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Super 8, storia e nostalgia del formato che ha ispirato il film di J. J. Abrams

Il film di fantascienza Super 8 di J. J. Abrams è anche un omaggio alle riprese amatoriali per eccellenza degli anni Settanta.

Super 8, storia e nostalgia del formato che ha ispirato il film di J. J. Abrams

Se cercate in rete Super 8, i risultati vi spingeranno verso il film di fantascienza di J. J. Abrams e dovrete faticare un po' di più per trovare informazioni sul formato Super 8 della Kodak: Abrams intendeva omaggiare proprio questo sistema di ripresa divenuto mitico nella storia della cinematografia amatoriale. Ve lo raccontiamo qui brevemente, facendo forse leva su una vostra nostalgia che potrebbe non essere inferiore a quella di JJ.

Il Super 8 Kodak, la ripresa cinematografica per tutti

La pellicola cinematografica, tra la fine dell'Ottocento e fino agli anni Trenta, aveva visto tre principali formati: il 35mm ("quello dei film"), il 16mm semiprofessionale nato negli anni Venti e l'8mm amatoriale, rampante, ultimo nato nei primi anni Trenta. Oggi siamo abituati a riprendere quello che c'interessa con uno smartphone, ma tra gli anni Trenta e Sessanta, chi avesse avuto l'intenzione di cogliere immagini in movimento (mute!) di un evento particolare della sua vita, o meditasse su un reportage, non poteva che ricorrere alla ripresa in 8mm. Cosa peraltro non alla portata di tutti.
Non sappiamo quanti di voi siano abbastanza vecchi da ricordarlo, ma usare la pellicola significa avvalersi di un processo fotochimico, non digitale: il supporto viene impressionato dalla luce, poi va sviluppato con prodotti chimici appositi per farvi apparire ciò che vi si è colto. Due cose importanti: la pellicola non è cancellabile o riutilizzabile, e soprattutto va protetta dalla luce finché non si comincia a scattare o riprendere, ma anche dopo fino al momento del trattamento, altrimenti è persa. Caricare una cinepresa 8mm al buio o in apposite sacche protettive per non far filtrare la luce, girare, ed estrarre sempre al buio il girato richiedeva una certa manualità, più complessa di quella richiesta per infilare un rullino in una macchina fotografica analogica.
Nel 1965 la Kodak inventò il Super 8 e fu una rivoluzione. Si rendeva la ripresa semplice come lo scatto fotografico col rullino 35mm: revisionando il sistema 8mm, la Kodak ideò un caricatore a forma di parallelepipedo, contenente nella stragrande maggioranza dei casi 15m di pellicola (poco più di 2 minuti a 24fps, sui 3 minuti girando invece a 18fps). Chi girava doveva solo aprire la sua cinepresa, incastrarvi al volo il caricatore, girare, poi tirarlo fuori. Le bobine con la pellicola erano contenute all'interno del caricatore, che sarebbe stato consegnato allo sviluppo senza nemmeno che l'utenza avesse bisogno di maneggiare la pellicola (almeno fino al momento più tranquillo della proiezione, s'intende). La barriera della competenza manuale fu abbattuta, la cinematografia fu a portata di tutti.

Il declino del Super 8 con l'avvento delle videocamere

Quando finì l'era della pellicola per le riprese amatoriali, domestiche o ambiziose che fossero? Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta la diffusione dei primi sistemi di ripresa video (inizialmente non integrati), con gli standard Betamax o VHS, rese il paragone insostenibile per gli aspiranti videomaker non scafati: la qualità della pellicola Super 8 rimaneva superiore a quella dei citati formati video analogici, ma vinsero sul Super 8 l'idea di poter riprendere ore di materiale contro pochi minuti, la possibilità di cancellarlo (senza doverlo nemmeno sviluppare), la ripresa dell'audio (offerta tardivamente nel Super-8), e la facilità di riproduzione in videolettori e videoregistratori. Per un amatore, non c'era paragone, economicamente e praticamente.
Il Super 8 non è mai del tutto morto, nemmeno ora, quando la qualità della ripresa digitale disponibile a chiunque è arrivata sul serio a rivaleggiare con il "nitrato d'argento": sopravvive una nicchia di appassionati che sfida se stessa per godere di un sapore tutto particolare dell'immagine, andato perduto. Di sicuro, la magia della ripresa in pellicola non è mai stata nè mai sarà più così vicina all'uomo comune, come accadde nell'epoca narrata da Abrams nel suo film: la storia di Super 8 si svolge nel 1979, al crepuscolo di quel formato, quando il mondo stava per aprirsi definitivamente al fascino dell'elettronica.

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