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Kina e Yuk, Benedetta Rossi ci racconta il suo primo doppiaggio: "Ho cercato di fare un buon lavoro"

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La Benedetta Rossi di "Fatto in casa da Benedetta" si cimenta per la prima volta con il doppiaggio, una voce narrante per Kina e Yuk - Alla scoperta del mondo, storia di due volpi polari dall'autore di Ailo, al cinema dal 7 marzo. Ecco cosa ci ha raccontato in conferenza stampa.

Kina e Yuk, Benedetta Rossi ci racconta il suo primo doppiaggio: "Ho cercato di fare un buon lavoro"

Celebre personaggio nella tv e nel web, Benedetta Rossi non manca in molte cucine col suo libro "Fatto in casa da Benedetta", ma è una presenza multimediale grazie ai suoi programmi televisivi di cucina: si cimenta per la prima volta con il doppiaggio, nello specifico la voce fuori campo italiana, per Kina e Yuk - Alla scoperta del mondo, nuovo film dall'autore di Ailo. È la storia di due volpi polari che il cambiamento climatico costringe a separarsi, per un breve quanto drammatico e difficile lasso di tempo. Gli animali e la natura fanno parte della vita di Benedetta quanto la cucina (chi la segue lo sa), e in conferenza stampa si è rivelata più che degna di essere un'influencer, nel senso migliore del termine.

Benedetta Rossi per Kina e Yuk: "Ho accettato subito, subito una grande empatìa per queste volpi"

Benedetta Rossi, ci spiega in conferenza stampa, non è una persona impulsiva: medita bene quando si tratta di avviare un nuovo progetto, ma quando le è stata offerta la voce fuori campo per Kina e Yuk - Alla scoperta del mondo di Guillaume Maidatchevsky, non ci ha pensato due volte. Sono bastate poche sequenze in originale per conquistarla: "Ho accettato subito, non è da me, ho provato subito empatìa per queste volpi." Benedetta era affascinata soprattutto dallo sforzo che fa il film per esprimere un'altra angolazione su argomenti di cui parliamo spesso: "Sono nata e cresciuta in campagna, augurerei a tutti i bambini di crescere camminando a piedi nudi sui prati, come ho fatto io". Il cambiamento climatico, con uno scioglimento anticipato dei ghiacciai dello Yukon, separa la coppia di volpi formata da Kina (in dolce attesa) e Yuk. "Io il cambiamento lo vedo, nel comportamento delle api, degli alberi, nell'acqua che manca. Bisogna vedere i problemi anche dal punto di vista degli animali. Questa è una missione importante, detta però con parole semplici". Benedetta ci racconta che ama i viaggi, che trova fondamentali per un concetto molto vicino alla sostanza del film: "Viaggio per vedere la natura. I viaggi sono l'occasione per capire che non sei al centro del mondo. Tipo quando ti dicono: in nessun paese al mondo si mangia meglio che in Italia! Io dico: parliamone...". Semplicità e genuinità d'animo sono le doti che Benedetta vuole incarnare, perché - spiega - crede nell'esempio e non nel pensiero forte: "Anche nei video, volevo aiutare le persone a cucinare facendo proprio veder loro come fare, senza parlare. Solo che poi la gente voleva andare oltre le mani, vogliono vederti in viso".

Benedetta Rossi, una nuova sfida e una ricetta per sopravvivere alle critiche online

Ma davvero nessuno non ha fatto battute al vetriolo sul coinvolgimento di Benedetta Rossi come doppiatrice? Ovviamente sì, ma lei per prima non si dà mai per scontata: ha esteso l'impegno a un giorno in più rispetto a quelli previsti, dopo che il team di doppiaggio le ha comunicato che "c'era del lavoro da fare", risponde con autoironia. Ha cercato di mantenere il suo tono pulendo l'accento marchigiano, respirando di diaframma (cosa che le riesce difficile per l'ansia). "Entro in questo ambiente e ne esco in punta di piedi, se il mio nome porta almeno anche una persona in più al cinema è una bella cosa". D'altronde, in ogni sua iniziativa le è stato detto con asprezza che entrava in mondi non suoi: non era una vera chef, non era una vera scrittrice, non era una vera presentatrice... tutti ruoli che ha finito per incarnare in oltre dieci anni di attività.
Sente la responsabilità: "Non pensavo di coinvolgere i più giovani o addirittura i bambini. [...] I social sono spazi da usare con serietà, dopo la pandemia c'è stata un'esplosione dei creator, non giudico questa cosa ma cerco di lavorare al meglio, bisogna avere la responsabilità della chiarezza. [...] Non ho dormito la notte quando ho visto che un post aveva avuto 8 milioni di visite: e se dico una cavolata? [...] In tv gli attacchi non ti arrivano, sui social è diverso. Io affronto le critiche rimanendo con i piedi per terra. Bisogna essere un po' 'rigidi' per farsi scivolare addosso le critiche, le difficoltà davanti ai bulli diventano opportunità." Occasioni per capire, ci spiega, qual è l'essenza di te stessa o te stesso che nessuno potrà mai scalfire. Il feedback costruttivo esiste, ma prima ancora di comunicare bisogna saper ascoltare ("nei corsi per sfondare sui social non te lo dicono mai"), per regolare correttamente quella chiarezza di cui sopra. E non bisogna mai sacrificare la propria unicità: "Mi dicono che 1 minuto su Instagram funziona di più, ma se ho bisogno di 5 minuti per spiegare qualcosa bene, mi prendo 5 minuti". Chiave importante? Le visualizzazioni e i follower non sono numeri, vanno considerati persone con le quali comunicare.

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