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Festival di Berlino 2024: il documentario Dahomey vince l'Orso d'oro

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Al Festival di Berlino 2024 si è tenuta una cerimonia di premiazione con molti appelli per la pace in Ucraina e Palestina, con un discorso di ringraziamento tradotto live da un cellulare. Per il secondo anno consecutivo vince un documentario francese. Ecco il palmares.

Festival di Berlino 2024: il documentario Dahomey vince l'Orso d'oro

Un percorso lungo dieci giorni di proiezioni, con oltre duecento film mostrati in totale, meno rispetto al solito per una dieta dimagrante, ed ecco giunto alla fine il Festival di Berlino 2024. La risposta del pubblico di questa città è sempre incredibile. Come i numeri di metà rassegna confermano, si supereranno di nuovo abbondamentemente i 500 mila biglietti venduti. Un evento di città, che continua a far innamorare una delle città più particolari d'Europa, sempre pronta a mostrare i propri fantasmi, ma anche la capacità di cogliere la modernità.

Quarta e ultima direzione artistica per Carlo Chatrian, che così come alla direttrice operativa, Mariette Rissenbeek, lasciano proprio oggi il loro ruolo, non senza qualche polemica e una notevole assenza di eleganza da parte dei vertici della politica culturale della città della Germania. Una decina di minuti abbondanti sono stati utilizzati da giuria e vincitore del premio per il miglior documentario per denunciare "l'occupazione israeliana e la situazione di apartheid in Cisgiordania" e con la richiesta di un cessate il fuoco a Gaza. "Non c'è stato un altro film se non No other Land", hanno addirittura detto i giurati, un collettivo rappresentato da due autori, uno israeliano e una palestinese.

La giuria del concorso, invece, ha dunque deciso, "con vivaci discussioni fra persone di provenienze molto diverse, ma unanimi decisioni" sotto la presidenza di Lupita Nyong'o, prima africana a interpretare questo ruolo particolare di giudice, affiancata dalla nostra Jasmine Trinca, Brady Corbet, la scrittrice ucraina Oksana Zabuzhko, Ann Hui, Christian Petzold e Albert Serra. Per il secondo anno consecutivo ha vinto un documentario francese.

Ecco i premi assegnati quest'anno:

  • Orso d'oro per il miglior film: Dahomey di Mati Diop
  • Orso d'argento Gran Premio della Giuria: A Travellers Needs di Hong Sangsoo
  • Orso d'argento Premio della Giuria: L'Empire di Bruno Dumont
  • Orso d'argento per la miglior regia: Nelson Carlos de los Santos Arias per Pepe
  • Orso d'argento per la migliore interpretazione: Sebastian Stan per A different Man
  • Orso d'argento per la migliore interpretazione da non protagonista: Emily Watson in Small things like these
  • Orso d'argento per la miglior sceneggiatura: Matthias Glasner per Sterben
  • Orso d'argento per il miglior contributo artistico: Martin Gschlacht per la fotografia di The Devil's Bath

Sezione Encounters

Miglior Film: Direct action di Guillaume Cailleau e Ben Russell
Miglior regia: Juliana Rojas per Cidade, campo
Premio speciale della giuria: Some rain must fall di Qiu Yang e The great yawn of history di Aliyar Rasti

Premio per la miglior opera prima: Cu Li Never Cries di Pham Ngoc Lan

Premio per il miglior documentario: No other land di Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham, Rachel Szor

Menzione speciale per il documentario: Direct action di Guillaume Cailleau e Ben Russell

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