Auguri per la tua morte: gli assassini mascherati che l'hanno preceduto

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Auguri per la tua morte: gli assassini mascherati che l'hanno preceduto

In Auguri per la tua morte, il nuovo horror di successo della BlumHouse che uscirà in sala il 9 novembre, una ragazza viene uccisa il giorno del suo compleanno e condannata a rivivere a loop quella orribile giornata per capire chi e perché l'ha uccisa (un titolo altrettanto efficace di questo divertente teen horror avrebbe potuto essere Ricomincio da morta). A farla fuori è un misterioso individuo con una maschera sul volto, l'ultimo in ordine di apparizione di un'infinita legione di killer mascherati, limitandoci all’era moderna. Proviamo a ricordare quelli più famosi, più riusciti o più influenti tra gli assassini cinematografici che indossano una maschera o che nascondono il volto in modo più artigianale (e vi diciamo fin da ora che It non conta, come non contano Freddy Krueger e tutti quelli che portano la loro menomazione in bella vista. Discorso a parte si potrebbe fare per Saw, ma nemmeno lui rientra nell'elenco).

Il capostipite di una fatale coorte di assassini mascherati che spargeranno sangue a volontà nei film di Dario Argento e dei tantissimi epigoni nel Giallo italiano è quello/a con cappello e guanti neri del bellissimo Sei donne per l'assassino di Mario Bava, un film del 1964 che ha fatto scuola, non solo in Italia, anticipando il genere slasher. La maschera, in questo come in molti altri casi, serve anche a dissimulare il sesso del killer: fino a che non cade è impossibile sapere se dietro di essa c'è un uomo o una donna, e tutti possono essere sospettati (vedi, ad esempio, Quattro mosche di velluto grigio).

10 anni dopo, nel 1974, Tobe Hooper dirige un film disturbante e geniale come Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre), dove appare per la prima volta Leatherface, il più giovane esponente di una famiglia di cannibali che nasconde il suo volto devastato dietro una maschera di pelle umana. E l’horror non sarà mai più lo stesso.

4 anni dopo il seminale capolavoro horror di Tobe Hooper, John Carpenter prende una maschera del capitano Kirk di Star Trek, la modifica e ne fa l’agghiacciante aspetto del ritornante Michael Myers, l’assassino demoniaco che solo la vergine Laurie può sconfiggere, ma non per sempre. Come Non aprite quella porta, anche Halloween cambia per sempre il volto delle nostre paure.

L’anno è il 1980, lo slasher delle carneficine più o meno immotivate e insensate che invade le sale e spaventa i teenager è Venerdì 13 di Sean S. Cunningham (e tra le giovani vittime del killer mascherato c’è anche Kevin Bacon). Nel film Jason Vorhees (ma non è lui) indossa una maschera da hockey che diventa iconica e che ritornerà in molti sequel e remake.

Nel 1990 lo scrittore Clive Barker adatta e dirige per il grande schermo il suo romanzo horror fantasy "Nightbreed". Il film è Cabal e sotto la maschera con la zip di un feroce assassino psicopatico si nasconde nientemeno che il regista David Cronenberg.

Facciamo un salto in avanti, per trovare un altro genio del genere, Wes Craven, che destruttura con ironia il genere che gli ha dato la fama nel 1996 in Scream (e relativi e meno riusciti sequel). Stavolta il misterioso assassino/a/i indossa una maschera che ricorda il celebre Urlo di Munch, e nasce l’inquietante Ghostface.

1997: in So cosa hai fatto (che non è un capolavoro del genere) a perseguitare e uccidere quattro ragazzi che hanno la colpa di aver investito un uomo e non averlo soccorso, è un misterioso personaggio dotato di uncino e chiamato Il Pescatore.

Nel 2008 arriva sugli schermi un clone non dichiarato del francese Them, l’home invasion di Bryan Bertino The Strangers, con Liv Tyler. La differenza è che qui i personaggi che assediano una coppia nella loro casa e vi fanno irruzione con terribili intenzioni, indossano delle maschere davvero paurose.

In un altro horror del genere home invasion ma in versione molto più splatter e di 3 anni successivo, You’re Next di Adam Wingard, sono individui che indossano maschere di animali a invadere la villa in cui alcune persone stanno festeggiando un anniversario di nozze.

Il record però delle maschere più belle e creative spetta alla trilogia di The Purge, iniziata con La notte del giudizio del 2013 e continuata sempre da James De Monaco. In questo caso gli assassini hanno ancor meno necessità di nascondere il volto, visto che nella notte dello Sfogo qualsiasi nefandezza è autorizzata e legale, ma mettono in pratica quello che tutti i loro antenati hanno perfettamente capito: che niente spaventa più l’essere umano del non sapere chi ha davanti, e che una maschera congelata in un’unica espressione fa raggelare il sangue nelle vene a chiunque.

E adesso prepariamoci ad incontrare, dal 9 novembre, il killer con la maschera da bambino, mascotte di una squadra di football liceale, in Auguri per la tua morte di Christopher B. Landon, cercando di scoprire chi si nasconde dietro quelle paffute e orribili fattezze. Buon divertimento!



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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