News Cinema

30 anni di Tartarughe Ninja alla riscossa: i segreti e le curiosità del film cult

934

Nel 1990 uscì Tartarughe Ninja alla riscossa, un film che ha 30 anni e oggi in streaming su Amazon Prime Video si fa ammirare in tutto il suo spirito analogico e artigianale.

30 anni di Tartarughe Ninja alla riscossa: i segreti e le curiosità del film cult

Nel 1990 usciva negli States Tartarughe Ninja alla riscossa, poi anche nelle nostre sale in quel Natale: il film di Steve Barron compie 30 anni ed è disponibile in streaming su Amazon Prime Video. Girato nel 1989, di fatto conclude il decennio magico degli anni Ottanta, pieno di cult realizzati con tecnologie artigianali e analogiche, prima della rivoluzione digitale partita da Jurassic Park nel 1993. Per questo motivo ci sembra doveroso celebrare il film raccontandolo da tre punti di vista differenti.

Tartarughe Ninja alla riscossa, come furono realizzate le tartarughe

Se si pensa al reboot Tartarughe Ninja del 2014, è facile immaginare come siano stati resi sullo schermo Michelangelo, Donatello, Raffaello e Leonardo: computer grafica, in performance capture e animazione manuale in post-produzione, come integrazione. Prassi. Tra il 1989 e il 1990 questa era fantascienza, quindi le umanoidi tartarughe ninja ideate per il loro fumetto da Kevin Eastman e Peter Laird dovevano essere fisicamente presenti sul set.
Quando la Golden Harvest decise di produrre l'adattamento, si associò alla Limelight Entertainment, che aveva sotto contratto il regista Steve Barron: era un allineamento di pianeti, perché Barron aveva diretto già diversi episodi della serie fantasy The Storyteller, ideata dal creatore dei Muppet, Jim Henson. Il suo legame con Henson avrebbe potuto coinvolgere nella produzione il Jim Henson Creature Shop per la creazione di costumi, pupazzi e animatronic.
Negli studi londinesi di Henson, gli elaborati costumi per Tartarughe Ninja alla riscossa furono creati in 18 mesi: stando allo stesso Jim, si trattò fino a quel momento delle creature più complesse a cui avessero dato mai vita. I performer, oltre a indossare i loro scafandri per trasformarsi nei quattro fratelli, portavano nascosti nelle teste i rumorosi apparati necessari a muovere i muscoli facciali, telecomandati esternamente da burattinai: Josh Pais, interprete di Raffaello, paragonò l'esperienza a un giro "alla Stazione Centrale di New York, all'ora di punta, con la testa in una lattina". I costumi inoltre rallentavano i movimenti, tanto che le sequenze con le Tartarughe Ninja furono girate a 22-23 fotogrammi al secondo, in luogo degli usuali 24, in modo tale da risultare leggermente accelerate in proiezione... e quindi meno goffe!
Il saggio ratto Splinter era invece un classico Muppet, mosso da più persone diverse: il veterano Kevin Clash (attivo anche su Labyrinth) e un suo collega si occupavano della performance di testa e arti, mentre un terzo burattinaio telecomandava la sua mimica facciale.
Discorso diverso per i flashback: se vi sono sembrati sgranati e sfuocati, ciò si deve all'uso della pellicola Super 8, per volere di Barron. Non fu tuttavia lui a dedicarsi a questi segmenti: furono affidati alla seconda unità, diretta da Brian Henson, figlio di Jim e in futuro autore in proprio.

Tartarughe Ninja alla riscossa, il film che nessuno voleva fare

Oggi adattare un fumetto in un cinecomic sembra un affare a cui nessuno sa dire di no, ma le cose non stavano così negli anni Ottanta. Sin dalla prima pubblicazione del fumetto nel 1984 si era pensato di trarne un film, ancora prima che partisse la serie tv animata omonima nel 1987: ebbene, si era rivelato praticamente impossibile trovare qualcuno interessato a rischiare. Il progetto fu rifiutato da Walt Disney, Columbia, MGM, Orion Pictures, Paramount e Warner, spaventate dal flop dei Dominatori dell'universo del 1987, per nulla aiutato dalla popolarità del cartoon televisivo. Finalmente il film fu avviato grazie all'allora piccola New Line, all'epoca legata solo al cinema di serie B o indipendente. Per questa ragione, paradossalmente Tartarughe Ninja non è annoverabile tra i "blockbuster", ma anzi è stato per decenni considerato il più remunerativo film indie mai realizzato: costato appena 13.500.000 di dollari (equivalenti a 26.750.000 di oggi), ne portò a casa nel mondo oltre 200, di cui ben 135 (pari a 267 attuali) solo negli States! Diede origine a due seguiti, Tartarughe Ninja II - Il segreto di Ooze (1991) e Tartarughe Ninja III (1993).
Ironia della sorte: Corey Feldman, uno dei Goonies, accettò di doppiare in originale Donatello accontentandosi di 1.500 dollari (!), sicuro che si trattasse dell'impegno per un B-movie che a stento avrebbe tirato su qualche dollaro in home video.

Tartarughe Ninja alla riscossa, qualche curiosità

Le Tartarughe Ninja avevano un fan d'eccezione, Robin Williams! Amico di Judith Hoag alias April dopo Cadillac Man, le spiegò in cosa consistesse il franchise, basandosi sulla sua collezione. Judith accettò il ruolo, battendo le altre attrici in lizza, molte delle quali divenute poi star di prima grandezza: Sandra Bullock, Nicole Kidman, Jennifer Beals, Marisa Tomei, Lorraine Bracco, Winona Ryder Melanie Griffith, Sean Young e Brooke Shields! L'attrice rimase tuttavia scottata sia dalla velocità di produzione delle scene che la riguardavano (sei giorni!) sia dalla violenza del film finito, a dir il vero invisa anche allo stesso Jim Henson, che prese le distanze dal risultato finale, pur mantenendosi orgoglioso dal lavoro svolto sugli animatronic. Jean Paige Turco ereditò la parte di April nel secondo e terzo lungometraggio del ciclo.
Come forma di ringraziamento per il duro (e asfissiante!) lavoro negli scafandri, ai quattro interpreti fisici delle Tartarughe furono concessi cammeo nel film: il Michelan Sisti di Michelangelo per esempio è il fattorino delle pizze.
Se avete buon occhio, realizzerete che il capo dei "giovani perduti" comandati da Shredder ha un volto noto: è un giovanissimo Sam Rockwell, non all'esordio assoluto, perché era già stato nel cast di Ultima fermata Brooklyn nel 1989.
Presumiamo inoltre che il vero appassionato di Quentin Tarantino possa fare un salto sulla sedia leggendo i credits dei montatori: al suo primo incarico in lungometraggio, c'è qui infatti la compianta Sally Menke.
Anche molti giovani future star maschili gravitarono intorno al progetto in fase di casting, per il ruolo di Casey Jones andato poi ad Elias Koteas. Volete qualche nome illustre? Keanu Reeves, Christian Slater, Johnny Depp, Emilio Estevez, Jason Patric, Kiefer Sutherland, Alex Winter e River Phoenix. Scopri Amazon Prime Video



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming