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Houdini - L'ultimo mago: la vera storia di un personaggio mitico

Vi raccontiamo chi fosse realmente il mago Houdini e ricapitoliamo quali siano stati gli attori a interpretarlo prima di Guy Pearce.

Houdini - L'ultimo mago: la vera storia di un personaggio mitico

In Houdini - L'ultimo mago l'importante figura dell'illusionista Harry Houdini è portata sullo schermo da Guy Pearce, in un film diretto da Gillian Armstrong e cointerpretato da Catherine Zeta-Jones, nel ruolo di una truffatrice scozzese con figlia a carico (Saoirse Ronan). Chi è stato però nella realtà Harry Houdini? Quante volte è stato portato al cinema? E' apparso lui stesso in alcuni film?

Houdini, la vera storia del mago e il film con Guy Pearce

Erik Weisz, questo il suo vero nome, nacque nel 1874 a Budapest, nell'allora Austria-Ungheria. La sua famiglia si trasferì negli States nel 1878. Già prima di raggiungere New York col babbo rabbino Sámuel nel 1887, il piccolo Erik aveva cominciato a nove anni ad esibirsi come trapezista. Scelse il nome d'arte di Harry Houdini nel 1890, a sedici anni, influenzato dal prestigiatore francese Jean-Eugène Robert-Houdin. Dal 1891 al 1893 la sua carriera stentava a decollare: qualcosa cominciò a muoversi quando decise di passare dai trucchi con le carte ai numeri di escapologia, insieme alla sua neomoglie Bess, sposata nel 1894. Tra il 1899 e il 1900 Houdini finalmente sfonda, specialmente a Londra, dove rimane per sei mesi di tutto esaurito, dopo aver eseguito il "numero delle manette" persino davanti a degli umiliati poliziotti di Scotland Yard.
Fino al 1920, Houdini divenne un punto di riferimento per tutti gli illusionisti del vaudeville, esibendosi tra gli Stati Uniti e l'Europa in numeri via via più pericolosi, passando a quelli in cui si liberava dalle costrizioni immerso nell'acqua, oppure sottoponendosi a prove estreme come il farsi seppellire vivo, terrorizzando ma entusiasmando gli astanti e testimoni. Fondò sue pubblicazioni sugli argomenti inerenti l'illusionismo, e dal 1917 al 1926 fu Presidente della Società dei Maghi Americani. Le sue capacità di gestione della categoria lo portarono in pochi anni a essere celebrato e stimato dai suoi colleghi, che vedevano in lui una guida, non solo artistica ma anche pratica.


Tra il 1925 e il 1926 creò uno spettacolo intitolato "Three Shows in One: Magic, Escapes, and Fraud Mediums Exposed", cioè con numeri di magia, escapologia e svelamento dei trucchi usati dai finti medium. L'argomento in realtà gli interessava già da una decina d'anni: pare che gli sia costato l'amicizia con sir Arthur Conan Doyle, sostenitore dello spiritismo. Poco prima di morire nell'ottobre 1926 stava lavorando con l'amico H. P. Lovecraft su un libro dedicato all'argomento, "The Cancer of Superstition", ma anni addietro aveva già pubblicato l'analogo "A Magician Among the Spirits".
Morto di peritonite a 52 anni per conseguenza di un'appendicite, si dice forse dovuta a un errore di calcolo nel ricevere uno dei famosi pugni nell'addome senza adeguata preparazione, Harry fu seppellito a Glendale nel Queens: ai suoi funerali erano presenti 2.000 persone.

Houdini - L'ultimo mago, cosa c'è di vero nel film

Diversi degli elementi che vi abbiamo raccontato entrano in gioco nella sceneggiatura di Houdini - Ultimo mago: la figura interpretata da Catherine Zeta-Jones sembra ispirata da quella di Mina Crandon, una spiritualista che Houdini sbugiardò in effetti con gran clamore. La storia del film prende tuttavia una direzione diversa, suggerendo un rapporto romantico possibile tra i due, cosa improbabile dato l'affetto che Harry provava in realtà per la moglie Bess. C'è un'ispirazione reale però nell'idea del test ideato nel film da Houdini, cioè quello di chiedere ai sedicenti medium di indovinare le parole che sua madre gli avrebbe rivolto in punto di morte. Nella realtà Houdini convenne con sua moglie che, se qualcuno le avesse detto di comunicare con lui nell'aldilà, avrebbe dovuto riferirle la frase in codice "Rosabelle believe". Nel 1929 in effetti questo avvenne, ma Bess intuì che Arhur Ford, il medium autore del "miracolo", poteva avere intuito la cosa da alcuni indizi ("Rosabelle" era la canzone preferita di Bess). Dopo la morte di Ford nel 1971, un biografo di quest'ultimo confermò la frode. La dinamica della morte dell'illusionista segue quella ufficiale dell'appendicite causata da una distrazione di Harry, ma evita di supporre complotti omicidi degli spiritualisti, invece sospettati sul serio fino ai giorni nostri.



Houdini, il cinema e gli attori che l'hanno interpretato

Harry Houdini stesso ha interpretato e anche diretto diversi film muti, realizzati tra il 1918 e il 1923. Si tratta essenzialmente di opere "d'azione" (per l'epoca), nelle quali si esibisce in alcuni dei suoi numeri, nell'ambito di trame basate sulla suspense. Prima ancora alcuni dei suoi exploit erano stati documentati nel 1909, in "Merveilleux Exploits du Célébre Houdini à Paris". I due lungometraggi diretti da lui stesso sono The Soul of Bronze (1921) e Haldane of the Secret Service (1923). Uno dei suoi lavori cinematografici più famosi è il dramma The Man from Beyond (1922), basato su un suo soggetto.
Tra gli attori più celebri che invece hanno portato l'uomo Houdini in opere biografiche (o corali in costume) ricordiamo Tony Curtis in Il mago Houdini (1953), Paul Michael Glaser in Il grande Houdini (1976). C'è poi l'interessante Favole (1997), dove l'Houdini di Harvey Keitel investiga su un caso apparentemente paranormale, in compagni del Sir Arthur Conan Doyle di Peter O'Toole. Dopo Guy Pearce, infine, è stato Adrien Brody a incarnare il grande mago nella miniserie Houdini del 2014.

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