Schede di riferimento
News Cinema

Intervista a Giancarlo De Cataldo, lo scrittore pop che vola sul mondo giudiziario con le ali dell'ironia

Fra gli scrittori ospiti della 33esima edizione del Noir in Festival c'è anche Giancarlo De Cataldo, che ha presentato Colpo di Ritorno, quarto libro con protagonista Manrico Spinori. Lo abbiamo intervistato sulla sua prima serie letteraria e sulla sua visione del mondo.

Intervista a Giancarlo De Cataldo, lo scrittore pop che vola sul mondo giudiziario con le ali dell'ironia

Giancarlo De Cataldo chiama affettuosamente i libri che vedono protagonista il pm romano Manrico Spinori "i Manrichi". L'ultimo, uscito quest'anno, si intitola "Colpo di ritorno" ed è il quarto della serie. Esiste anche un quinto romanzo, che l'autore di "Romanzo criminale" ha finito da poco ma che vedrà la luce il prossimo anno, il che significa che la saga, per nostra fortuna, continuerà.

Ci siamo molto affezionati a Manrico Leopoldo Costante Severo Fruttuoso Spinori della Rocca dei conti di Albis e Santa Gioconda, che nasce anche dalla considerazione che gli omicidi dei ricchi non sono meno interessanti di quelli dei poveri, anche perché entrambi, come praticamente qualsiasi assassinio, sono motivati o dal denaro o dalle passioni. Manrico risolve i casi attraverso l'Opera lirica, nel senso che ogni situazione gli si presenti sotto gli occhi, è già stata al centro di un'opera, dove le emozioni, il bene e il male trovano terreno fertile e diventano arie cariche di pathos. 

"Colpo di ritorno" vede Manrico detto Rick alle prese con il misterioso assassinio di un mago, tale Capomagli Giuseppe, che si faceva chiamare Il Mago Narouz. Indagando insieme alle sue 3 collaboratrici (Sandra Vitale, Deborah Cianchetti e Gavina Orru), il Conte Spinori alias "il Contino” si accorgerà di quante persone influenti abbiano l'abitudine di rivolgersi a un mago, perfino nelle stanze del potere politico.

In un piccolo ufficio della storica libreria Rizzoli della Galleria Vittorio Emanuele II (a Milano), incontriamo Giancarlo De Cataldo e ci facciamo spiegare innanzitutto perché questa volta abbia scelto come vittima proprio un mago: "25 anni fa" - risponde - "frequentavo dei corsi di scrittura di sceneggiatori americani, e ci fecero fare un esercizio. Ci misero tutti al buio e ci dissero: 'Adesso scrittura automatica. Scrivete le prime parole che vi vengono in mente'. Cosa uscì dall'esercizio? Corruzione e miracolo, cioè cosa pensavamo all'unisono tutti noi giovani aspiranti sceneggiatori o sceneggiatori già affermati? Che l'Italia fosse un paese che si affida al miracolo pur affogando nella corruzione. Allora, il miracolo è incarnato dal pensiero magico. Il pensiero magico evoca, naturalmente, la magia. Che cosa chiediamo a un mago? Chiediamo la speranza impossibile, la svolta, chiediamo di cambiare la nostra esistenza, e quando non siamo capaci di farlo con le nostre forze o non ci fidiamo di ciò che abbiamo intorno, allora ci rivolgiamo a questa figura taumaturgica. Questo è l'aspetto diciamo buono, poi c'è l'aspetto speculativo, evidente negli imbroglioni, nei truffatori, nelle fattucchiere, in quella che ti fa la lettura delle carte e così via. Però l'uno e l'altro momento sono destinati a un incontro. Di conseguenza non c'è una condanna da parte mia. Questo mago, ad esempio, è in parte un truffatore e in parte uno psicologo. Chi va dal mago ha in parte speranza e in parte è disperato. Questo romanzo è stato scritto subito dopo la pandemia: avevamo passato una tale devastazione, un tale tsunami, che la nostra speranza nell'irrazionale ne è uscita rafforzata. Avevamo ancora più fede di prima nell’impossibile".

E se la moda dei maghi fosse in qualche modo legata alla società liquida? Nel senso che, essendo abituati a consumare e ad avere tutto a portata di mano, andiamo in tilt quando qualcosa è irraggiungibile e ci affidiamo così a maghi, sensitive, eccetera?

Non è che nascono adesso i maghi. C'è una lunghissima tradizione perfino di capi di stato che si facevano fare gli oroscopi. Credo che il fenomeno si sia accentuato dopo la pandemia appunto per il nostro accresciuto senso di sicurezza. Ci può entrare la società liquida, però non è che quando c'erano valori fortissimi, insomma, ai tempi dei democristiani e dei comunisti, che erano due grandi speranze, mancassero i maghi, le chiromanti  & Co.

I suoi personaggi hanno nomi favolosi. A parte Manrico, qui ci sono lo zio Eliodoro e il mago Ubaldo Cicciaroni. Dove li trova questi buffi nomi e cognomi?

Adesso io potrei dirle: 'Li studio', però in realtà c'è un momento in cui mi raffiguro fisicamente il soggetto e spesso il suo nome diventa simile a quello di qualcuno che ho incontrato e che somiglia al personaggio. Naturalmente gioco a storpiare quel nome. Ad esempio ho un amico principe che ha quattro o cinque nomi, non così pittoreschi come nel caso di Manrico, però, quando li pronuncia, si sente che ha diversi secoli alle spalle, e quindi per il protagonista dei miei romanzi sul conte Spinori è a lui che mi sono ispirato. E poi sa, io ho fatto il giudice per 40 anni, ma sa quanti ne ho visti passare di nomi e cognomi curiosi, da elenco telefonico? E quindi mi metto a pensare: 'che faccia ha questo tipo? E quindi Ubaldo Cicciaroni, oppure Deborah Cianchetti. Che faccia ha una poliziotta alta uno e 80, tatuata, bellissima ma borgatara? la faccia da Deborah Cianchetti.

Una delle caratteristiche più belle della sua scrittura è l'ironia. Questa va di pari passo, in lei, con una certa benevolenza, oppure è intrecciata al cinismo?

Tutte e due le cose. A un certo punto, a furia di vedere miserie umane, uno finisce per avere una maggiore comprensione, una minore nettezza, una minore capacità di schieramento. Questo mi ha portato a essere meno aggressivo nelle valutazioni e meno tranchant. Sono molto attratto dal regno dell'ambiguo, dell'indefinito, dello sfumato, e quindi cerco di giudicare il meno possibile i miei personaggi. A volte non li giudico proprio.

Come è nato Manrico Spinori? Quando ha bussato alla porta della sua immaginazione?

Ha bussato alla porta, ha ragione, un po’ perché non avevo un personaggio seriale, un po’ perché sono venute a frutto alcune mie caratteristiche, ad esempio la passione per l'Opera lirica e l'odio per i social. Mi stavo preparando a uscire dalla mia realtà lavorativa, andavo in pensione, quindi era un po’ un momento in cui tirare le somme su 40 anni di magistratura, e quindi capire cosa mi aveva lasciato e come raccontare il mondo giudiziario in chiave più leggera, non di contrapposizione e neanche attraverso un saggio. Diciamo che desideravo volare sul mondo giudiziario, e quindi è nato Manrico, che considero una specie di fratello più giovane che su tante cose la pensa come me, su tante cose ma non su tutto.

Perché l'Opera oggi non è più un genere popolare? Cosa è accaduto?

L'Opera adesso è un genere d’èlite, per ragioni di costume e perché la stessa opera si è chiusa in sé stessa. Fino agli anni '60 i miei zii, che erano nati nel '15, nel '20 e che avevano 40, 50 anni, cantavano a memoria il Falstaff, l'Otello, l'Aida, la Carmen. Per loro era materia quotidiana. Fino a tutti gli anni '60 l'Opera è stata veramente popolare, poi è diventata qualcosa di irraggiungibile, di passato di moda, e invece, per fortuna, proprio qui a Milano l'opera va ancora di moda.

Moltissimi autori di noir amano e conoscono il cinema, la musica, i fumetti. Possiamo dire che siete la categoria di scrittori più pop che ci sia?

Non solo siamo i più pop, non solo abbiamo una mentalità aperta al transgender, nel senso trans-generi, ma siamo anche molto amici e molto legati gli uni con gli altri. Non ce ne frega assolutamente niente delle contrapposizioni. Per noi raccontare il male, che poi è l'essenza del noir, significa essere in costante collegamento e in comunanza con chi fa la stessa cosa in tutto il mondo, quindi c'è una vera e propria comunità mondiale del noir. Ci vogliamo tutti tanto bene.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
Schede di riferimento
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per l'articolo