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Jerzy Stuhr: addio al grande attore e regista polacco, una carriera da Wajda a Kieslowski e Nanni Moretti

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Jerzy Stuhr, attore e regista polacco di grande rilievo, noto in Italia anche per le sue partecipazioni ai film di Nanni Moretti, è morto all'età di 77 anni.

Jerzy Stuhr: addio al grande attore e regista polacco, una carriera da Wajda a Kieslowski e Nanni Moretti

In un'estate purtroppo già densa di scomparse eccellenti nel mondo dell'arte e del cinema, arriva il 9 luglio la notizia della morte a Cracovia, a 77 anni, del grande attore e regista polacco Jerzy Stuhr. A teatro e al cinema aveva a lungo collaborato coi maggiori registi polacchi, ma nono solo: arrivato in Italia nel 1980, aveva instaurato una proficua collaborazione artistica col nostro paese, che considerava un po' la sua seconda casa. Molti lo ricorderanno anche per i suoi ruoli ne Il Caimano e Habemus Papam, nonché nel recente Il sol dell'avvenire.

Jerzy Stuhr: una vita e una carriera tra Polonia e Italia

Dopo aver studiato recitazione all'Accademia di Arti Drammatiche di Cracovia, Jerzy Stuhr inizia a calcare le tavole del palcoscenico, dove verrà diretto più volte da Andrzej Wajda e Krzysztof Kieslowski, ma anche da Giovanni Pampiglione, che nel 1980 lo invita in Italia, con altri artisti polacchi, per il suo L'Atelier di Formia - Istituto Internazionale di Ricerca sul Teatro Contemporaneo, con cui Stuhr collaborerà a lungo e a cui attribuisce il suo legame col nostro paese. Al cinema arriva nel 1971 diretto da Andrzej Zulawski in La terza parte della notte e per tutta la vita affianca alla carriera teatrale quella cinematografica, in un'instancabile attività di attore e regista. Tra i film da lui interpretati ricordiamo: con Kieslowski, La cicatrice, Il cineamatore, La tranquillità, Destino cieco, Decalogo 10 e Tre colori - Film bianco; con Zanussi, Da un paese lontano, L'anno dal sole quieto, Vita per vita e Persona non grata; con Nanni Moretti, Habemus Papam (dove era il portavoce della Santa Sede Marcin Raijski) e ancora in Il caimano nel ruolo di un produttore polacco e ne Il sol dell'avvenire, dove era l'attempato fidanzato della figlia. In Italia è stato diretto anche da Guido Chiesa in Io sono con te, Luca Manfredi nella miniserie tv L'ultimo Papa, Antonio Morabito in Rimetti a noi i nostri debiti, da Bruno Colella in My Italy e da Umberto Spinazzola in Non morirò di fame. Nel 1998 è stato insignito del Nastro d'Argento europeo e nel 2005 del premio Robert Bresson. Ha diretto diverse opere teatrali e film, tra cui Storie d'amore e Sette giorni nella vita di un uomo.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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