tratto da un best-seller dell’epoca.

Nella tv sempre accesa di Giles passano anche telefilm: uno è sicuramente Mister Ed - The Talking Horse, con un cavallo parlante, che andò in onda dal 1961 al 1966, e in Italia ebbe il sottotitolo “il mulo parlante” per ricordare il più famoso collega Francis. L’altro telefilm potrebbe essere il popolare Il carissimo Billy, andato in onda dal 1957 al 1963, ma in questo caso non ci metteremmo la mano sul fuoco. Vi sapremo dire meglio alla prossima visione, oppure ce lo direte voi quando uscirete dal cinema dopo aver visto La forma dell'acqua di Guillermo del Toro, un film che è molto di più della somma delle sue molte parti.

La nostra recensione del film La Forma dell'Acqua



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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